Riforma sanitaria Lombardia. Per la Fials occorre valorizzare il pubblico e investire sul personale

Riforma sanitaria Lombardia. Per la Fials occorre valorizzare il pubblico e investire sul personale

Riforma sanitaria Lombardia. Per la Fials occorre valorizzare il pubblico e investire sul personale
Per il sindacato il percorso di recupero delle inefficienza è stato tracciato con le linee di indirizzo della Giunta. Ma occorre “è indispensabile comprendere la disponibilità di risorse“ tenendo conto che “la sostenibilità di un modello di riassestamento organizzativo (ancora in itinere) non può prescindere da una programmazione che permetta di incrementare gli organici oltre che di valorizzare i nostri professionisti”.

Le linee guida tracciate con la DGR n 4811 del 31 maggio e DGR 4885 del 14.6. c.a., quindi un modello d’azione definito con approccio ONE HEALTH, evidenziano per la Fials Lombardia “un percorso di recupero delle inefficienze registratesi negli anni”, nel quale però diventa “indispensabile comprendere la disponibilità di risorse sia professionali che economiche che ne permetteranno una effettiva realizzazione. Regione Lombardia deve sfruttare al massimo le risorse rese disponibili dal PNRR con riferimento specifico al settore della sanità”.

È questo un primo commento del sindacato in merito alla futura riforma sanitaria regionale che, per la Fials, va costruita pensando ad “un assetto che rivalorizzi la “sanità pubblica” e quindi l’attività degli erogatori pubblici quanto meno rispetto a quella degli erogatori privati i cui profitti sono finanziati con risorse sottratte alla disponibilità della collettività lombarda e della cui consistenza non abbiamo evidenza. Partendo da tali presupposti -dato per incontrovertibile il principio secondo il quale il nuovo modello sanitario deve sempre tutelare ogni cittadino lombardo, titolare del diritto alla salute, che come libero individuo possiede naturalmente dalla nascita e come tale riconosciuto, in primis, dalla Costituzione”, il sindacato avanza le proprie proposte sugli ambiti in cui reindirizzare le risorse pubbliche.

Sicuramente “allo sviluppo di un sistema no profit basato sull’uniforme potenziamento di presidi di medicina territoriale, strutture di assistenza, cure domiciliari e di prossimità, ecc.”. Ma anche alla “implementazione della eccellenza della rete ospedaliera pubblica”. Per la Fials Lombardia è poi “doverosa” una riflessione “per un credibile riconoscimento alle ATS di risorse adeguate affinchè una “attività di governance” venga esercitata in modo tangibile. Ma soprattutto con omogeneità di azione su tutto il territorio lombardo”. Va poi valorizzato il ruolo delle ASP lombarde “quali risorse strategiche per lo sviluppo ed il potenziamento dell’offerta intermedia nel contesto di un sistema integrato di welfare e di servizi di natura sanitaria, attraverso l’inclusione delle medesime tra i soggetti istituzionali del Servizio Sanitario Regionale Lombardo”.

Ma le risorse disponibili dovranno essere utilizzate anche per “incrementare gli organici oltre che di valorizzare – nei fatti – i nostri professionisti in ambito regionale per quanto hanno dimostrato di meritare. E’ nostro interesse evidenziare la necessità di considerare, in aggiunta alla figura dell’infermiere di famiglia e di comunità – già prevista dalla vigente normativa-  anche lo sviluppo operativo e professionale dell’ostetrica di famiglia al fine di rafforzare la rete dei servizi sociosanitari  nei diversi contesti  territoriali ed in  tutti gli ambiti di promozione e tutela globale della salute femminile a tutte le età ( questo anche sulla base di modelli ed  indicazioni di una recente letteratura e concetti condivisi a livello internazionale)”.

Per quanto sopra evidenziato, secondo la Fials diventa “determinante, in generale, addivenire ad una rivalutazione degli standard di personale su tutto territorio, alla luce anche dei riscontri avuti dal quadro pandemico. Riteniamo più che mai necessaria – prosegue il sindacato – una decisa iniziativa politica di Regione Lombardia (correlata ad una doverosa valutazione di carattere tecnico) che potrebbe proporsi nei seguenti termini: – forte impegno – quale parte datoriale pubblica – presso le sedi istituzionali nazionali di competenza, per il superamento dei clichè dominanti secondo i quali la spesa per il personale sanitario è equiparata a spesa pubblica improduttiva”.
 
Ma “occorre che la contabilità nazionale cambi i suoi dogmi e che quello che è investimento in capitale umano entri a pieno diritto fra le spese di investimento e come tale sia finanziabile a livello nazionale”, evidenzia la Fials Lombardia.

Come Fials, prosegue il sindacato, “riteniamo che questo momento di dibattito debba indirizzarsi verso una programmazione di politiche regionali di Welfare Aziendale. Ricordiamo che meno risorse in Sanità Pubblica e nel Sociale continuano a deprimere le condizioni di vita di tutti gli operatori della Sanità Regionale.  I CCNL del settore Sanità già riconoscono strumenti di Welfare Integrativo per la cui concessione, a nostro giudizio, sono necessari finanziamenti aggiuntivi ad integrazione dei fondi Aziendali dedicati che chiediamo a Regione di valorizzare già nella corrente annualità”.

“Consapevoli che trattasi di primo avvio, auspichiamo comunque – conclude la Fials Lombardia – lo sviluppo di un costante confronto sulle tematiche qui richiamate, considerato il preminente interesse ad essere aggiornati con continuità per l’esercizio di ruoli/funzioni che ci appartengono”.

14 Luglio 2021

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