Riorganizzazione emergenza-urgenza. Il modello Emilia Romagna: le Regioni a confronto a Bologna

Riorganizzazione emergenza-urgenza. Il modello Emilia Romagna: le Regioni a confronto a Bologna

Riorganizzazione emergenza-urgenza. Il modello Emilia Romagna: le Regioni a confronto a Bologna
Società scientifiche, Agenas e Regioni a confronto in un seminario a Bologna organizzato dall’assessorato guidato da Donini: “Gli obiettivi della riforma appartengono a tutta la comunità scientifica, ci consentiranno di rispondere in maniera più efficace alla gestione di emergenze e urgenze, alleggerendo e riorganizzando il carico del lavoro ospedaliero, coinvolgimento maggiormente le strutture sanitarie del territorio”.

La riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza della Regione Emilia-Romagna fa scuola in Italia. Lo ha dimostrato il confronto che la Regione ha voluto con Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), numerose società scientifiche e altre Regioni italiane (Lombardia, Puglia e Toscana), organizzando il convegno “Rispondere ad un problema emergente tra cure primarie e sistema di emergenza-urgenza”, che a Bologna, all’Opificio Golinelli, ha riunito martedì scorso, 10 ottobre, 250 amministratori, professionisti e rappresentanti delle associazioni.

Un’occasione di dialogo costruttivo fra le istituzioni, le società scientifiche maggiormente rappresentative dell’emergenza-urgenza e i professionisti che ogni giorno lavorano nella sanità; un altro tassello nel percorso partecipato voluto dalla Regione, che si integra e si aggiunge ai numerosi incontri svolti dall’assessorato alle Politiche per la salute su tutto il suo territorio con un preciso obiettivo: condividere con gli operatori sanitari e i loro rappresentanti i contenuti della riorganizzazione della Rete dell’emergenza-urgenza.

A dare il via alla discussione un’analisi della situazione generale della sanità italiana, seguita dalle proposte di cambiamento che provengono dalle Regioni, prima fra tutte quella che sta prendendo forma in Emilia-Romagna, ma che interessa anche Lombardia, Puglia e Toscana, che hanno partecipato al convegno con propri rappresentanti. Si è passati poi a raccogliere il punto di vista e i suggerimenti delle società scientifiche sui prossimi passi da intraprendere per progettare insieme il cambiamento.

“La nostra proposta di riorganizzazione dell’emergenza-urgenza esce profondamente incoraggiata e sostenuta dal convegno- afferma l’assessore alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini-. Gli obiettivi che la riforma si pone sono quelli che oggi appartengono a tutta la comunità scientifica e ci consentiranno di rispondere in maniera più efficace alla gestione delle emergenze e delle urgenze, alleggerendo e riorganizzando al contempo il carico del lavoro ospedaliero, con un sempre maggiore coinvolgimento delle strutture sanitarie del territorio. Questo confronto – aggiunge Donini – ci infonde ulteriore fiducia a proseguire con il nostro impegno. Se non si interviene, il rischio per i Pronto soccorso è duplice: o la desertificazione o la loro privatizzazione. La nostra proposta di riorganizzazione punta a scongiurare entrambe queste prospettive ed è ciò su cui stiamo mettendo tutte le nostre energie”.

“Quello che stiamo affinando- chiude l’assessore- è un lavoro di squadra che prosegue il confronto con le altre Regioni, come quelle intervenute all’incontro ovvero Toscana, Lombardia e Puglia, da cui sono emerse alcune comuni visioni e forti evidenze. Dallo stesso convegno emerge che la composizione delle complessità e dei bisogni dei cittadini tra emergenza tempo-dipendente e urgenze a minore complessità appare infatti omogenea in tutte le realtà regionali, con un dato di codici bianchi e verdi che rappresentano oggi il 70% dei bisogni complessi”.

Dai partecipanti al convegno è giunto con forza il sostegno all’impegno e allo sforzo che la Regione sta compiendo nel disegnare un modello che ad oggi non è ancora presente nel Paese e che, come tale, potrebbe fare scuola. Sono emerse, al tempo stesso, anche alcune criticità, che pure sono conosciute, ma che è necessario e imprescindibile continuare a discutere con tutti i soggetti coinvolti per trarne la migliore soluzione possibile. Un’intera sessione dei lavori ha dato voce agli specialisti e specializzandi e corsisti della medicina generale, nonché a infermieri e volontari, i quali hanno concordato sull’importanza, condivisa dalla Regione, di percorsi di formazione specifici, in parte già attivati, finalizzati a preparare il personale sanitario a rispondere al meglio alle nuove esigenze che emergeranno e che saranno mirati, in particolare, a creare competenze trasversali e condivise tra gli operatori.

Altra priorità condivisa, l’esigenza di informare e affiancare i cittadini lungo tutto il percorso di cambiamento, obiettivo a cui guarda anche la campagna di comunicazione a cui la Regione sta lavorando e che sarà presentata nelle prossime settimane.

“L’obiettivo di questa rimodulazione del sistema – sottolinea il direttore generale Cura della Persona, Salute e Welfare della Regione, Luca Baldino – è creare strutture che vengano riconosciute con fiducia dai cittadini. Questo sarà possibile non solo separando i flussi di emergenza tempo-dipendente e complessa da quelli a bassa complessità e creando reti interconnesse, ma anche diffondendo una cultura di questa riorganizzazione tra la popolazione che di questi servizi dovrà usufruire”.

16 Ottobre 2023

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