Roma. Al San Giovanni l’azienda sostituisce gli operatori tecnici assistenziali con gli operatori socio sanitari. Ed è protesta

Roma. Al San Giovanni l’azienda sostituisce gli operatori tecnici assistenziali con gli operatori socio sanitari. Ed è protesta

Roma. Al San Giovanni l’azienda sostituisce gli operatori tecnici assistenziali con gli operatori socio sanitari. Ed è protesta
Per l’Azienda si tratta di “una scelta strategica finalizzata a fornire un supporto più funzionale alle figure professionali infermieristiche e ostetriche”. Ed evidenzia l’attenzione posta nel capitolato di appalto alla tutela dei livelli occupazionali. “Ma paradossalmente oggi diventa un motivo di sostanziale fraintendimento”.

Lavoratori delle organizzazioni sindacali dell’Azienda ospedaliera San Giovanni – Addolorata in protesta contro il cambio di appalto per la fornitura del servizio di Operatore Tecnico addetto all’Assistenza (OTA). Ma l’Azienda si difende: “L’Amministrazione – spiega in una nota – ha valutato di avvalersi, in regime di outsourcing, della figura dell’Operatore Socio-Sanitario (OSS) come scelta strategica finalizzata a fornire un supporto più funzionale alle figure professionali infermieristiche e ostetriche che hanno maggiormente subito gli effetti del protratto blocco del turnover per garantire un’assistenza più qualificata. Tale scelta, che si considera transitoria rispetto alla volontà dell’Amministrazione di dar seguito a una condivisa politica di assunzioni con la Regione, succede temporalmente ad altro appalto di servizi che prevedeva la figura dell’OTA”.

L’Azienda evidenzia come “pur trattandosi di una successione di appalti formalmente e sostanzialmente diversi, l’Amministrazione dell’Azienda ospedaliera San Giovanni – Addolorata, seppur non obbligata da alcun vincolo di legge, ha inserito nel capitolato di appalto una clausola sociale che contemplava l’obbligo per l’aggiudicatario di riassumere il personale della ditta uscente, allora inquadrato come OTA, purché in possesso dell’attestato OSS. Detta clausola sociale, che rappresenta la particolare attenzione manifestata dall’Amministrazione nella tutela dei livelli occupazionali, paradossalmente oggi, diventa un motivo di sostanziale fraintendimento che ha portato all’errata percezione dello stigmatizzato taglio di ore lavorative”.

L’Amministrazione sottolinea quindi come “il bando di gara quantificava espressamente il monte ore minimo annuo da garantire a cura della ditta aggiudicataria per l’espletamento del servizio pari a centoquindicimila ore (115 mila ore) lavorative, ma prima dell’aggiudicazione alla nuova ditta – evidenzia – nessuna organizzazione sindacale aveva manifestato alcuna obiezione”.

23 Gennaio 2017

© Riproduzione riservata

Contratti. Regioni: approvate linee guida per il personale del Ssn e degli Enti locali 
Contratti. Regioni: approvate linee guida per il personale del Ssn e degli Enti locali 

In un unico documento la Conferenza delle Regioni mette nero su bianco una serie di proposte riguardanti il personale del comparto e della dirigenza del Servizio Sanitario Nazionale e delle...

Malattie autoimmuni dell’età pediatrica. Su Nature Medicine lo studio che dimostra l’efficacia delle cellule car-t
Malattie autoimmuni dell’età pediatrica. Su Nature Medicine lo studio che dimostra l’efficacia delle cellule car-t

Otto pazienti pediatrici affetti da gravi malattie autoimmuni refrattarie ai trattamenti convenzionali hanno potuto interrompere completamente le terapie immunosoppressive. Sette di loro sono oggi in remissione clinica, mentre l’ottavo, affetto...

Giovani e digitale. Indagine Asl Viterbo: “Uso eccessivo e notturno per 47% studenti delle medie e 64% delle superiori”
Giovani e digitale. Indagine Asl Viterbo: “Uso eccessivo e notturno per 47% studenti delle medie e 64% delle superiori”

Quello dei giovani è “un quadro complesso, fatto di bisogni da intercettare ma anche di tante risorse su cui possiamo costruire percorsi di crescita, prevenzione e benessere insieme a scuola,...

Infermiere di Famiglia e Comunità. Nel Lazio parte il primo Programma Formativo Regionale
Infermiere di Famiglia e Comunità. Nel Lazio parte il primo Programma Formativo Regionale

Nei giorni scorsi, presso l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS, è stato avviato il primo Programma Formativo Regionale per Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC). Si tratta...