Roma. Cisl Fp: “All’Eastman cure odontoiatriche in tilt a due anni e mezzo dall’accorpamento con l’Umberto I”

Roma. Cisl Fp: “All’Eastman cure odontoiatriche in tilt a due anni e mezzo dall’accorpamento con l’Umberto I”

Roma. Cisl Fp: “All’Eastman cure odontoiatriche in tilt a due anni e mezzo dall’accorpamento con l’Umberto I”
Materiali e dispositivi che mancano, apparecchiature obsolete, personale carente, sono alcune delle criticità denunciate dalla sezione romana del sindacato. “Il decreto commissariale che ha unito l’Eastman all’Umberto I prevedeva l’implementazione dell’assistenza odontoiatrica pubblica” ma “niente di tutto questo è avvenuto. Anzi, non si è fatto che peggiorare”, afferma il responsabile della Cisl Fp Roma, Giovanni Fusco, che chiede “subito investimenti”

“A due anni e mezzo dall’accorpamento dell’ospedale odontoiatrico George Eastman con il Policlinico Umberto I la situazione è drammatica: cure dentali in tilt, materiali e dispositivi che mancano, apparecchiature obsolete, personale carente. E’ inaccettabile che a pagare il prezzo dei mancati investimenti e della disorganizzazione siano i lavoratori e le fasce sociali più deboli. E in tutto questo la Regione pensa a cambiare i colori dei codici dei Pronto soccorso”. Così Giovanni Fusco, responsabile della Cisl Fp Roma, denuncia “le condizioni che impediscono a un numero sempre crescente di pazienti di accedere alle cure dentistiche del Ssr. Una situazione che sta portando velocemente alla deriva l’odontoiatria pubblica nel Lazio”.
 
“All’Eastman – prosegue Fusco – da circa due anni si è ristrutturato con soldi pubblici un reparto pensato esclusivamente per la degenza odontoiatrica intramoenia – stanze singole con bagno in camera, divano e grande schermo TV – che è ancora chiuso. Per le attività odontotecniche in intramoenia (protesi fisse e mobili), pur in presenza di personale dipendente specializzato e disponibile a svolgere questa attività, si è addirittura scelto di esternalizzare il servizio. Mentre per i pazienti del sistema sanitario regionale, manca tutto: guanti, bicchieri, bende, amalgama, compositi, frese, fili di sutura, anestetici, impianti. E poi nessuna attenzione al personale che, nonostante l’impegno e lo spirito di servizio, non riesce a far fronte alla domanda di assistenza”.
 
“In questo contesto – prosegue il responsabile della Cisl Fp Roma – è impossibile smaltire le liste di attesa già lunghissime, anche oltre 2 anni, che hanno subito un netto allungamento dopo l’accorpamento. Il decreto commissariale che ha unito l’Eastman all’Umberto I prevedeva l’implementazione dell’assistenza odontoiatrica pubblica in favore soprattutto delle persone in situazione di maggior fragilità. Ma niente di tutto questo è avvenuto. Anzi, non si è fatto che peggiorare. Come sono peggiorate le condizioni contrattuali dei dipendenti che dal momento dell’accorpamento non vedono riconosciuta nemmeno la parità di salario rispetto ai dipendenti del Policlinico: due colleghi che fanno lo stesso lavoro ricevono dallo stesso datore di lavoro due trattamenti diversi, siamo all’assurdo”.
 
“Quando si troveranno le risorse per intervenire?” affonda il responsabile della Funzione Pubblica Cisl. “E chi pensa a ristrutturare i fatiscenti edifici del Policlinico destinati ai cittadini, fin troppo pazienti, non paganti? Quando si metterà mano ai reparti di degenza dell’Umberto I, fatti di stanze anguste da almeno 4 posti letto senza neanche il bagno in camera e “dotati” di arredi dei tempi andati? Sono due anni e mezzo che chiediamo risposte e la situazione non fa che peggiorare. Proprio mentre le difficoltà delle persone e i bisogni di salute aumentano”. 
 
“Diciamo no all’affossamento della sanità pubblica nel Lazio”, conclude Fusco. “Pretendiamo che la Regione verifichi l’operato dell’Azienda Policlinico Umberto I: i direttori che si sono succeduti in questi anni non hanno realizzato alcun rilancio dell’odontoiatria, come invece erano tenuti a fare, e hanno lasciato l’Eastman senza investimenti veri nelle strutture, nelle dotazioni e nelle persone che lavorano, ogni giorno, per la salute dei cittadini e delle comunità”.

01 Giugno 2018

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