Rsa e centri di riabilitazione. Presidio dei sindacati sotto la sede di Confindustria a Roma

Rsa e centri di riabilitazione. Presidio dei sindacati sotto la sede di Confindustria a Roma

Rsa e centri di riabilitazione. Presidio dei sindacati sotto la sede di Confindustria a Roma
Cgil, Cisl, Uil: “Confindustria deve fare la sua parte per superare la stortura di un contratto capestro firmato con organizzazioni sindacali non rappresentative che ha impoverito e discriminato migliaia di lavoratori”. Non si esclude “di tornare nuovamente sotto la sede”, intanto il 17 dicembre “saremo sotto la sede CEI”, poi “proseguiremo anche con iniziative sulle singole strutture”, coinvolgendo “anche le famiglie degli utenti”.

Dopo i presidi sotto le sedi delle Associazioni Datoriali, oggi i lavoratori di Rsa e centri di riabilitazione sono scesi in piazza sotto Confindustria, a cui l’Associazione Italiana Ospedalità Privata AIOP di un contratto nazionale fortemente peggiorativo a loro avviso, è associata.

“Confindustria, che con le Confederazioni è firmataria del testo Unico sulla Rappresentanza , deve fare la sua parte per superare la stortura di un contratto capestro firmato con organizzazioni sindacali non rappresentative che ha impoverito e discriminato migliaia di lavoratori. Oggi non hanno voluto ricevere una delegazione ma il messaggio dei lavoratori, siamo certi, è comunque arrivato chiaro: noi non ci fermeremo finché a questi lavoratori non saranno riconosciuti giusta retribuzione e giusti diritti”. Così Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, segretari generali di categoria Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio, Uil Fpl Roma e Lazio.

“A questi professionisti – proseguono i Segretari- che da anni continuano a svolgere un lavoro delicato con utenza fragile e che, in questi due anni di emergenza pandemica hanno dato il massimo per tutelare i pazienti e fronteggiare situazioni inverosimili, a cui le strutture non erano preparate, va restituita la dignità del lavoro che svolgono, al pari dei colleghi che operano nei servizi pubblici e nel resto del privato accreditato”.

“Nel Lazio, con la riapertura dei concorsi pubblici e le chiamate dai centri vaccinali e per i tamponi, le strutture sono rimaste sguarnite soprattutto di personale infermieristico, ma anche per il personale socio sanitario e della riabilitazione il mercato del lavoro inizia a muoversi. I datori di lavoro per cercare di tamponare l’esodo verso strutture Pubbliche, ma anche Private Accreditate che, dopo 14 anni di blocco sono riuscite a rinnovare il contratto nel 2020, continuano a proporre superminimi economici a tempo, creando ulteriore dumping. Noi continuiamo a pensare che è l’unico strumento, economico e normativo, in grado di valorizzare la professionalità sia un vero Contratto Collettivo Nazionale”, rimarcano Cenciarelli, Chierchia e Bernardini
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“Non escludiamo di tornare nuovamente sotto la sede di Confindustria, ci piacerebbe si confrontassero direttamente con chi, in queste condizioni e con stipendi da fame, assiste tutti i giorni persone fragili, intanto il 17 dicembre saremo sotto la sede CEI, per responsabilizzare anche chi rappresenta la parte cattolica degli imprenditori, poi proseguiremo anche con iniziative sulle singole strutture, cercando di coinvolgere anche le famiglie degli utenti, fino a quando questa vertenza non verrà chiusa con il giusto riconoscimento per i lavoratori”, concludono i Segretari Generali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio, Uil Fpl Roma e Lazio.

06 Dicembre 2021

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