Sangue. Riordino dei centri trasfusionali entro il 31 dicembre 2014. Regioni al lavoro

Sangue. Riordino dei centri trasfusionali entro il 31 dicembre 2014. Regioni al lavoro

Sangue. Riordino dei centri trasfusionali entro il 31 dicembre 2014. Regioni al lavoro
Entro quella data dovrà essere definitivamente attuato quanto previsto dall'Accordo Stato Regioni del 16 dicembre 2010 per rendere il percorso del plasma italiano pienamente conforme alle norme europee. La questione al centro della due giorni sul sistema sangue promossa a Firenze.

Due giorni sulla donazione del sangue, il suo utilizzo e i valori da trasmettere in una fase di profondo cambiamento. Di questo hanno trattato i lavori del seminario interregionale sul sistema sangue italiano “Le regioni a confronto per affrontare insieme il cambiamento”, che si è tenuto venerdì 18 e sabato 19 ottobre a Firenze, con la partecipazione di addetti ai lavori da tutta Italia.

Organizzato dalla Regione Toscana (assessorato al Diritto alla Salute e Centro Regionale Sangue), da alcune associazioni di donatori del sangue (Avis Toscana, Anpas, Fratres e Croce Rossa Italiana) e dalla Fondazione Campus di Lucca, in collaborazione con l’azienda biofarmaceutica Kedrion, l’iniziativa aveva lo scopo di sollecitare un confronto a livello interregionale sulle prospettive di cambiamento dell’intero Sistema Sangue nazionale, grazie alla partecipazione di tutte le Regioni italiane e di 16 Centri Regionali Sangue.

L’argomento su cui si è concentrato il dibattito, che ha visto la piena partecipazione anche delle associazioni di donatori, è il riordino dei centri trasfusionali previsto entro il 31 dicembre 2014, che porterà le Regioni ad accordarsi ed aggregarsi per lo sviluppo di sistemi interregionali. I requisiti minimi (strutturali, organizzativi e tecnologici) delle strutture trasfusionali, in base al quale dovrà avvenire il riordino, sono stabiliti nell’Accordo Stato Regioni del 16 dicembre 2010, che prevede un percorso attuativo al termine del quale le strutture trasfusionali e le unità di raccolta dovranno assicurare che il plasma nazionale raccolto come materia prima per la produzione di medicinali, sia perfettamente conforme alle disposizioni che disciplinano l’ambito farmaceutico a livello europeo.

“Non abbiamo sbagliato quando abbiamo intuito che un momento di confronto come questo era davvero indispensabile, e sono orgogliosa di fare parte di questo sistema. Tutti dobbiamo fare la nostra parte per andare incontro con successo ai cambiamenti che stanno avvenendo, tenendo presenti in primis i valori etici della donazione”, ha commentato Simona Carli, direttore del Centro Regionale Sangue della Toscana.

Partecipanti e organizzatori, infatti, hanno condiviso l’impegno a proseguire la discussione in altri momenti di confronto pubblico, “In modo da aggiornarsi non solo sulla scadenza prevista nel 2014 per la razionalizzazione del sistema trasfusionale italiano – come ha precisato Luciano Franchi, presidente di Avis Toscana – ma sull'oggi e sulle tante sfide e necessità che viviamo all’interno dei nostri sistemi regionali”.

 

23 Ottobre 2013

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