Sangue. Saccardi chiude la Giornata regionale della donazione. E sulle liste d’attesa risponde a Grillo: “Per ridurle ci vogliono soldi e personale”

Sangue. Saccardi chiude la Giornata regionale della donazione. E sulle liste d’attesa risponde a Grillo: “Per ridurle ci vogliono soldi e personale”

Sangue. Saccardi chiude la Giornata regionale della donazione. E sulle liste d’attesa risponde a Grillo: “Per ridurle ci vogliono soldi e personale”
"Il nostro compito primario è portare sempre più giovani a donare e diffondere sempre di più la cutura della donazione. E' necessario avere un sistema accogliente, di qualità, che sappia interloquire con i donatori. Senza il sangue la sanità si ferma, il sangue è uno dei motori essenziali della sanità". Così l'assessore al diritto alla Salute della Toscana all'Istituto degli innocenti. E riguardo l'attualità: "Grillo ha chiamato le Regioni a uno sforzo per ridurre le liste di attesa: per farlo ci vogliono soldi e personale".

"Il futuro ha un cuore antico: un titolo, quello scelto per la Giornata di quest'anno, che ci dice che, pur guardando al futuro, non possiamo dimenticare le nostre radici, su cui è fondato il nostro sistema. Il cuore del nostro sistema sono i donatori volontari, anonimi, con una forte regìa pubblica, ma in collaborazione stretta e forte con il mondo delle associazioni".
 
Con queste parole l'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi ha chiuso i lavori della Giornata regionale della donazione del sangue, che si è tenuta all'Istituto degli Innocenti. La mattinata è stata aperta dalla relazione di Simona Carli, responsabile del Centro Regionale Sangue, dal titolo "Il futuro ha un cuore antico".
 
"La donazione di sangue – ha detto Saccardi – è l'unico gesto sanitario fatto da persone sane. Voglio ringraziare tutte le direzioni sanitarie. Il nostro sistema ha una regìa regionale, ma le nostre braccia e gambe sono rappresentate dalle aziende sanitarie. Il cuore, che con il sangue ha molto a che vedere, ci dà il sentimento della relazione con gli altri. E' però il futuro che deve avere un cuore antico. Per essere capaci di guardare al futuro, dobbiamo capire come possiamo rendere il sistema sempre più efficace, con meno sprechi. Il sangue è un bene prezioso, non ne va sprecata neppure una goccia. E il sangue ha il solito colore per tutti, chiunque lo doni. E' ciò che unisce il genere umano".
 
"Il futuro – ha sottolineato l'assessore – oggi si declina principalmente col sistema informatico unico, che è strumentale rispetto ai bisogni che devono realizzarsi: uno strumento fondamentale per i professionisti, ma anche per i donatori". Alla sfida del Sistema informatico unico ha fatto riferimento anche Simona Carli, parlando della "grande sfida che stiamo affrontando con il Sistema informatico unico, moderno, efficace, capace di dare supporto e risposte e rendicontare meglio ai donatori sulla utilizzazione piena ed efficace del sangue e del plasma donato da tutti noi. Abbiamo e stiamo investendo risorse economiche e risorse umane molto ingenti. Il nuovo sistema informatico unico regionale, primo in Italia ad essere realizzato, vedrà la sua implementazione in Area Vasta Nord Ovest entro fine anno e la sua completa implementazione a regime entro fine 2019, in contemporanea con la messa a regime di tutte e tre le sedi di lavorazione dell'Officina trasfusionale regionale".
 
Stefania Saccardi ha toccato il tema della donazione dei giovani: "Il nostro compito primario è portare sempre più giovani a donare e diffondere sempre di più la cutura della donazione. E' necessario avere un sistema accogliente, di qualità, che sappia interloquire con i donatori. Senza il sangue la sanità si ferma, il sangue è uno dei motori essenziali della sanità. Quello trasfusionale è un servizio dove bisogna mettere personale dedicato".


 


E qui ha affrontato il tema spinoso del personale: "Piacerebbe anche a me poter fare una politica di assunzioni, aziende e operatori cominciano a essere in sofferenza. Abbiamo fatto fior di battaglie a livello nazionale – ricorda – contro la norma che pone limiti forti all'assunzione di personale. Gli ospedali nuovi sono belli, ma dentro ci vogliono le persone che ci lavorano. La neoministra Giulia Grillo ha chiamato le Regioni a uno sforzo per ridurre le liste di attesa: per farlo ci vogliono soldi e personale. Poi, certo, bisogna anche migliorare l'organizzazione".
 
"Noi – ha concluso l'assessore – dobbiamo continuare a lavorare bene come stiamo facendo. Lavorare insieme sapendo che si condivide un grande obiettivo è ciò che ci fa progredire". E ha ringraziato tutti: "Simona Carli e tutti i suoi collaboratori, che fanno del loro meglio nell'interesse del sistema. Le associazioni, i donatori, i giovani, tutti coloro che pensano che nella loro vita si possa fare anche un gesto a favore degli altri. Le strutture, i servizi trasfusionali". Per il prossimo anno, l'assessore ha preso con le associazioni l'impegno di continuare nel rapporto convenzionale, come è sempre avvenuto.
 
I dati sulle donazioni di sangue in Toscana
Nel 2017 i donatori sono stati 120.863, di cui l'87% associati, e il 13% non associati. Gli associati erano così ripartiti: 48,2% Avis, 28,97% Fratres, 18,57% altre associazioni, 3,69% Anpas, 0,32% Cri.
 
Questa la raccolta: 207.413 unità (il 95,5%) sono state raccolte dai servizi trasfusionali, 9.774 unità (il 4,5%) dalle associazioni. 162.656 le unità di sangue intero, 45.385 di plasma, 9.146 multicomponent.
 
Sempre nel 2017, sono state complessivamente 175.921 le unità trasfuse, e 47.885 i pazienti trasfusi: cronici, chirurgici, oncologici, emergenza, pediatrici, trapianti, hospice, case di cura, ambulatori, cure intermedie.
 
Dal 2017 al 2018 si è registrato un calo di donazioni. Da gennaio a maggio 2017 erano state 92.374 (69.156 sangue intero e 19.481 plasma). Da gennaio a maggio 2018 sono state 89.239 (67.122 sangue intero, 18.527 plasma).
 
"Il calo delle donazioni è legato in parte alla situazione demografica, per la quale la popolazione è sempre più vecchia e sono più i donatori che escono per raggiunti limiti di età di quelli che entrano – spiega Simona Carli – Un calo di donazioni di sangue entro un certo limite non è preoccupante perché diminuisce anche l'utilizzo grazie all'implementazione di pratiche di buon uso come il PBM (Patient Blood Management). Importante sarebbe invece l'aumento delle donazioni di plasma, per le quali l'utilizzo è sempre maggiore".

16 Giugno 2018

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