Sanità italiana nel mondo, “Cardiologia in Mauritania”: il buon esempio del San Camillo

Sanità italiana nel mondo, “Cardiologia in Mauritania”: il buon esempio del San Camillo

Sanità italiana nel mondo, “Cardiologia in Mauritania”: il buon esempio del San Camillo
Si rinnova la collaborazione tra l'Ospedale San Camillo e il Centro Nazionale di Cardiologia della capitale mauritana. ll reparto di cardiologia in Mauritania è stato creato proprio grazie all’ospedale romano. Il progetto, per i professionisti coinvolti, è la prova della capacità del Paese di esportare competenze e professionalità di altissimo profilo.

L'Ospedale San Camilllo-Forlanini è stato il primo a creare la cardiologia in Mauritania contribuendo alla formazione costante dei medici locali. Per questo, l'Ambasciatrice della Mauritania, Mariem Aouffa, oggi ha incontrato e ringraziato i vertici aziendali dell'Ospedale San Camillo – Forlanini per l'eccellente collaborazione fra i due Paesi e i due Governi.

“Quello che noi abbiamo fatto – ha spiegato Roberto Violini, Direttore dell'Unità Operativa di Cardiologia Interventistica – è stato creare un ponte di comunicazione continua con i professionisti che hanno nel loro Paese una solida base ai quali abbiamo dato una spinta, aiutandoli ad esprimere le loro potenzialità, professionalità e capacita organizzative”.

Oggi è stata rinnovata pubblicamente la convenzione già attiva che ha portato all'esistenza dell'unico centro cardiologico della Mauritania, un Paese dove vivono quattro milioni di persone. “Una collaborazione fondamentale – ha aggiunto Marco Stefano Nazzaro della Cardiologia Interventistica e coordinatore del progetto – avviata dal 2011 su iniziativa del Governo italiano che ha coinvolto le equipe specialistiche cardiologiche, cardiochirurgiche e della chirurgia vascolare dell'Ospedale San Camillo”.

Tanti i problemi affrontati durante questa esperienza: “c'è stata l'emergenza Ebola – ha ricordato Mariano Feccia, responsabile dell'equipe Cardiochirurgica del progetto – che ha spinto molti professionisti a rinunciare alla missione, cosi come c'è stata la problematica legata al terrorismo. Siamo andati avanti rafforzati dalla sicurezza con cui i nostri colleghi in Mauritania ci hanno guidato ed anche "coccolati" riuscendo a fare li una cardiochirurgia che cammina da sola ed è in grado di dare una risposta integrale secondo il concetto moderno di trattamento delle patologie cardiovascolare”.

“Il progetto – ha concluso il Direttore generale Fabrizio d'Alba – è un buon esempio di sanità italiana esportata nel mondo. La prova della capacità del nostro Paese di esportare competenze e professionalità di altissimo profilo, grazie anche ai medici del nostro Ospedale che, nonostante la complessità del momento sotto il profilo lavorativo ed organizzativo, hanno voglia di impegnarsi a sostegno della sanità pubblica anche in Paesi distanti dal nostro”. 

04 Aprile 2017

© Riproduzione riservata

Contratti. Regioni: approvate linee guida per il personale del Ssn e degli Enti locali 
Contratti. Regioni: approvate linee guida per il personale del Ssn e degli Enti locali 

In un unico documento la Conferenza delle Regioni mette nero su bianco una serie di proposte riguardanti il personale del comparto e della dirigenza del Servizio Sanitario Nazionale e delle...

Malattie autoimmuni dell’età pediatrica. Su Nature Medicine lo studio che dimostra l’efficacia delle cellule car-t
Malattie autoimmuni dell’età pediatrica. Su Nature Medicine lo studio che dimostra l’efficacia delle cellule car-t

Otto pazienti pediatrici affetti da gravi malattie autoimmuni refrattarie ai trattamenti convenzionali hanno potuto interrompere completamente le terapie immunosoppressive. Sette di loro sono oggi in remissione clinica, mentre l’ottavo, affetto...

Giovani e digitale. Indagine Asl Viterbo: “Uso eccessivo e notturno per 47% studenti delle medie e 64% delle superiori”
Giovani e digitale. Indagine Asl Viterbo: “Uso eccessivo e notturno per 47% studenti delle medie e 64% delle superiori”

Quello dei giovani è “un quadro complesso, fatto di bisogni da intercettare ma anche di tante risorse su cui possiamo costruire percorsi di crescita, prevenzione e benessere insieme a scuola,...

Infermiere di Famiglia e Comunità. Nel Lazio parte il primo Programma Formativo Regionale
Infermiere di Famiglia e Comunità. Nel Lazio parte il primo Programma Formativo Regionale

Nei giorni scorsi, presso l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS, è stato avviato il primo Programma Formativo Regionale per Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC). Si tratta...