Sardegna. Medicina generale, firmato il nuovo accordo

Sardegna. Medicina generale, firmato il nuovo accordo

Sardegna. Medicina generale, firmato il nuovo accordo

Previsti compensi aggiuntivi di 13,62 euro l’ora per le attività nelle Case della Comunità e una quota regionale di 6,50 euro l’ora per i medici delle AFT, oltre a maggiorazioni per alcuni turni festivi. Dal 1° gennaio 2027 partirà una sperimentazione sull’appropriatezza delle prescrizioni delle prime visite.

I medici di famiglia della Sardegna parteciperanno alle attività delle Case della Comunità per rafforzare la presa in carico dei pazienti cronici e favorire l’integrazione tra le diverse professionalità sanitarie. Percepiranno, sul piano economico, compensi aggiuntivi di 13,62 euro l’ora per le attività legate al PNRR e al DM 77/2022 svolte nelle Case della Comunità e una quota regionale aggiuntiva di 6,50 euro l’ora per i medici di assistenza primaria a rapporto orario delle AFT, oltre a maggiorazioni per alcuni turni festivi di continuità assistenziale. Sono le principali novità dell’Accordo integrativo regionale (AIR), firmato ieri nella sede dell’assessorato della Sanità dalla presidente della Regione e assessora ad interim Alessandra Todde, alla presenza dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria.

L’intesa, spiega la Regione in una nota, integra l’accordo del 30 settembre 2025 e definisce l’organizzazione e il trattamento economico delle attività a rapporto orario dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità, nelle Aggregazioni funzionali territoriali (AFT) e nei servizi distrettuali, secondo il modello di assistenza territoriale previsto dal DM 77/2022. “Si avvia così un percorso di rafforzamento delle cure primarie in Sardegna, che punta a sviluppare un modello di assistenza territoriale nel quale medici di famiglia, specialisti, infermieri e servizi sociosanitari lavorino in modo coordinato, con particolare attenzione ai bisogni dei pazienti cronici e fragili”.

“Le Case della Comunità – commenta la presidente Alessandra Todde – devono diventare presìdi sanitari realmente operativi, in grado di offrire risposte concrete ai bisogni dei cittadini. Per raggiungere questo obiettivo è indispensabile valorizzare il ruolo dei medici di famiglia, riconoscendone le competenze e garantendo condizioni organizzative ed economiche adeguate. L’intesa raggiunta oggi è anche il risultato di un confronto con le rappresentanze professionali, che intendiamo proseguire nell’interesse del servizio sanitario pubblico e dei cittadini sardi”.

Per le Case della Comunità Hub l’accordo definisce il fabbisogno orario necessario ad assicurare una copertura continuativa, 24 ore su 24 e sette giorni su sette, mentre per le strutture Spoke si applicheranno gli standard della programmazione regionale. I turni saranno organizzati dai Distretti sanitari, privilegiando l’adesione volontaria dei medici e prevedendo specifiche procedure per garantire la copertura del servizio.

Dal 1° gennaio 2027, inoltre, partirà inoltre una sperimentazione annuale per migliorare l’appropriatezza delle prescrizioni delle prime visite specialistiche e contribuire al governo delle liste d’attesa.

16 Ottobre 2026

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