Se un quartiere resta senza medico. Il caso di Rogoredo (Milano) che da oggi non ha più il “suo” unico medico di base

Se un quartiere resta senza medico. Il caso di Rogoredo (Milano) che da oggi non ha più il “suo” unico medico di base

Se un quartiere resta senza medico. Il caso di Rogoredo (Milano) che da oggi non ha più il “suo” unico medico di base
Partita una petizione per chiede un sostituto subito. “Rogoredo è un quartiere molto particolare, ai confini della città da cui è fisicamente staccato, scosso da tumultuose trasformazioni” e con “pochi luoghi simbolo. Lo studio del medico di base è uno di questi”, si evidenzia nella petizione in cui si sottolinea la forte compenente di popolazione anziana con difficoltà a muoversi e quindi a rivolgersi ai medici dei centri limitrofi. Il vicepresidente del Consiglio Regionale che chiede all’Ats di inserire una posizione di medico per Rogoredo nel prossimo Bando per medici di famiglia.

“Il dott. Matteo Benedetti dal 30 ottobre cesserà l’attività di medico di base nello studio di Via Monte Popera. Ci è stato comunicato che l’ATS non intende provvedere alla sua sostituzione”. Lo denunciano i cittadini in una petizione, rilanciata dal PD di Rogoredo, che sta seguendo la vicenda. Gli assistiti, in pratica, dovrebbero procedere in ordine sparso all’individuazione di altri professionisti operanti in zona, se disponibili, ed attivare le procedure amministrative per la scelta di un medico di fiducia che però, denunciano, sarebbe “del tutto sconosciuto e staccato dal territorio”. Si parla di 1.500 persone.

“Nel quartiere – si spiega nella nota diramata dal Pd – è stata fatta recentemente un’assemblea pubblica e vi hanno partecipato 80 persone molto determinate nel chiedere all’ATS che al medico uscente possa immediatamente subentrare la sua sostituta, dott.ssa Sofia Bianchi ma la risposta è stata negativa”.

“Rogoredo – evidenzia tuttavia la petizione – è un quartiere molto particolare, ai confini della città da cui è fisicamente staccato, scosso da tumultuose trasformazioni che tuttavia non hanno ancora cancellato il tessuto di una comunità che si conosce e riconosce in pochi luoghi simbolo. Lo studio del medico di base è uno di questi. – prosegue il testo della petizione – Come è noto, Rogoredo di problemi con cui fare i conti ne ha già abbastanza. Desertificare un presidio cruciale per la comunità locale da parte di una istituzione il cui scopo è tutelare il benessere psicofisico della popolazione sarebbe una scelta di abbandono poco comprensibile, in controtendenza con l’impegno di riqualificazione e rigenerazione del quartiere dichiarato a tutti i livelli da tutte le istituzioni che ci governano”.

I cittadini fanno notare che “nel borgo di Rogoredo la percentuale di anziani è nettamente superiore a quella urbana e municipale e la stragrande maggioranza dei 1.700 assistiti del dott. Benedetti è costituita da pensionati. Sono ciò che rimane delle famiglie operaie dell’ex Acciaieria Redaelli intorno alla quale sorgevano le case e i servizi essenziali che costituivano il loro orizzonte: negozi, scuola, chiesa, dottore. Persone che in gran parte oggi sono in difficoltà sia nel muoversi autonomamente nel traffico urbano, sia nell’utilizzo dei mezzi pubblici di trasporto. Che vivono di pensioni modeste e non possono permettersi i costi della sanità privata. Sappiamo sin d’ora che chiedere loro di recarsi chissà dove, proprio nel momento del bisogno, significa che rinunceranno alle cure cui hanno diritto. Vorremmo tutelare un’utenza fragile, ma anche prevenire l’aggravamento delle condizioni di salute dei singoli e il conseguente incremento dei costi a carico della collettività”.

Inoltre, si evidenzia nella nota del Pd, “Rogoredo è un quartiere in forte espansione: a breve saranno consegnate le prime abitazioni del nuovo insediamento residenziale di Merezzate (circa 2.000) a cui si dovrà assicurare l’adeguata copertura sanitaria".

I firmatari della petizione chiedono, quindi, che il dott. Benedetti sia sostituito subito e il prossimo 15 novembre sarà indetta una nuova assemblea pubblica presso i locali della Parrocchia per discutere la questione.

“Sappiamo che la sostituzione dei medici di famiglia, quando questi cessano l’attività, sta diventando sempre più difficoltosa per via della carenza di nuovi medici, ma questo non deve esimere la Regione e la ATS dal fare tutto il possibile perché soprattutto i pazienti anziani non siano costretti a spostarsi altrove per trovare il medico. – dichiara Carlo Borghetti, Vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia, che sta seguendo questa vicenda – Ho sollecitato quindi la ATS a inserire nel prossimo Bando di reclutamento di medici di famiglia anche una posizione di medico per Rogoredo”.

30 Ottobre 2019

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