Sicilia. Stretta sui gastroprotettori. Aigo: “Giusto puntare all’appropriatezza, ma le schede di monitoraggio non sono lo strumento giusto”

Sicilia. Stretta sui gastroprotettori. Aigo: “Giusto puntare all’appropriatezza, ma le schede di monitoraggio non sono lo strumento giusto”

Sicilia. Stretta sui gastroprotettori. Aigo: “Giusto puntare all’appropriatezza, ma le schede di monitoraggio non sono lo strumento giusto”
Per l’Associazione gastroenterologi ed endoscopisti ospedalieri, la strada più efficace è l’adozione di un progetto, riconosciuto con crediti Ecm, che riprenda e approfondisca l’informativa della Fimmg e permetta di creare un sistema condiviso fra prescrittore e specialista volto a realizzare un’adeguata utilizzazione dei PPI. “Se questo strumento non funzionasse, si potranno adottare le scheda di monitoraggio previste dal decreto”.

“Condividiamo e apprezziamo la volontà della Regione Sicilia di fare in modo che i farmaci contro il bruciore di stomaco, chiamati per la loro azione Inibitori di Pompa Protonica – PPI (in quanto riducono la secrezione acida e che sono diffusamente conosciuti col termine ambiguo di gastroprotettori), siano prescritti in maniera appropriata”. Ma “condividiamo il punto sollevato dalla sezione Sicilia della Fimmg, che sostiene che l’adozione di schede di monitoraggio per verificare un’appropriata prescrizione dei PPI non rappresenti lo strumento più efficace per raggiungere questo scopo”. Ad affermarlo, in una nota, il presidente dell’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (Aigo), Gioacchino Leandro, in relazione al decreto della Regione Sicilia che introduce schede di monitoraggio per la prescrizione dei medicinali soggetti alle note Aifa 1 e 48.

Un provvedimento giusto, da una parte, “sia per la tutela della salute dei cittadini, poiché qualunque farmaco assunto senza una indicazione appropriata è un farmaco pericoloso, sia per un corretto uso dei fondi pubblici destinati alla sanità. Dati dell’Aigo, elaborati con la Società Italiana di Farmacologia e la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale sulla base di statistiche dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), mostrano che in Italia oltre 1.289.000 persone, pari al 46,5% dei pazienti, li utilizzano in maniera non appropriata, cioè senza che per loro siano la terapia più efficace”.

Piuttosto che adottare schede di monitoraggio, l’Aigo però suggerisce “l’adozione di un progetto che riprenda e approfondisca i contenuti già diffusi nella presentazione informativa preparata dalla Fimmg e che sia riconosciuto anche come formazione continua dei medici, attraverso crediti Ecm. Creando un sistema condiviso fra prescrittore e specialista volto a realizzare una adeguata utilizzazione dei PPI, nelle indicazioni, nei tempi e nelle modalità di sospensione del  trattamento ed evitando derive allarmistiche non giustificate dalla letteratura disponibile. Una volta realizzato questo intervento si potrà operare una verifica sui consumi dei PPI e capire se questo provvedimento è stato efficace. Se questo strumento non funzionasse, credo che si potranno adottare le scheda di monitoraggio previste dal decreto”.

“Noi gastroenterologi dell’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri – conclude Leandro – come già facciamo all’interno del tavolo tecnico permanente sulla gastroenterologia della Regione Sicilia, siamo disponibili a collaborare con il Governo locale e i colleghi medici di medicina generale per la realizzazione di questo progetto di formazione”.

18 Ottobre 2017

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