Stop all’utilizzo in ospedale dei camici bianchi del Sumai

Stop all’utilizzo in ospedale dei camici bianchi del Sumai

Stop all’utilizzo in ospedale dei camici bianchi del Sumai
Strada sbarrata all'utilizzo degli specialisti ambulatoriali nelle corsie degli ospedali campani. Così è stato ribadito in uno degli ultimi provvedimenti firmati dall'ex commissario straordinario Joseph Polimeni, dal 3 aprile in Toscana per altro incarico. Gli specialisti ambulatoriali sono tuttavia impiegati da anni nei reparti e nei pronto soccorso ospedalieri

Strada sbarrata all’utilizzo degli specialisti ambulatoriali nelle corsie degli ospedali campani: il divieto di utilizzare queste figure professionali per compiti diversi da quelli previsti dal contratto e dunque per le funzioni assistenziali proprie del territorio e nei distretti, è stato ribadito in uno degli ultimi provvedimenti firmati dall’’ormai ex commissario straordinario Joseph Polimeni dal 3 aprile rientrato in Toscana a Siena, alla guida sanitaria dell’azienda ospedaliero universitaria.

Gli specialisti ambulatoriali sono tuttavia impiegati da anni nei reparti e nei pronto soccorso ospedalieri per garantire i Lea e sopperire alla carenze di personale scaturite dal blocco del turn-over negli anni del piano di rientro. Si tratta di circa 300 camici bianchi che se dovessero davvero tornare nei distretti bloccherebbero molti servizi essenziali in discipline come anestesia, radiologia, gastroenterologia, otorino e altre specialità che hanno attinto a piene mani a questo serbatoio nei tempi di vacche magre.

La circolare commissariale n° 1.525 del 23 marzo scorso recita: “La convenzione degli specialisti ambulatoriali va ricercata e collocata esclusivamente nell’ambito della realtà distrettuale territoriale dell’azienda sanitaria locale – si legge nella nota inviata da Polimeni ai direttori generali di Asl e ospedali – pertanto si ribadisce che negli ospedali non è ammissibile l’attività in regime di ricovero degli specialisti ambulatoriali nelle attività di degenza e di diagnosi e cura”.

Immediata la levata di scudi di alcuni sindacati della dirigenza medica. In particolare il più duro è stato il Sumai, principale sindacato della categoria, che per voce del segretario regionale Gabriele Peperoni avverte: “Il Commissario governativo Polimeni dopo mesi durante i quali non ha avuto il coraggio di affrontare seriamente le problematiche che gli venivano poste dal Sumai, l'unico sindacato che rappresenta in maniera esclusiva gli Specialisti che operano nei poliambulatori, nei consultori, negli istituti penitenziari, negli ospedali e nelle Università, ha pensato bene di fare un ultimo sgarbo a chi ha consentito in questi ultimi anni di portare avanti le strutture ospedaliere. Specialisti ambulatoriali interni grazie a quali sono ancora aperti i principali Pronto Soccorso, le principali rianimazioni, le principali sale operatorie e strutture di degenza di tutta la Campania, quegli specialisti ambulatoriali grazie ai quali migliaia di cittadini hanno ricevuto una assistenza sanitaria decente, spesso salvifica, proprio per la propria opera e non certo per le strutture e l’organizzazione che egli, come Commissario, avrebbe dovuto salvaguardare e migliorare e che invece, dopo anni di commissariamento, sono finite ultime nel Paese”.

Dito puntato di peperoni su una circolare “dalla visione arretrata sul funzionamento della Sanità, che si permette di dichiarare, in spregio agli Accordi nazionali vigenti e alle varie informative giunte dal Ministero, che gli specialisti ambulatoriali interni non possono svolgere la loro attività di alta specialità nelle strutture di degenza e cura, facendo finta di dimenticare che le suddette strutture stanno funzionando solo ed esclusivamente per l’utilizzo degli specialisti ambulatoriali in supporto ai dirigenti medici, ormai ridotti al lumicino a causa di un scriteriato blocco del turn-over, anche superato dagli eventi”.

Il Sumai, dunque, a nome degli specialisti ambulatoriali, sia ospedalieri che territoriali, chiede al sub commissario D’Amario l’immediata cancellazione della “folle circolare” ed al Governatore De Luca di impegnarsi per l’immediata definizione della trattativa per l’Accordo integrativo regionale della categoria “che potrà, dopo circa 15 anni, definire e riconoscere ruoli e funzioni degli specialisti ambulatoriali interni sia negli ospedali sia nei nuovi modelli di cure primarie previsti per la medicina territoriale. Solo il senso di responsabilità della categoria- aggiunge Peperoni  – non permette di avviare uno stato di agitazione che metterebbe in ginocchio l'assistenza sanitaria regionale che si ripercuoterebbe negativamente sulla salute dei cittadini“. Peperoni tuttavia annuncia una serie di manifestazioni nei prossimi giorni, con lo scopo di rinnovare la naturale alleanza con i cittadini contro “una becera visione dell'assistenza sanitaria”.

Finisce all’indice anche della Cisl medici: “la integrale applicazione di quel provvedimento – sottolinea Attilio Maurano, segretario regionale – porterebbe all’interruzione delle prestazioni del Servizio Sanitario pubblico regionale.

 “A tal riguardo – conclude Maurano – l’attuale utilizzo dei medici della specialistica ambulatoriale, a supporto dei dirigenti medici strutturati nei reparti ha consentito di garantire i Livelli essenziali di assistenza (Lea) altrimenti compromessi sia dal blocco del turn-over sia dall’orario di lavoro previsto dalla Legge 161 del 2014 (lo stop ai turni lunghi imposto dall’Ue, ndr)”. Il sindacato chiede dunque al sub commissario Claudio D’Amario di sospendere la circolare e di convocare ad horas un tavolo di concertazione sulle carenza di personale medico in Campania.


 


Ettore Mautone

Ettore Mautone

06 Aprile 2017

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