Torino. Migrante senza documenti non può avere farmaco salvavita dal Ssn. I medici si mobilitano per acquistarlo privatamente

Torino. Migrante senza documenti non può avere farmaco salvavita dal Ssn. I medici si mobilitano per acquistarlo privatamente

Torino. Migrante senza documenti non può avere farmaco salvavita dal Ssn. I medici si mobilitano per acquistarlo privatamente
L'Omceo Torino raccoglie l'appello di un collega. “Abbiamo ricevuto una lettera dal direttore di una struttura complessa, che chiedeva di poter finanziare l’acquisto del farmaco salvavita e ci siamo attivati. Siamo orgogliosi: i medici non lasciano nessuno indietro”, racconta il presidente Omceo Torino, Guido Giustetto. L'uomo, un tunisino trentenne senza permesso di soggiorno, è affetto da leucemia mieloide cronica.

Mobilitazione dei medici torinesi per aiutare un extracomunitario senza codice fiscale a ottenere le cure, come tutti i cittadini. A portare in luce la storia il Presidente dell'Ordine dei Medici ed Odontoiatri di Torino Guido Giustetto su Facebook.

“Abbiamo ricevuto una lettera – spiega Giustetto – dal direttore di una struttura complessa, che chiedeva di poter finanziare l’acquisto di un farmaco salvavita per un paziente non italiano che non aveva il codice fiscale, e che quindi non poteva averla attraverso il canale normale”.

“Siamo orgogliosi – aggiunge -: nessun collega, nella nostra sanità, si ferma di fronte a delle difficoltà imposte dalla legge sull’Immigrazione, ma pensa soprattutto alla salute del paziente, non solo dei cittadini”.

Seconda quanto ricostruito dall’Omceo Torino in una nota, l’uomo, un trentenne tunisino, affetto da leucemia mieloide cronica, non poteva avere il farmaco perché privo dei documenti necessari e, in particolare, la mancanza del codice fiscale. Secondo quanto riferito da Giustetto, “l’uomo non poteva avere un permesso di soggiorno regolare per motivi sanitari, perché secondo le valutazioni che sono state fatte anche nel suo Paese di origine era possibile trovare un farmaco – ma non un farmaco importante come quello a nostra disposizione – e in più il paziente poteva essere trasportato e quindi non poteva avere un permesso umanitario”. Da qui la necessità di una iniziativa privata, accolta dall’Omceo Torino con entusiasmo.
 

09 Maggio 2019

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