Toscana. Le Case della Salute conquistano un ruolo centrale nell’organizzazione del servizio sanitario regionale

Toscana. Le Case della Salute conquistano un ruolo centrale nell’organizzazione del servizio sanitario regionale

Toscana. Le Case della Salute conquistano un ruolo centrale nell’organizzazione del servizio sanitario regionale
Via libera in Consiglio Regionale alla proposta di legge del gruppo Sì-Toscana a sinistra che modifica la legge regionale 40/2005 per stabilire un nuovo modello di continuità ospedale-territorio e di integrazione sociosanitaria. La nuova legge definisce la Casa della Salute parte integrante dell’organizzazione dei servizi del sistema sanitario regionale e ne declina caratteristiche e finalità. Le attività della Casa della Salute saranno inserite nella programmazione di zona distretto. IL TESTO

La  Casa della Salute come presidio territoriale, parte integrante dell’organizzazione dei servizi del sistema sanitario regionale. Questo il cuore della legge approvata alcuni giorni fa, a maggioranza, dal Consiglio regionale della Toscana (si sono astenuti Lega e Forza Italia).  Di iniziativa dei consiglieri di Sì-Toscana a Sinistra, Paolo Sarti e Tommaso Fattori, il nuovo testo punta a rendere la Casa della salute un modello ancora più forte per la sanità territoriale, attraverso la cui realizzazione i cittadini disporranno di un presidio organizzato per la presa in carico delle domande di salute e di cura. L’obiettivo, in pratica, è costruire un modello di continuità assistenziale ospedale-territorio in cui le Case della Salute ricoprano un ruolo fondamentale.

La nuova legge stabilisce le finalità della Casa della salute, gli obiettivi che deve realizzare, la costituzione, in ogni Casa, del Comitato di partecipazione dei cittadini e la revisione, da parte della Giunta, delle attuali linee di indirizzo sul tema alle aziende sanitarie.
 
Si inserisce un apposito capo nella legge sul Servizio sanitario regionale (l.r. 40/2005) dedicato alle Case della Salute, quali strutture polivalenti che operano nell’ambito della zona distretto e fanno parte integrante dell’organizzazione del servizio sanitario regionale. Le rispettive attività sono inserite nella programmazione delle zone-distretto, in linea con la programmazione aziendale e secondo l’analisi dei bisogni.

Tra le finalità delle Case della Salute vi è quella di assicurare l’unitarietà di accesso ai servizi; favorire l’integrazione delle prestazioni sanitarie territoriali, sociosanitarie e sociali, valorizzare il ruolo delle comunità locali.

Tra gli obiettivi stabiliti figurano l’accesso ai servizi sanitari e sociosanitari territoriali; l’organizzazione e il coordinamento delle risposte, privilegiando il domicilio e il contesto sociale e valorizzando le risorse della comunità locale; l’integrazione istituzionale e professionale dei servizi e delle prestazioni di prevenzione, di servizio sociale, assistenza sanitaria e riabilitazione funzionale; l’educazione e la promozione della salute; la valorizzazione dell’attività interdisciplinare tra le professioni sanitarie e l’integrazione operativa tra le prestazioni sanitarie e quelle sociali.

È assicurata la partecipazione dei cittadini alla valutazione dei bisogni e dell’impatto delle iniziative rispetto agli obiettivi, garantendo il coordinamento con le attività del comitato di zona distretto.

Ringraziamenti a Fattori e Sarti sono arrivati dal presidente della commissione Sanità, Stefano Scaramelli, che, come riferisce una nota dell'ufficio stampa del Consiglio regionale, ha parlato di una iniziativa bipartisan molto importante, tesa a “migliorare la legislazione”.

In Aula Sarti ha ricordato che le Case della salute non sono certo una novità, “esistevano ma non per quello che dovevano essere”, ha spiegato. La nuova legge, a suo dire, punta a “renderle parte integrante del servizio pubblico”.
 
Soddisfatta del provvedimento anche Monica Pecori (Gruppo Misto-Tpt) che ha però rilevato quanto “ci sia ancora molto da fare. La strada è in salita, ma occorre far partire queste strutture velocemente”.
 
“Questa legge significa voler ribadire una organizzazione omogenea in tutta la Toscana o, meglio, significa dare atto di un modello di presa in carico dei cittadini”, ha detto Serena Spinelli, capogrppo Art.1-Mdp. Secondo la consigliera, le aziende “devono avere una visione maggiore” e “strutturare i territori in termini di salute e bisogni”.
 
“Le case della salute non devono essere confuse con la Società della salute, sono strutture che lavorano sui bisogni dei cittadini”, ha detto Andrea Quartini (M5S), esprimendo soddisfazione per il testo ma anche avanzando una preoccupazione: “Non vorrei restassero case vuote. Occorre lavorare perché abbiano la dotazione necessaria”, ha spiegato citando servizi quali Cup, continuità assistenziale, riabilitazione, una minima chirurgia ambulatoriale.

31 Maggio 2019

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