Trapianti. Il polo S. Camillo-Forlanini-Inmi Spallanzani celebra i 100 trapianti di fegato da inizio 2024   

Trapianti. Il polo S. Camillo-Forlanini-Inmi Spallanzani celebra i 100 trapianti di fegato da inizio 2024   

Trapianti. Il polo S. Camillo-Forlanini-Inmi Spallanzani celebra i 100 trapianti di fegato da inizio 2024   
Traguardo storico. Fino al 2020 la media di trapianti di fegato realizzata dall’equipe di Giuseppe Maria Ettorre era di 35 all’anno; arrivati a 61 nel 2021 e a 80 nel 2023, fino a giungere al doppio zero di quest’anno. Rocca: “Grazie a chi ha reso possibile questo risultato”. Ettore: “Il POIT con questi numeri porta Roma e il Lazio in una rete di aiuto e di risposta ai tanti pazienti con problemi di insufficienza epatica e con tumori inoperabili”.

Il Polo Trapianti Interaziendale Poit dell’A.O. San Camillo Forlanini e INMI Spallanzani celebra il centesimo trapianto di fegato dall’inizio del 2024. Mai, nel Lazio, sono stati eseguiti così tanti interventi di questo tipo in meno di un anno: un risultato che proietta il dipartimento interaziendale diretto dal Professore Giuseppe Maria Ettorre tra i principali centri europei per il trapianto di fegato.

“Si tratta di numeri impensabili solo fino a pochi anni fa”, commenta la Regione Lazio in una nota, spiegando che fino al 2020 la media di trapianti di fegato realizzata dall’equipe di Ettorre realizzava una media di 35 interventi/anno; nel 2021 il primo balzo, quasi un raddoppio, che ha permesso di chiudere l’anno a quota 61; nel 2022 l’incremento è stato del 9% (66 trapianti di fegato), mentre nel 2023 del 22%, superando quota 80, fino a giungere al doppio zero di quest’anno.

“Il Polo Ospedaliero Interaziendale Trapianti, diretto dal Prof. Giuseppe Maria Ettorre, si conferma un’eccellenza: nel 2024, infatti, sono stati realizzati 100 trapianti di fegato, rendendo il Polo San Camillo-Spallanzani un punto di riferimento importante per il Centro-Sud. Desidero ringraziare tutti i professionisti sanitari che hanno reso possibile questo risultato e il Dott. Mariano Feccia del nostro Centro Regionale Trapianti. Il Lazio si conferma tra le prime regioni italiane per donazioni di organi e tessuti. Continueremo a lavorare perché la cultura della generosità si diffonda sempre di più, in modo particolare tra le giovani generazioni”, dichiara il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.

Un successo dietro al quale si evidenzia la sinergia e il lavoro multidisciplinare tra diverse unità operative dei due nosocomi romani: Unità Operativa Complessa (UOC) Malattie del Fegato del San Camillo diretta dal Dott. Adriano Pellicelli, UOC Anestesia e Rianimazione diretta dal Prof. Luigi Tritapepe, UOC Malattie Infettive Epatologia dell’INMI Spallanzani diretta dal Dott. Giampiero D’Offizi, e UOC Rianimazione e Terapia intensiva, diretta dalla Dott.ssa Maria Grazia Bocci. “Questo risultato rappresenta l’apice di un trend in costante crescita nel numero di trapianti di fegato realizzati negli ultimi anni, grazie a un’importante rete di referral, di cui circa il 40% sono pazienti extra-regione”, spiega la Regione. Altro elemento chiave è l’incremento dei potenziali donatori d’organo nella regione Lazio, reso possibile dall’attività svolta dal Centro Regionale Trapianti Lazio diretto dal Dott. Mariano Feccia.

Il centro trapianti POIT si conferma importante punto di riferimento per i pazienti con problematiche epatobiliari nel Centro-Sud, garantendo una presa in carico immediata e di elevatissimo livello. In particolare, il centro si distingue come Hub per la centralizzazione

dei casi con insufficienza epatica acuta grazie alla task-force epato-anestesiologica coordinata dalla Dr.ssa Micaela Maritti. L’innovazione clinica del POIT emerge anche nelle nuove indicazioni oncologiche per il trapianto di fegato, con interventi mirati su pazienti affetti da metastasi epatiche, colangiocarcinomi e tumori neuroendocrini.

“Il POIT con questi numeri porta Roma e il Lazio in una rete di aiuto e di risposta ai tanti pazienti con problemi di insufficienza epatica e con tumori inoperabili in cui il trapianto può essere l’unica risposta. La sinergia con il mondo oncologico ed epatologico è la chiave vincente. Abbiamo dimostrato la forza e la generosità di tutta una equipe”, afferma il Prof. Giuseppe Ettorre.

“Effettuare 100 trapianti vuol dire donare a 100 persone una vita migliore. Per cui rivolgo un apprezzamento e un plauso al direttore del POIT, dr. Giuseppe Maria Ettorre, e a tutti i professionisti del San Camillo e dello Spallanzani per lo straordinario lavoro quotidiano e per la capacità di integrazione tra equipe di diverse aziende, testimonianza di una collaborazione e di una sinergia fuori dal comune”, aggiunge Cristina Matranga, Commissario straordinario dell’INMI Spallanzani.

“Sono felice dei risultati che tutti i professionisti coinvolti, e grazie a loro questa azienda e tutto il servizio sanitario laziale hanno raggiunto; è in questa direzione che dobbiamo continuare ad investire le nostre energie. Il centro trapianti verrà trasferito a gennaio in locali rimodernati di uno dei padiglioni del San Camillo, per essere più vicini alle altre attività ospedaliere e sarà dotato di una sala operatoria in più e di nuovi posti letto ad alta intensità di cura, così da mettere gli operatori in condizione di lavorare ancora meglio, offrendo servizi di altissima qualità. E magari raggiungere risultati ancora migliori”, conclude il DG del San Camillo, Angelo Aliquò.

16 Dicembre 2024

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