Trento. Conclusa la sperimentazione delle ‘cure intermedie’. L’esperienza sarà presto estesa ad altri contesti

Trento. Conclusa la sperimentazione delle ‘cure intermedie’. L’esperienza sarà presto estesa ad altri contesti

Trento. Conclusa la sperimentazione delle ‘cure intermedie’. L’esperienza sarà presto estesa ad altri contesti
Nei 10 mesi di sperimentazione la struttura di Cure Intermedie allestita all’interno dell’APSP Beato de Tschiderer ha accolto 324 pazienti anziani consentendo di affrontare in sicurezza condizioni che richiedevano supervisione clinica, ma non ricovero ospedaliero. Le Cure Intermedie sono strutture a bassa intensità di cura, gestite dai servizi territoriali, a prevalente gestione infermieristica.

“Credo che qui stiamo vedendo un pezzetto di futuro, perché in un mondo che cambia dobbiamo essere capaci di adeguare costantemente la risposta che il sistema socio-sanitario offre ai cittadini sul territorio”.

Così l'assessore alla Salute della Provincia di Trento Luca Zeni intervenuto nel pomeriggio presso l’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona Beato de Tschiderer di Trento dove sono stati comunicati i dati della sperimentazione sulle cure intermedie effettuate presso uno spazio messo a disposizione dalla struttura di assistenza agli anziani.

“Le cure intermedie – ha detto Zeni – sono un tassello importante di un sistema di servizi presente sul territorio e che via via stiamo potenziando per venire incontro alle mutate esigenze delle famiglie. Posso annunciare – ha detto l'assessore – che dopo questa positiva esperienza qui a Trento siamo pronti ad ampliare il servizio anche in altre sedi sul territorio, ad esempio a Tione, Mezzolombardo e a Borgo Valsugana”.

La sperimentazione, avviata nel luglio 2017, ha previsto l’attivazione di 20 posti letto di Cure Intermedie all’interno dell’APSP Beato de Tschiderer. Le Cure Intermedie sono strutture a bassa intensità di cura, gestite dai servizi territoriali, a prevalente gestione infermieristica, con valenza assistenziale e abilitativa estensiva. Esse hanno tra gli obiettivi il recupero della stabilità clinico-assistenziale, lo sviluppo delle capacità di autocura del paziente e della rete familiare e la predisposizione del domicilio per il rientro a casa in sicurezza del paziente, prevalentemente anziano e fragile, dopo un ricovero in ospedale per acuti. 

In questi 10 mesi sono stati accolti in Cure Intermedie 324 pazienti, in maggior parte trasferiti dai reparti di Medicina Interna e di Geriatria dell’Ospedale S. Chiara, ma anche direttamente dal domicilio o dal Pronto Soccorso, per affrontare in sicurezza condizioni che richiedevano supervisione clinica, ma non ricovero ospedaliero. Si tratta di pazienti anziani (l’età media è di 80 anni), che hanno avuto un ricovero in ospedale per cause internistiche.

La permanenza media è stata di 17 giorni, e più del 90% pazienti sono rientrati a domicilio, seguiti dal servizio cure domiciliari in due terzi dei casi. Tutti gli indicatori misurati hanno documentato l’appropriatezza del contesto assistenziale e il gradimento da parte dei pazienti è risultato elevato.
"Si tratta di una sperimentazione interessante – ha detto il direttore generale dell’Apss Paolo Bordon – iniziata quasi un anno fa, i cui risultati dimostrano che avevamo visto giusto nell'istituire un luogo per ridare autonomia alle persone con fragilità, in particolar modo anziane, e reintrodurle nei loro normali percorsi di vita a domicilio piuttosto che in casa di riposo. Questa struttura intermedia di Trento ha centrato appieno il suo obiettivo. Si tratta di un modello che ci conforta e crediamo che questi dati possono essere utili, a noi stessi, ma anche alla Provincia, per decidere se esportare questa realtà in molti altri contesti, compreso le valli".

22 Maggio 2018

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