Ulss 7 Pedemontana taglia del 50% le sedi di Continuità assistenziale. Smi Veneto insorge

Ulss 7 Pedemontana taglia del 50% le sedi di Continuità assistenziale. Smi Veneto insorge

Ulss 7 Pedemontana taglia del 50% le sedi di Continuità assistenziale. Smi Veneto insorge
Sono troppi i codici bianchi nel Pronti Soccorso della Ulss 7 cosiddetti impropri. La Ulss 7 per rafforzare il servizio corre ai ripari con i medici di CA, chiudendo 5 sedi di guardia medica su 10. Per lo SMI Veneto,questa scelta ha prodotto le dimissioni di numerosi colleghi impoverendo ulteriormente l'assistenza territoriale con ricadute anche sull'assistenza primaria. LA DELIBERA

La Ulss 7 Pedemontana chiude cinque sedi, su dieci, di servizio di continuità assistenziale, per trasferire i medici nei Pronto Soccorso. È questa la conseguenza della delibera del Direttore Generale del 13.10.2021 nata per contenere i tempi di attesa dei Pronto Soccorso valorizzando, si legge nella delibera, “le attività svolte dai medici dell’assistenza primaria, della continuità assistenziale ed emergenza sanitaria territoriale tramite un progetto per la gestione dei “codici minori” che accedono al Pronto Soccorso”.

La questione nasce dal fatto che nei dipartimenti di emergenza continua ad essere alto il numero di accessi impropri. Sebbene questo fenomeno non rappresenti, da solo, un fattore determinante sulle problematiche dei Pronto Soccorso, incide sui tempi di presa in carico e sulla gestione complessiva dei cittadini, determinando talvolta delle attese che si protraggono mettendo in discussione l’efficienza stessa del PS e degli operatori sanitari.

Tuttavia, in questo caso, tutto ciò si è tradotto anche nella chiusura delle sedi di Valstagna, Rosà, Marostica, Conco, Schio e Thiene, Asiago e Bassano, con tutto ciò che ne consegue. L’organizzazione sindacale SMI Veneto ha fatti evidenziato, in una nota, come la decisione “unilaterale” dell'azienda sanitaria Ulss 7 di chiudere 5 sedi su 10 di CA vada ad incidere sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) sanciti da norma nazionale, oltre che sul rapporto del numero di sanitario/cittadini, già in sofferenza prima ancora di tagliare queste sedi e pone i cittadini in carenza di un servizio vicino al proprio domicilio

Il Segretario Regionale Veneto SMI, Liliana Lora, esprime contrarietà sulla scelta della Ulss 7 di distrarre unità da quel servizio per assegnarle ai codici bianchi del Pronto Soccorso. In sede di contrattazione si era arrivati ad un accordo con la direzione in cui l'Azienda si impegnava ad attuare la pratica di spostare medici di CA, solo dopo essersi accertata che fosse soddisfatta la copertura di CA, dato che quest’ultima costituisce un LEA sancito a livello nazionale.

“Infatti nella stessa delibera del Direttore Generale del 13/10/2021 – spiega Liliana Lora – avevamo fatto inserire che l’assegnazione dell’incarico avverrà sempre previa valutazione di idoneità redatta dal direttore UOC Accettazione e Pronto Soccorso o suo delegato, che provvederà anche alla redazione dei turni dei medici in servizio; durante il progetto sarà prevista formazione specifica; gli incarichi sono attivabili a condizione che la C.A. non presenti fabbisogni non coperti Mentre tutto questo è stato palesemente disatteso”.

Scelte aziendali fa sapere lo SMI Veneto, non condivise dai medici di CA e che hanno prodotto “le dimissioni di numerosi colleghi impoverendo ulteriormente l'assistenza territoriale con ricadute anche sull'assistenza primaria” che, coordinata con la CA, ha mandato di coprire l'h24 del territorio. Inoltre, osserva il sindacato, i medici con contratto di CA che operano su codici bianchi di Pronto Soccorso, soggetti a ticket, svolgono si un servizio per l'ospedale ma, non il servizio gratuito per il territorio, previsto come da ACN, per i loro colleghi operanti in sedi periferiche.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

21 Dicembre 2021

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