Umberto I di Roma. Polemiche su delibera dell’ultimo momento con cui l’ex Dg si premia per gli obiettivi raggiunti

Umberto I di Roma. Polemiche su delibera dell’ultimo momento con cui l’ex Dg si premia per gli obiettivi raggiunti

Umberto I di Roma. Polemiche su delibera dell’ultimo momento con cui l’ex Dg si premia per gli obiettivi raggiunti
L’atto è stato firmato dall’ex Dg Domenico Alessio il 29 agosto, cioè lo stesso giorno in cui la Regione Lazio annunciava la nomina di Joseph Polimeni a commissario del Policlinico. Il premio ammonterebbe ad oltre 90mila euro. La Cimo Lazio si dice “scandalizzata e indignata”, anche considerato che D’Alessio “lascia un ospedale disastrato”. Il consigliere Aurigemma (Fi) chiede a Zingaretti di annullare la delibera.

Il direttore generale (ormai ex) del Policlinico Umberto I di Roma, Domenico Alessio, continua a suscitare polemiche. Dopo le forti critiche sollevate nel corso del suo mandato, ora è nel mirino per avere firmato il 29 agosto, cioè lo stesso giorno la Regione Lazio nominava a succedergli il commissario Joseph Polimeni, una delibera in cui si assegnava un premio per i risultati raggiunti nel corso del suo operato. Nell’atto (n. 1047 del 29 agosto 2017) D’Alessio delibera in particolare di “procedere – per il momento- alla liquidazione dell’incentivo nella misura del 20% relativo al periodo 30.08.2012-31.12.2014, per il quale è stata espletata la verifica congiunta Università-Regione del Direttore Generale con esito favorevole e conferma dell’incarico fino a scadenza dello stesso”.

Un atto “autoreferenziale”, per la Cimo Lazio, i cui vertici si dicono “scandalizzati e indignati. Non ci sono altre parole per descrivere l’operato del direttore generale uscente del Policlinico Umberto I di Roma, Domenico Alessio, che si è attribuito in modo autoreferenziale un premio di circa 90.000 euro, nonostante il raddoppio del disavanzo del bilancio di gestione dell'ultimo anno in cui ha lasciato l’ospedale”.

E il segretario regionale vicario, Piero Andrea Oppido, chiama in causa anche la Regione Lazio “che non può continuare a fare finta di niente davanti a uno scandalo del genere”. “Anche stavolta – insiste Oppido -, come quando si diffuse la notizia dello sfondamento di bilancio dell’Umberto I, nessuno è intervenuto a chiedere conto ad Alessio del suo operato, e ricordiamo che si tratta di un amministratore nominato e mantenuto in quelle funzioni dai governi regionali del Lazio”.
 
Cimo Lazio si chiede “come sia possibile manifestare indifferenza di fronte a chi si è assegnato un premio del genere quando per il suo operato avrebbe meritato una severa multa e come la Regione non si vergogni davanti ai cittadini che patiscono ogni giorno i disservizi di queste pessime gestioni, davanti ai tanti operatori sanitari condannati a operare in mezzo a mille disagi per le gravi carenze di risorse ed organizzative e davanti ai precari sfruttati e schiavizzati”.

Intanto il consigliere di Forza Italia, Antonello Aurigemma, annuncia di avere scritto una lettera al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, al direttore regionale della direzione politiche della salute Vincenzo Panella, al collegio dei revisori dei conti dell'Azienda Ospedaliera Policlinico Umberto I per chiedere l’annullamento della delibera 1047. Con questo atto, dichiara Aurigemma su Facebook, “si autorizza l’azienda ospedaliera a pagare il premio per il raggiungimento degli obiettivi all'ex Dg. In cifre, parliamo di circa 93mila euro totali ( oltre 30 mila annui). Abbiamo già manifestato tutta la nostra contrarietà verso un provvedimento che rappresenta uno schiaffo ai cittadini e ai pazienti dell'azienda ospedaliera più grande d’Europa. Non solo l’ex Dg Alessio lascia il policlinico con un ‘buco’ di circa 150 mln, che è quasi il doppio rispetto agli 80 mln di deficit del 2012 (anno del suo insediamento); non solo nel 2016 il passivo è aumentato di circa il 50% rispetto al 2015 (quando il rosso era fermo a 92mln); ma adesso il premio per gli obiettivi raggiunti rasenta quasi l'assurdo. Quindi – conclude Aurigemma – auspichiamo che il presidente Zingaretti, che comunque in questi anni con il suo mancato controllo ha consentito l'aumento vertiginoso del disavanzo dell’Umberto I, possa almeno fermare questa ‘follia’”.

Facendo un bilancio di fine mandato, tuttavia, Alessio difende il suo operato. “Abbiamo fatto cose egregie. Abbiamo affrontato immediatamente tre problematiche: le politiche del personale, le gare d’appalto e i contratti e la questione della ristrutturazione, considerate le gravi carenze di questo grande complesso”, sono le sue parole riprese dall’Ansa.
 
“Con soddisfazione dico che non abbiamo risolto tutto ma abbiamo tracciato un’autostrada – ha aggiunto – Chi verrà dopo di me troverà una situazione molto agevolata. Per le ristrutturazioni abbiamo già ottenuto i nulla osta dalla Conferenza dei servizi, possiamo considerare come se fosse una specie di 'licenza edilizia'. Stiamo aspettando la Regione che da qualche tempo purtroppo non ha liberato i fondi. Noi possiamo procedere non appena la Regione completerà le procedure che riguardano l'erogazione dei fondi. Ma questo riguarderà la prossima amministrazione”.

“Per il personale – ha proseguito Alessio – nella storia della Pa non si è mai verificato che un maxiconcorso potesse essere espletato in tempi brevissimi. Avete visto anche le proteste per il rinvio di una prova per personale infermieristico all'hotel Ergife. Non appena abbiamo avuto il via dal Consiglio di Stato, fermo restando i tempi di legge per le convocazioni, lo abbiamo espletato in soli 4 giorni: 1760 infermieri. Ora – ha concluso – abbiamo messo a disposizione una graduatoria di 878 idonei a servizio di tutte le aziende sanitarie del Lazio, che da essa possono attingere”.

01 Settembre 2017

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