Umbria. Medici e Associazioni contro burocrazia e carenza di cure intermedie

Umbria. Medici e Associazioni contro burocrazia e carenza di cure intermedie

Umbria. Medici e Associazioni contro burocrazia e carenza di cure intermedie
Liste di attesa, burocrazia eccessiva, mancanza di cure intermedie e ritardi nell'informatizzazione. Sono state queste le carenze evidenziate da alcuni medici di medicina generale e di famiglia assieme alle associazioni dei consumatori Adoc e Movimento difesa del cittadino, nel corso dell'audizione convocata dalla III Commsione consiliare. La Commissione si è impegnata ad affrontare i problemi sollevati incontrando a breve la Giunta e i dirigenti sanitari.

“Le disposizioni emanate due anni fa dalla Regione Umbria, con la delibera di Giunta numero 69 del gennaio 2009, che avrebbero dovuto semplificare la vita dei tanti pazienti alle prese con un 'eccessivo carico burocratico', fatto di liste di attesa, prenotazioni, impegnative, ricettari da far trascrivere, non sono mai decollate, ed ancora ci sono problemi evidenti nell'avvio di un'informatizzazione diffusa del servizio“. A sostenerlo sono stati i medici di medicina generale e le associazioni dei consumatori Adoc e Movimento difesa del cittadino nel corso di un'audizione, stamani, in commissione Sanità del Consiglio regionale. Ma ad attanagliare medici e pazienti sono anche le liste d'attesa e la carenza di adeguate strutture intermedie attraverso le quali poter gestire le patologie croniche. Criticità che la Commissione si è impegnata ad approfondire con la Giunta per rimuovere gli ostacoli emersi.Criticità che la Commissione si è impegnata ad approfondire con la Giunta per rimuovere gli ostacoli emersi.

In particolare, i medici i di medicina generale hanno evidenziato il “disagio e il disappunto” riscontrati dai loro pazienti nell'accedere ai servizi sanitari, non solo per le liste di attesa ma per le tante pratiche burocratiche spesso ripetitive, imposte anche a soggetti per i quali è già stata formulata una diagnosi definitiva. “La mancanza di tempi certi e sufficientemente rapidi per trovare risposte alle ipotesi diagnostiche, come l'assenza di strutture dedicate alle cure intermedie, soprattutto di anziani, per i quali è difficile trovare una dimissione ospedaliera protetta – hanno spiegato – ci ha spinti a rappresentare in Consiglio regionale i loro problemi. Con lo spirito di recuperare quella 'umanizzazione' delle strutture e delle cure sanitarie di cui parla la prima parte del Piano sanitario umbro, ci siamo uniti alle associazioni di consumatori ed utenti per sollevare il problema, anche nella convinzione che quel decalogo individuato con la delibera 69 del 2009, proprio sulla semplificazione dei percorsi assistenziali, è tutt'ora valido e può essere applicato senza consti aggiuntivi”.
 
A nome di Cittadinanza Attiva, Paolo Baronti ha poi sottolineato la carenza di strutture per le cure intermedie chiarendo che si tratta di un problema ancor più evidente in presenza di gran di ospedali specializzati che non possono farsi carico di lunghe degenze o di assistenza post intervento, particolarmente in una Regione che vede giornalmente crescere il numero dei propri anziani. Baronti ha infine evidenziato il ritardo con cui si sta procedendo alla informatizzazione dei servizi sanitari, “proprio nel momento in cui le tecnologie moderne consentono di arrivare facilmente ed a bassi costi – ha concluso – ad una sanità elettronica capace di sostituire interamente il cartaceo ed seguire ovunque ogni cittadino, con tutti i suoi dati clinici aggiornati”.
 

27 Aprile 2011

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