Un figlio dopo il cancro. Recepito accordo Stato Regioni 

Un figlio dopo il cancro. Recepito accordo Stato Regioni 

Un figlio dopo il cancro. Recepito accordo Stato Regioni 
Come centri di riferimento regionali sono stati individuati l’Irccs Ifo Regina Elena, il Policlinico Umberto I e l’ospedale S. Pertini. D’Amato: ““Grazie a queste tre strutture pubbliche abbiamo posto in essere un Polo funzionale integrato di onco-fertilità per dare la possibilità anche a chi sta affrontando l’esperienza della malattia di poter esaudire il proprio desiderio di diventare genitori”.

Recepito nel Lazio, con un decreto del Commissario ad acta, Nicola Zingaretti, l’accordo tra Stato e Regioni per la tutela della fertilità nei pazienti oncologici e per la definizione del percorso diagnostico assistenziale. Inoltre sono stati individuati i seguenti centri di riferimento regionali per l’onco-fertilità: l’IRCCS IFO Regina Elena, il Policlinico Umberto I e l’ospedale S. Pertini. Nello specifico presso l’IRCCS IFO Regina Elena è attivo un percorso di preservazione della fertilità in donne affette da patologie oncologiche ed è stata attivata la Banca del tessuto ovarico, presso il Policlinico Umberto I è attiva la Banca per la crioconservazione del seme per la tutela della fertilità maschile in pazienti oncologici ed infine presso l’ospedale Sandro Pertini è attivo un centro di Procreazione medicalmente assistita (PMA) con un percorso di preservazione della fertilità per donne colpite da tumore ed attivata una Banca degli ovociti.

“Grazie a queste tre strutture pubbliche – spiega in un anota l’Assessore alla sanità e l’Integrazione sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato – abbiamo posto in essere un Polo funzionale integrato di onco-fertilità che risponde ai requisiti presenti nell’accordo tra Stato e Regioni. Un ulteriore passo in avanti nella tutela della fertilità in pazienti oncologici tenendo conto che nel nostro Paese e nel Lazio abbiamo un tasso di fertilità tra i più bassi in Europa. Grazie a questo PDTA (Percorso diagnostico terapeutico assistenziale) vogliamo dare la possibilità anche a chi sta affrontando l’esperienza della malattia di poter esaudire il proprio desiderio di diventare genitori”.

29 Maggio 2019

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