Una casa sicura per le dipendenti del Sant’Orsola vittime di violenza

Una casa sicura per le dipendenti del Sant’Orsola vittime di violenza

Una casa sicura per le dipendenti del Sant’Orsola vittime di violenza
Un supporto concreto alle dipendenti che subiscono violenza, formazione specifica per tutti i dipendenti e uno sportello di ascolto: sono i nuovi servizi realizzati e presentati dal Comitato Unico di Garanzia del Policlinico assieme dalla Fondazione Sant’Orsola e Casa delle donne per non subire violenza. A disposizione uno o più appartamenti all’interno della Casa Emilia, potranno usufruire anche fino a un anno.

Fornire ospitalità alle dipendenti del Policlinico che hanno subito violenza: è il perno dell’accordo sottoscritto dal Comitato Unico di Garanzia del Policlinico, dalla Fondazione Sant’Orsola e Casa delle donne per non subire violenza, con il patrocinio dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola. Prosegue così l’impegno dell’IRCCS per contrastare la violenza di genere dentro e fuori gli spazi dell’ospedale.

Nuovi servizi che partono da una importante consapevolezza: bisogna garantire ascolto e supporto concreto alle donne che subiscono violenza, ma anche lavorare incessantemente sul fronte culturale e psicologico per riconoscere e prevenire fenomeni di violenza che si estrinsecano anche oltre i luoghi di lavoro in ambito domestico e familiare.

Nelle tre aziende sanitarie di Bologna (IRCCS Policlinico di Sant’Orsola, Azienda USL di Bologna, Istituto Ortopedico Rizzoli) lavorano poco più di 16.000 persone, oltre il 70% (71,4%) è donna. A Bologna la Casa delle Donne per non subire violenza riceve circa 700 richieste di aiuto ogni anno e nel 5% dei casi la donna che ha bisogno di aiuto è impiegata nella sanità (compresa quella privata). Sono circa 35 donne ogni anno, dunque, (ma le denunce nascondono un numero oscuro molto più alto) che lavorano con noi, al nostro fianco quotidianamente e necessitano di aiuto concreto.

Nasce così la collaborazione con la realtà Casa delle donne per non subire violenza, che rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per esperienza e competenza per il contrasto alla violenza di genere. Un accordo che si snoda su due fronti di intervento: prima di tutto l’ospitalità per donne che lavorano in ospedale e hanno bisogno di un supporto. La Fondazione mette a disposizione uno o più appartamenti, in base alle necessità, all’interno della propria struttura di accoglienza Casa Emilia di cui le dipendenti potranno usufruire per il periodo necessario a uscire dalla situazione di violenza, anche fino a un anno. Sarà inoltre disponibile un servizio di supporto psicologico, svolto nell’ambito delle attività in capo alla Psicologia ospedaliera e in collaborazione con la medicina del lavoro aziendale oltre che con il personale esperto di Casa delle donne per non subire violenza che potrà essere a disposizione, per casi di particolare gravità e urgenza, all’effettuazione di consulenze specifiche.

Mentre sul secondo fronte, altrettanto importante, la partita si gioca sul campo della cultura e della prevenzione. L’accordo prevede un percorso di formazione dedicato alla comunità professionale dell’IRCCS e realizzato da parte di Casa delle donne per non subire violenza. Ulteriori conoscenze per prevenire, riconoscere e poter agire tempestivamente in situazioni di rischio, per cui saranno formati anche dipendenti che, per gli ambiti clinico-assistenziali di afferenza differenti dai Pronto Soccorso, possono non avere competenze specifiche in merito.

All’IRCCS, infatti, esistono già modalità operative consolidate di gestione e accoglienza delle donne e dei bambini che subiscono violenza, e che, nel più vasto ambito di percorsi interaziendali codificati, prevedonola formazione dei dipendenti dei Pronto soccorso generale e specialistici (ginecologico/pediatrico). In questi specifici setting gli operatori dell’IRCCS sono già formati per essere in grado di riconoscere e valutare eventuali situazioni di violenza, maltrattamento psicologico o fisico e sanno quali procedure devono mettere in atto quando intercettano questi fenomeni.

Modalità di utilizzo dell’alloggio
L’ospitalità verrà garantita alle dipendenti del Policlinico seguendo un percorso di attribuzione degli alloggi secondo le modalità che già regolano l’attività quotidiana di accoglienza offerta da Casa delle donne per non subire violenza.
Potranno accedere agli alloggi le donne con le seguenti caratteristiche:
– autonomia nella gestione di figli e figlie;
– autonomia economica;
– assenza di dipendenze da alcool o sostanze;
– assenza di patologie psichiatriche.

L’alloggio sarà messo a disposizione dalla Fondazione a tariffe calmierate. Le donne accolte parteciperanno alle spese dell’alloggio comunque in misura proporzionale al proprio reddito.

Per l’ingresso negli alloggi si valuterà se la situazione della donna è compatibile con l’ospitalità di secondo livello (non in emergenza). L’ingresso negli alloggi avverrà dopo che la donna si sarà rivolta all’accoglienza di Casa delle donne per non subire violenza e abbia già valutato il progetto di uscita dalla violenza, con particolare attenzione alla sicurezza.

21 Novembre 2022

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