Vaccinazioni per gli operatori sanitari. Venturi (Emilia Romagna): “No all’obbligo, ma servono misure di garanzia”

Vaccinazioni per gli operatori sanitari. Venturi (Emilia Romagna): “No all’obbligo, ma servono misure di garanzia”

Vaccinazioni per gli operatori sanitari. Venturi (Emilia Romagna): “No all’obbligo, ma servono misure di garanzia”
La Regione starebbe già valutando le diverse possibilità. L’intenzione, ha spiegato l’assessore, sarebbe quella di introdurre norme di carattere organizzativo e di protezione del lavoro. Si tratterà “di trovare il tempo per farsi vaccinare, di superare forse anche una certa pigrizia”, ha detto Venturi, secondo il quale l’immunizzazione di chi lavora negli ambulatori e negli ospedali “è un ambito che non va assolutamente tralasciato”.

Dopo i bambini, la Regione Emilia Romagna è già al lavoro sull’estensione delle vaccinazioni al personale sanitario. “Per lavorare in un reparto ospedaliero di ginecologia e ostetricia un’ostetrica dev’essere immunizzata contro il morbillo, per evitare ogni possibile contagio del neonato, ma anche della mamma. Stiamo lavorando in questa direzione: se riusciremo a farne non un obbligo, ma un elemento di garanzia, non sarà necessario arrivare a una legge ad hoc”, ha infatti annunciato l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, in una nota diffusa a termine della giornata di studi “Chi ha paura dei vaccini?” promossa dalla Regione (Agenzia sanitaria e sociale regionale), con il patrocinio di BIOM – Società italiana di storia, filosofia e studi sociali della biologia e della medicina, con l’obiettivo di comprendere, analizzare e comunicare le ragioni del fenomeno del calo delle vaccinazioni dal punto di vista della comunicazione, semiotica, filosofia della scienza, bioetica e storia della medicina.

“La nostra legge regionale sui vaccini – ha Venturi – è stata fatta prioritariamente per proteggere i piccoli, a partire da quelli più esposti: immunodepressi, malati cronici, affetti da patologie oncologiche. Prossimamente, però, dovremmo occuparci anche dei grandi, di chi lavora negli ambulatori, negli ospedali: è un ambito che non va assolutamente tralasciato”.

È dunque iniziato un percorso di valutazione: “Oggi non pensiamo a una legge specifica – ha spiegato l’assessore -, piuttosto a norme di carattere organizzativo e di protezione del lavoro”. Si tratterà “di trovare il tempo per farsi vaccinare, di superare forse anche una certa pigrizia- ha concluso Venturi-, ma abbiamo bisogno di dare l’esempio dall’alto, altrimenti non siamo pienamente credibili nei confronti dei genitori”.

Secondo i dati diffusi ieri, intanto, aumenta tra i bambini dell’Emilia Romagna la copertura vaccinale, dopo che la Regione che ha fatto da apripista a livello nazionale approvando per prima nel novembre 2016 la legge sui vaccini obbligatori per l’iscrizione dei più piccoli nelle scuole dell’infanzia 0-3 anni.

Nel dettaglio, dall’analisi delle coperture dei bimbi nati nel 2014 e nel 2015 al 30 giugno 2017 rispetto alla situazione rilevata sei mesi prima (dicembre 2016), per le vaccinazioni contro difterite-tetano-polio-epatite B l’aumento è di oltre un punto percentuale a distanza appunto di poco più di sei mesi dall’approvazione della legge regionale: la copertura, per i bimbi nati nel 2014, è passata dal 92,4% del 31 dicembre 2016 al 93,5% del 30 giugno 2017; per i nati nel 2015, nello stesso periodo si è passati dal 95,8% di copertura al 96,6%.

Ancora più consistente l’aumento – più di 3 punti percentuale – della copertura del vaccino anti morbillo-parotite-rosolia, analizzata per i bimbi nati nel 2014: si è passati dall’87,2% al 90,7%. Dati in crescita, quindi, ma comunque nella grande maggioranza dei casi al di sotto della soglia di sicurezza del 95%, fissata dall’Organizzazione mondiale della sanità, motivo che spinse appunto la Regione a varare la legge sull’obbligo vaccinale, misura poi estesa a livello nazionale e anche per le scuole dell’obbligo.

12 Settembre 2017

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