Vaccini Covid. Fimmg: “Puntare sui medici di famiglia per recuperare le decine di migliaia di over 60 ancora non vaccinati”

Vaccini Covid. Fimmg: “Puntare sui medici di famiglia per recuperare le decine di migliaia di over 60 ancora non vaccinati”

Vaccini Covid. Fimmg: “Puntare sui medici di famiglia per recuperare le decine di migliaia di over 60 ancora non vaccinati”
Il sindacato contesta alla Regione di avere puntato sugli Hub e lasciato in disparte i medici di famiglia, fondamentali per raggiungere molti pazienti anziani e fragili. “Dai nostri dati nella provincia di Verona emerge che 5600 pazienti over80 non sono ancora stati vaccinati. Lo stesso vale per 36.400 pazienti con elevata fragilità. Serve il pieno coinvolgimento dei medici di famiglia”, è la posizione della FImmg

“Con le prenotazioni dei vaccini attraverso i portali aziendali delle varie Ulss, e quindi con l’accesso ai grandi Hub regionali, le persone che si rivolgono al proprio medico di medicina generale sono in numero residuale: si è data la priorità alle grandi strutture aziendali centralizzate e non si è sostenuta l’attività del MMG. Se da un lato questo tipo di prenotazione e di organizzazione ha il punto di forza di vaccinare grandi numeri, per contro lascia indietro una percentuale non trascurabile di persone in tutte le classi di età”. A denunciarlo è il segretario Fimmg Veneto, Maurizio Scassola.

“Da una analisi eseguita dal Segretario Fimmg Verona, Guglielmo Frapporti – spiega infatti Scassola – è emerso che, in questa provincia, con il sistema dell’autoprenotazione, le persone indecise per problemi di salute, per condizione socio-culturale o familiare, residenti in territori a bassa intensità abitativa o che hanno più difficoltà a raggiungere i centri vaccinali lontani, sono i più penalizzati; ancora una volta problemi sociali, culturali e orografici compromettono l’accesso a programmi di prevenzione e cura”.

Dalla rilevazione nella provincia di Verona, dove lavorano 560 MMG, “5600 pazienti over 80 risultano ancora non essere stati vaccinati – spiega Frapporti – lo stesso vale per 36.400 pazienti con elevata fragilità. I dati raccolti dimostrano che anche per la classe di età fra i 70-79, nel veronese ben 10.600 persone risultano essere non ancora vaccinate e nella classe di età fra i 60-69 quelle non vaccinate risultano essere circa 26.300”.

“Da questi dati emerge che con le vaccinazioni attraverso i grandi Hub – conclude Frapporti – sfugge una percentuale di vaccinandi che potrebbe essere trattata direttamente dai medici di medicina generale, ma ancora oggi i vaccini che ci vengono forniti sono limitati. Inoltre, il portale delle prenotazioni non ci aiuta perché non riporta i prenotati e, quindi, dobbiamo impiegare ore ed ore per chiamare ogni paziente se vogliamo scrivere liste aggiornate”.

Se da un lato c’è fretta di vaccinare più popolazione possibile, rimane sulla carta un accordo che Fimmg Veneto denuncia essere stato disatteso poiché proprio i medici che hanno dato la loro disponibilità alle vaccinazioni, risultano essere marginalizzati o non messi nella condizione di poter collaborare affiancandosi alla attività vaccinale delle Ulss provinciali.

“La popolazione viene informata sulla possibilità di eseguire la prenotazione attraverso il portale aziendale – conclude Scassola – ma non gli viene detto che lo possono fare anche attraverso il loro medico di famiglia; poche Ulss provinciali  hanno aperto le agende dei MMG nei portali aziendali. Questa fase della campagna vaccinale impone il pieno coinvolgimento dei medici di famiglia proprio per la loro capacità relazionale e di contatto con le persone più indecise o in difficoltà. Chiediamo che le forniture siano certe e allineate a quelle degli HUB; se la Regione Veneto vuole la cooperazione dei MMG, le nostre agende devono essere pubblicate sui portali aziendali e gli strumenti informatici devono essere gli stessi per tutte le Ulss per permettere a tutta la popolazione veneta parità di accesso alle vaccinazioni”.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

07 Giugno 2021

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