Vaccini Covid. Ordini medici e infermieri di Trento: “No a posizioni no vax tra operatori”

Vaccini Covid. Ordini medici e infermieri di Trento: “No a posizioni no vax tra operatori”

Vaccini Covid. Ordini medici e infermieri di Trento: “No a posizioni no vax tra operatori”
I due ordini provinciali richiamano infermieri e medici all'obbligo di attenersi a posizioni scientifiche e rispettose del Codice deontologico. Un intervento alla luce della manifestazione promossa nei giorni scorsi dall’associazione “Vaccinare Informati” contro l’obbligo vaccinale per gli operatori introdotto con il dl 44/2021. In piazza sarebbero scesi anche alcuni operatori sanitari. E l’Omceo avverte: “Agiremo con la massima severità contro ogni posizione lesiva della Deontologia”.

La manifestazione promossa il 24 aprile scorso a Trento dall’associazione Vaccinare Informati del Trentino, a sostegno dei sanitari contrari all’obbligo vaccinale introdotto con il dl 44/2021 (ma in piazza c'erano anche cartelloni no vax e contro la ’dittatura sanitaria’), che avrebbe visto la partecipazione anche di alcuni operatori sanitari contrari al vaccino, ha indotto l’Opi di Trento e l’Omceo di Trento ad intervenire, con due note distinte, per richiamare i propri iscritti, infermieri e medici, ai propri obblighi deontologici.

Entrambi gli Ordini professionali, nel loro richiamo, si rifanno ai valori deontologici delle professioni e all'obbligo di ogni professionista sanitario di attenersi alla scienza. “Per quanto riguarda l’essere vaccinati – sono le parole dell’Opi di Trento -, la professione infermieristica così come tutte le altre professioni intellettuali di ambito sanitario, aderisce ai principi dell’etica professionale che guida in scienza e coscienza gli infermieri nelle scelte che rispondono al principio, inderogabile, di tutela della salute delle persone. L’Opi della Provincia di Trento ribadisce con forza che la professione infermieristica riconosce il valore delle evidenze scientifiche come base dell’agire professionale e come garanzia nei confronti della persona assistita e del loro rapporto con gli infermieri”.

“La sicurezza delle cure – continua l’Opi – è irrinunciabile per ciascun infermiere in quanto corollario fondamentale della responsabilità assistenziale e dell’autonomia professionale, positivamente riconosciute anche dall’ordinamento giuridico. L’infermiere è consapevole del proprio ruolo e la tutela dell’assistito da assicurare con professionalità e una formazione adeguata è un’attività imprescindibile, parte integrante e fondamentale per l’erogazione in sicurezza delle cure e dell’assistenza alla persona, essenziale per adempiere al proprio mandato professionale, in linea con quanto previsto dal codice deontologico e riportato nella Legge n. 24/2017”.

L’Ordine degli infermieri evidenza anche come la partecipazione degli infermieri alla manifestazione di sabato scorso può avere creato “confusione nei cittadini” e alterato “l’immagine della professione infermieristica insinuando, come dimostrato da molte reazioni ‘social’ all’iniziativa, che gli infermieri non sono una categoria responsabile nei confronti di tale tema”.

Sulla stessa onda la nota dell’Omceo di Trento, che contro le posizioni no vax ribadisce “il valore della vaccinazione di massa quale trattamento fondamentale per  contrastare e uscire dalla pandemia da SARS COV2”.

“Il comportamento del medico – ricorda anche l’Omceo- è regolato dai principi del Codice di Deontologia  che lo impegna a collaborare all’attuazione dei provvedimenti di sanità pubblica, vaccinando e vaccinandosi, a tutela della salute individuale e collettiva per la sicurezza delle persone. Il medico fonda la sua attività professionale sui principi di libertà, indipendenza, autonomia e responsabilità, con l’obbligo morale di garantire la salute attraverso gli strumenti a disposizione scientificamente validati”.

L’Ordine dei medici fa notare di avere dunque “il dovere di richiamare con decisione il medico che opera contro la pratica vaccinale e che diffonde una cultura negazionista che può indurre il cittadino a privarsi di cure essenziali”. E, evidenzia, “è la deontologia che non ammette alcun cedimento antiscientifico e condanna fermamente ogni posizione negazionista indipendentemente dall’obbligo vaccinale introdotto dal Decreto Legge 44/2021”.

L’Omceo di Trento, pertanto, “in sintonia anche con la recente presa di posizione del presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Trento”, dichiara la sua “determinazione ad agire con la massima severità per contrastare ogni posizione contraria e lesiva dei principi della Deontologia, ragione d’essere del medio stesso”

28 Aprile 2021

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