Vaccini obbligatori. Liverani (Ln): “Si sarebbe dovuto puntare prima su di una massiccia campagna informativa”

Vaccini obbligatori. Liverani (Ln): “Si sarebbe dovuto puntare prima su di una massiccia campagna informativa”

Vaccini obbligatori. Liverani (Ln): “Si sarebbe dovuto puntare prima su di una massiccia campagna informativa”
Il consigliere regionale contesta il provvedimento approvato ieri. “Non si tiene nella giusta considerazione la questione dell’apertura indiscriminata a tutti, che ha portato nelle nostre scuole ragazzi che provengono da Paesi dove le prescrizioni sanitarie non sono le stesse che in Italia”. E sollecita azioni per prevenire i casi di violenza contro i bimbi, anche attraverso l’installazione di telecamere nelle strutture.

“Il nostro contributo è stato determinante, per sollevare il problema dello stress da lavoro correlato, nelle nuove direttive sui servizi educativi per la prima infanzia”. Questo è il primo commento del consigliere regionale della Lega Nord, Andrea Liverani, che ha espresso in Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna le osservazioni del Carroccio al progetto di legge votato in Regione, ed anche le motivazioni dell’astensione del gruppo consigliare leghista al provvedimento.

“Le modifiche al testo iniziale – ha spiegato Liverani – denota la nostra collaborazione per migliorare il provvedimento. In particolare, per una valutazione e gestione del rischio, di fronte allo stress da lavoro correlato (si veda, la cosiddetta sindrome del “burn-out” che interessa molti operatori)”.

Andrea Liverani ha, inoltre, evidenziato la necessità di “una prevenzione della violenza nei confronti di soggetti fragili (come bambini o diversamente abili) portati all’evidenza dalle cronache degli ultimi anni. Con l’obbligatorietà delle telecamere nelle strutture, che chiediamo parallelamente ad un’iniziativa Parlamentare”.

Tuttavia, la Lega ha evidenziato il fatto che, “come unico elemento di novità, sia stato portato dalla maggioranza l’obbligatorietà delle vaccinazioni, per i bambini che si iscrivono al nido. Una regione come la Lombardia – sottolinea Liverani – si è mossa con anticipo e con lungimiranza: avreste dovuto puntare dall’inizio su di una massiccia campagna informativa, non programmarla dopo il voto dell’aula – ha detto il consigliere Ln -. Senza contare che non tenete nella giusta considerazione la questione dell’apertura indiscriminata a tutti. La quale ha portato nelle nostre scuole ragazzi che provengono da Paesi dove non esiste la prevenzione e dove le prescrizioni sanitarie non sono le stesse di quelle esistenti in Italia”.

23 Novembre 2016

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