Vaccino Covid. Via alle somministrazioni alle persone estremamente vulnerabili

Vaccino Covid. Via alle somministrazioni alle persone estremamente vulnerabili

Vaccino Covid. Via alle somministrazioni alle persone estremamente vulnerabili
Si parte dal 4 marzo. Qualora alcuni di questi soggetti “estremamente vulnerabili” non possano essere vaccinati per le loro particolari condizioni di salute, potranno essere vaccinati i conviventi o coloro che li assistono.

Le persone “estremamente vulnerabili” potranno vaccinarsi a partire da giovedì 4 marzo. Saranno le Asl e le Aziende ospedaliero-universitarie, che li hanno in carico, a contattare i soggetti “super fragili”, ai quali sarà somministrato il vaccino Moderna. Lo ha comunicato in serata la Regione.
 
Qualora alcuni di questi soggetti “estremamente vulnerabili” non possano essere vaccinati per le loro particolari condizioni di salute, potranno essere vaccinati i conviventi o coloro che li assistono.
 
E' quello che accadrà, per esempio, già domani stesso, nella zona apuana dove saranno vaccinati i genitori di un giovane con grave disabilità, che a causa del suo stato di salute non potrà essere immunizzato, e per il quale un anziano di 91 anni si era offerto, rinunciando al proprio vaccino.
 
“E' una notizia che accolgo con estremo piacere. Dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione, per proteggere la salute delle fasce più deboli della popolazione e, in particolare, di quelle persone che per la gravità delle loro patologie non possono accedere a questa importante opportunità di immunizzazione, favorendo la vaccinazione dei loro familiari o delle altre figure con cui condividono la quotidianità – spiega il presidente Eugenio Giani -. Sarà nostro compito, attraverso le strutture sanitarie dedicate, agire tempestivamente, e creare attorno a queste persone estremamente vulnerabili, un vero e proprio cordone protettivo”.
 
“Nel rispetto del piano nazionale e in relazione alle quantità e alle caratteristiche dei vaccini ad oggi disponibili – spiega l'assessore alla sanità Simone Bezzini – il programma della Toscana punta a vaccinare più persone possibili, a partire da chi è più fragile. La nostra organizzazione multicanale ci consente di portare avanti più filoni in parallelo, secondo le priorità indicate dal Ministero, tra i quali quello per le persone estremamente vulnerabili, una delle fasce più a rischio.
 
Nel caso non possano ricevere il vaccino, in relazione al proprio stato di salute, è prevista la vaccinazione dei conviventi o di chi si prende cura di loro. È questo il caso del giovane apuano, per proteggere il quale saranno vaccinati i suoi genitori, insieme ad altri. In parallelo prosegue la vaccinazione degli ultraottantenni a cura dei medici di medicina generale. Anche il signore novantunenne potrà quindi ricevere la prima somministrazione nelle modalità previste, senza dover rinunciare alla sua dose di vaccino, offerta con così grande generosità e umanità, di cui lo ringrazio. La vaccinazione è uno strumento di prevenzione importantissimo, per difenderci dal virus, e nessuno ne sarà privato”.
 
“Sono soddisfatta che si possa partire già da domani con i primi 200 utenti della nostra Asl – dichiara il direttore generale della Nord Ovest, Letizia Casani -. Tutti i nostri professionisti stanno lavorando con impegno perché tutto si svolga nel migliore dei modi per arrivare in breve tempo a proteggere le persone ‘estremamente vulnerabili'”.
 
Attualmente per i “super fragili” (cittadini affetti da specifiche patologie valutate come particolarmente critiche in quanto correlate al tasso di letalità associata a Covid-19 per danno d'organo preesistente o compromessa capacità di risposta immunitaria a Sars-CoV-2, recita il piano nazionale vaccinale) sono disponibili 14mila dosi di vaccino Moderna.
 
L'attività di vaccinazione delle Asl e delle Aziende ospedaliero-universitarie sarà integrata con quella dei medici di medicina generale, quando quest'ultimi saranno vicini a completare la vaccinazione dei propri assistiti over80, e avranno verificato i requisiti dei propri assistiti con patologia grave.
 
Intanto, ieri, 2 marzo, è stata consegnata una nuova fornitura di 46.800 dosi di Pfizer-BioNTech, destinate alla vaccinazione degli ultraottantenni e ai richiami. Di queste, 35mila nuove dosi sono a disposizione dei medici di famiglia per la prossima settimana. Dopo la vaccinazione degli over80, che possono recarsi in ambulatorio o nelle strutture dedicate sul territorio, una volta contattati dal proprio medico di famiglia, si procederà – lo ricordiamo – a quella degli ultraottantenni, impossibilitati a muoversi.
 
Questa settimana saranno, invece, circa 25mila le persone che saranno vaccinate con dosi AstraZeneca nei 50 punti vaccinali distribuiti sul territorio regionale.

03 Marzo 2021

© Riproduzione riservata

Biotecnologie. Accordo triennale Italia–Stati Uniti: Biotecnopolo di Siena al lavoro su linee guida e progetti strategici
Biotecnologie. Accordo triennale Italia–Stati Uniti: Biotecnopolo di Siena al lavoro su linee guida e progetti strategici

La Fondazione Biotecnopolo di Siena ha partecipato ai lavori della Commissione Mista Italia–Stati Uniti per la cooperazione scientifica. Al centro, le biotecnologie.   È stato firmato un accordo triennale che...

Autismo. Regione: “Piano regionale entro il 2026”
Autismo. Regione: “Piano regionale entro il 2026”

“La Regione c’è, pronta ad essere ad essere accanto alle famiglie con il cuore e con i fatti”. Nella giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo che ricorre il 2 aprile il...

Autonomia differenziata. Via libera della Conferenza Unificata alle pre-intese con quattro Regioni del Nord. “No” compatto dalle sei Regioni guidate dal Centrosinistra
Autonomia differenziata. Via libera della Conferenza Unificata alle pre-intese con quattro Regioni del Nord. “No” compatto dalle sei Regioni guidate dal Centrosinistra

La Conferenza Unificata ha espresso oggi parere favorevole sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto in materia di "tutela della salute...

Case di Comunità. Fimmg Campania: “Non siano considerati mini Pronto soccorso”
Case di Comunità. Fimmg Campania: “Non siano considerati mini Pronto soccorso”

“Abbiamo fortemente voluto che la medicina generale fosse coinvolta nel funzionamento delle Case di Comunità, oggi si inizia a realizzare quanto concordato con l’Accordo Integrativo Regionale 2025”. Lo dice Luigi...