Veneto. Conti consuntivi 2013 aziende sanitarie in attivo di 4,3 milioni

Veneto. Conti consuntivi 2013 aziende sanitarie in attivo di 4,3 milioni

Veneto. Conti consuntivi 2013 aziende sanitarie in attivo di 4,3 milioni
E' il dato contenuto nella delibera presentata dall’assessore alla Sanità Luca Coletto e approvata dalla Giunta regionale. Zaia: "In Veneto si usano bene i soldi dei cittadini. E se ce la facciamo noi, possono riuscirci tutte le Regioni".

I conti consuntivi economici delle aziende sanitarie del Veneto hanno chiuso l’esercizio 2013 con un attivo di 45.777.572 euro, cifra che scende a 4.310.471 euro secondo la configurazione assunta dal tavolo di monitoraggio dei conti della sanità presso il Ministero dell’Economia (noto ai più come “tavolo Massicci”) che non rileva gli utili maturati dalle Aziende Sanitarie, pari nel Veneto a 41.467.101 euro.

Sono questi i numeri contenuti nella delibera di presa d’atto dei conti economici consuntivi 2013 delle Aziende Sanitarie, della gestione sanitaria accentrata e del consolidato del Servizio sanitario regionale, presentata dall’assessore alla sanità Luca Coletto e approvata nel corso della seduta della Giunta regionale.
 
“Sono numeri che presentiamo con orgoglio ai nostri cittadini, che pagano le tasse – sottolinea il governatore Luca Zaia – e che possono vedere che in Veneto si usano bene i loro soldi per il servizio pubblico più sentito dalla gente, ma anche all’Italia intera, come dimostrazione che, se si vuole davvero, gestire una sanità in utile senza far mancare niente ai cittadini si può. Si deve e si dovrà – incalza il governatore – perché se ce la fa il Veneto non vedo perché non ce la possano fare tutte le altre Regioni. Si dovrà perché finalmente il criterio dei costi e fabbisogni standard, che di fatto qui già applichiamo nella nostra gestione, è stato fissato in modo definitivo nella Costituzione e nel Patto Nazionale della Salute e sarà il criterio informatore con il quale determinare, ad esempio, che una siringa o un pasto in ospedale devono costare uguale ovunque. Significa abbattere gli sprechi, tagliare i rami secchi, eliminare i privilegi, gestire il personale in maniera oculata, evitando che, come accade in certe Regioni da anni, si usi la sanità come un ammortizzatore sociale e non come un’azienda che produce servizi”.

Tecnicamente i dati aggregati delle Aziende sanitarie presentano una risultato d’esercizio aggregato complessivo negativo per 162.331.898 euro. Le Aziende in utile hanno risultati positivi per 41.467.101 euro, quelle con risultati d’esercizio negativi registrano perdite per 203.798.998 euro, coperti dalla gestione sanitaria accentrata della Regione, che chiude con un risultato positivo di 208.109.469 euro.

“Per uno come me – che settimanalmente combatte ai tavoli romani per evitare imboscate e tagli indiscriminati e orizzontali – aggiunge l’Assessore Coletto – è una grossa soddisfazione. Per il quarto anno consecutivo chiudiamo i conti della sanità in attivo, e non sono stati anni qualunque, ma un lungo periodo di sottovalutazione del fabbisogno, di interventi a spot tutti rivolti a tagliare indiscriminatamente, di carte in tavola che sono cambiate un giorno sì e un giorno no. L’orgoglio – aggiunge Coletto – è aver raggiunto il risultato senza tagliare un servizio indispensabile che sia uno alla gente, tanto che anche quest’anno il Veneto è tra le poche Regioni d’Italia promosse a pieni voti per la capacità di erogare completamente i Livelli Essenziali di Assistenza – LEA, che sono un diritto costituzionalmente riconosciuto alla gente. Molti, ancora troppi, non hanno saputo farlo, eppure spendono cifre enormi rispetto alle nostre, dimostrando così che non è assolutamente vero che dove si spende di più si cura di più e che è vero l’esatto contrario”.
 
 

30 Luglio 2014

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