Violenza sulle donne. Dal Pd una proposta di legge regionale per integrare il ‘Reddito di Libertà’

Violenza sulle donne. Dal Pd una proposta di legge regionale per integrare il ‘Reddito di Libertà’

Violenza sulle donne. Dal Pd una proposta di legge regionale per integrare il ‘Reddito di Libertà’
“Dall’ultimo Rapporto annuale sulla violenza di genere nelle Marche è emerso che 663 sono le donne che si sono rivolte ai Centri Antiviolenza nel 2021, 180 in più rispetto al 2020, e che le violenze subite avvengono principalmente tra le mura domestiche, coinvolgendo direttamente o indirettamente, anche i figli, di cui 118 minori. Le istituzioni hanno il dovere di intervenire in maniera incisiva sull’aspetto economico”.

È ufficialmente iniziato l’iter istituzionale che porterà in discussione in Consiglio regionale la proposta di legge presentata dal consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti, per l’istituzione di un fondo volto a integrare le risorse nazionali del Reddito di Libertà alle donne vittime di violenza previste dal decreto legge n. 34/2020.

Ieri mattina, fa sapere Cesetti, “la IV commissione Sanità e Politiche sociali ha nominato i relatori del testo che saranno lo stesso Cesetti, per la minoranza, e Anna Menghi, per la maggioranza”.

“Dall’ultimo Rapporto annuale sulla violenza di genere nelle Marche, presentato in Consiglio regionale nella seduta aperta del 29 novembre 2022, – ricorda una nota – è emerso che 663 sono le donne che si sono rivolte ai Centri Antiviolenza nel 2021, 180 in più rispetto al 2020, e che le violenze subite avvengono principalmente tra le mura domestiche, coinvolgendo in questa spirale di sofferenza e dolore, direttamente o indirettamente, anche i figli, di cui 118 minori”.

“Fermo restando il preziosissimo lavoro svolto dai Centri Antiviolenza – afferma Cesetti – al fine di contrastare questo fenomeno, è assolutamente evidente che le istituzioni, e in particolare la Regione, hanno il dovere di intervenire in maniera incisiva sull’aspetto economico che rende le donne prigioniere di contesti domestici segnati da abusi e violenze”.

“Molto spesso, infatti – prosegue Cesetti -, le vittime, non disponendo di un adeguato reddito che potrebbe garantire loro indipendenza economica, per la paura di non riuscire a mantenere se stesse e i propri figli, rinunciano a denunciare i propri aguzzini e a liberarsi dai soprusi”’.

“L’obiettivo della nostra proposta di legge è proprio questo: sostenere e accompagnare le donne che hanno subito violenza e che sono prive di un lavoro stabile e retribuito, in un percorso di autonomia che miri anzitutto a liberarle insieme ai loro figli dal ricatto della dipendenza economica”.

La legge di bilancio 2023 approvata a dicembre dal governo nazionale ha “stanziato complessivamente appena 1 milione 850 mila euro”. Una cifra che il Pd giudica “inadeguata e, quindi, da integrare al più presto con risorse regionali”.

“Le risorse nazionali disponibili – spiega la consigliera dem Manuela Bora, cofirmataria della proposta di legge – vengono distribuite alle Regioni in base al numero di abitanti donne e vengono erogate direttamente dall’Inps fino al loro esaurimento. Oltre a non soddisfare neanche la platea delle donne che ne hanno diritto, l’importo erogabile è pari a euro 400 euro pro capite su base mensile per un massimo di 12 mensilità: una cifra che si pone purtroppo ben al di sotto della soglia di povertà”.

“Non è così che si aiutano le donne a raggiungere quell’indipendenza economica fondamentale ad allontanarsi da situazioni di pericolo e sopruso. – conclude -. Nella proposta di legge che abbiamo presentato, prevediamo che la Regione Marche stanzi in aggiunta alla quota nazionale altri 300 mila euro annui per il 2024 e il 2025, per poi autorizzare la spesa negli anni successivi attraverso le rispettive leggi di bilancio”.

08 Giugno 2023

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