Polizze per omesso adempimento crediti ECM: una strada non percorribile
Non solo un adempimento amministrativo. L’aggiornamento continuo rappresenta una condizione per la tutela assicurativa, un requisito deontologico verso i pazienti e un’opportunità di crescita per i professionisti sanitari.
Per i professionisti sanitari la formazione ECM è spesso associata a una parola: obbligo. Un numero di crediti da raggiungere entro la fine del triennio, una scadenza da rispettare, una procedura amministrativa da completare. Ma la realtà è molto più ampia.
Un requisito per la tutela professionale
Negli ultimi anni la normativa ha rafforzato il legame tra aggiornamento professionale e responsabilità sanitaria. Oggi la formazione continua non è solo un requisito formale: è anche una condizione che può incidere sulla tutela professionale del sanitario.
A partire dal triennio formativo 2023–2025, l’efficacia della copertura assicurativa di responsabilità civile professionale è infatti collegata al rispetto dell’obbligo formativo ECM: per mantenere valida la polizza è necessario aver acquisito almeno il 70% dei crediti previsti nel triennio.
A chiarimento normativo, questa soglia del 70% è prevista dal Decreto Ministeriale n. 232 del 2023, entrato in vigore il 16 marzo 2024, che attua l’articolo 10 comma 6 della Legge n. 24/2017 (Legge Gelli-Bianco).
L’obbligo Ecm resta pieno: per gli Ordini conta il completamento del 100% dei crediti del triennio, il 30% mancante non è facoltativo e non esonera dal rischio di far scattare sanzioni disciplinari.
E’ possibile sottoscrivere una copertura assicurativa per il mancato assolvimento degli obblighi formativi?
Sulla liceità di una copertura assicurativa per il mancato adempimento degli obblighi formativi sottoscritta dal singolo sanitario, ci sono pareri discordanti.
E’ tuttavia certo che tale comportamento espone il sanitario a una “premeditazione” che potrà essere valutata sia in sede Ordinistica sia in sede giudiziaria come un aggravante.
L’onere di verifica spetta agli Ordini Professionali e alle strutture dove i sanitari prestano la loro opera e a tali enti non sarà sufficiente documentare una copertura assicurativa per l’omesso adempimento dei Crediti Formativi; tale carenza potrà essere altresì oggetto di valutazione in sede giudiziaria.
Un dovere deontologico verso i pazienti
L’aggiornamento continuo è anche un impegno etico e deontologico. Le professioni sanitarie si fondano su una responsabilità profonda: prendersi cura della salute delle persone.
La medicina evolve rapidamente. Nuove evidenze scientifiche, nuove tecnologie, nuovi modelli organizzativi cambiano continuamente il modo di prevenire, diagnosticare e curare. In questo contesto, mantenere aggiornate le proprie competenze significa garantire ai pazienti cure sicure, appropriate e basate sulle migliori conoscenze disponibili.
Per questo la formazione continua è parte integrante dell’identità professionale del sanitario.
Un’opportunità di crescita professionale
Ma la formazione ECM non è soltanto una norma da rispettare o un dovere da adempiere. È soprattutto un’opportunità di sviluppo professionale.
Ogni percorso formativo permette di:
aggiornare le proprie competenze cliniche e scientifiche;
confrontarsi con colleghi e professionisti di altre discipline;
acquisire nuove metodologie e strumenti di lavoro;
migliorare la qualità delle decisioni cliniche e assistenziali.
La formazione continua diventa così uno spazio di confronto, innovazione e crescita, capace di accompagnare il professionista lungo tutta la sua carriera.
Dall’obbligo al valore
Considerare l’ECM solo come un obbligo significa limitarne il significato.
Viverla invece come uno strumento di crescita significa trasformarla in un investimento sulla propria professionalità. Un investimento che tutela il professionista, rafforza le competenze e contribuisce a migliorare la qualità dell’assistenza. Perché nella Sanità l’aggiornamento non è solo una regola da rispettare è parte integrante della responsabilità di chi ogni giorno si prende cura della salute degli altri.
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