Aids. Usa, il test per l’Hiv si fa in farmacia in venti minuti. Gratuitamente

Aids. Usa, il test per l’Hiv si fa in farmacia in venti minuti. Gratuitamente

Aids. Usa, il test per l’Hiv si fa in farmacia in venti minuti. Gratuitamente
L’iniziativa dei Centers for Disease Control and Prevention. Un progetto pilota da 1,2 milioni di dollari per rendere il test di sieropositività gratuito e accessibile a tutti i cittadini. Chiunque vorrà potrà presentarsi nelle farmacie e nei drugstore e fare un tampone salivare capace di individuare il virus.

“Lo scopo è quello di far diventare il test dell’Hiv tanto comune come misurarsi la pressione”. Questa, in poche semplici parole, la spiegazione che ha dato Jonathan Mermin, direttore della Division of HIV/AIDS Prevention dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi al nuovo progetto pilota partito questa settimana in Nord America: un programma da 1,2 milioni di dollari che vuole portare gratuitamente test per Hiv veloci – che si fanno con un prelievo di saliva – nella maggior parte delle farmacie degli Stati Uniti. Il progetto, che parte oggi e durerà per due anni, vuole rendere la diagnosi di Aids il più possibile accessibile ai cittadini. “Un esempio di come possiamo rendere il test una routine, e aiutare i medici a identificare le centinaia di migliaia di Americani che ancora non sanno di essere sieropositivi”, ha commentato Mermin.
 
Per gli Stati Uniti le stime per la percentuale di persone che fanno il test non sono buone: secondo le ultime ricerche circa un sieropositivo americano su cinque non saprebbe di aver contratto il virus dell’Hiv. Ma se possibile in Europa e in Italia la situazione è ancora peggiore, dato che sono il 25% dei sieropositivi italiani a non sapere di avere il virus, con conseguente rischio di contagio che questa inconsapevolezza comporta per il resto della società.
Una diagnosi tardiva infatti, oltre a rendere il trattamento molto più complicato, soprattutto se si sono sviluppati i primi sintomi dell’Aids, comporta che il virus possa essere nel frattempo stato trasmesso ad altri. Un dramma che diventa anche economico – come se non bastasse il terribile lato umano della situazione – poiché i malati costano molto al sistema sanitario e dunque alla società.
Ecco perché i CDC hanno deciso di distribuire gratuitamente i test veloci con la saliva, che tuttavia non sono una novità in campo medico. Questo tipo di kit per analisi veloci è stato approvato dall’Fda nel 2004, ma i test sono tornati nelle cronache statunitensi perché a maggio un board tecnico dell’ente statunitense, il Blood Products Advisory Committee, ne aveva raccomandato all’unanimità la distribuzione gratuita.
 
Il test è semplice e veloce, e anche piuttosto efficace.Inserendo un campione di saliva prelevato con un tampone, e immergendolo in una speciale soluzione, nel giro di appena venti minuti o poco più si ottiene una risposta, che è giusta nella stragrande maggioranza dei casi. Non sempre, dunque, e questo va specificato: nel 7% dei casi infatti il test può dare falsi negativi facendo risultare come non infette persone in realtà sieropositive, ma quasi mai dà falsi positivi (nei test che hanno portato all’approvazione del farmaco solo una persona su 5385 è risultata positiva al virus dell’Hiv, quando invece era sana). A guardare questi risultati, quindi, il test potrebbe non segnalare alcune sieropositività, e dunque il problema sanitario potrebbe rimanere in parte irrisolto. Tuttavia – spiegano gli esperti – l’iniziativa dei CDC potrebbe comunque avere un impatto culturale importante, nonché il lato positivo di individuare molti pazienti che conducevano le loro vite senza sapere di essere infetti: alle persone cui il test indica sieropositività, gli specialisti indicano il centro specializzato cui rivolgersi, sia per sottoporsi ad un esame del sangue che confermi il risultato del tampone, sia per poi iniziare la terapia corretta da seguire.
 
Senza contare che la diffusione potrebbe essere veramente capillare,dato che tra le farmacie che fanno parte del progetto ci sono tra le più famose catene di drugstore statunitensi, come Walgreens, Billings e altre. “Arrivano anche dieci persone al giorno, sia uomini che donne, soprattutto giovani”, ha spiegato a Reuters Bethany Kuechenmeister, la direttrice di uno dei negozi di Walgreens di Washington, che è un esempio di come dovrebbe funzionare tutto il progetto. Nello store in questione ci sono infatti ben tre operatori che hanno ricevuto una preparazione specifica proprio per effettuare questo test. “In più sono disponibili brochure e altri pamphlet informativi, e la nostra farmacia ha una partnership con due cliniche della zona. Ci vogliamo assicurare che le persone che risultano positive non rimangano senza l’aiuto di cui necessitano”, ha spiegato.
In questo modo inoltre – precisano i sostenitori del progetto – si può eliminare anche lo stigma cui possono essere vittima le persone che vanno a fare il test nei centri specializzati, poiché nelle farmacie statunitense si fanno numerosi altri test nella stessa maniera, come ad esempio quelli per il colesterolo. Un’ulteriore lato positivo per tutti quei pazienti che si sentono in imbarazzo a fare il test in clinica.
 
Infine, un ulteriore passo in avanti per i pazienti statunitensi potrebbe arrivare nei prossimi mesi, con la possibile approvazione da parte dell’Fda di un test analogo a quello che da oggi si può fare nelle farmacie – e addirittura della stessa casa produttrice OraSure Technologies Inc – ma che può essere comprato e fatto in casa in completa tranquillità. Certo però, con un metodo completamente fai-da-te potrebbe mancare il giusto sostegno psicologico ai pazienti, in caso di scoperta di sieropositività. Per capire se questo problema può essere un buon motivo per lasciare le analisi al personale di cliniche e farmacie, ci penserà l’ente statunitense, che ha previsto la decisione per il 7 luglio prossimo.
 
Laura Berardi

28 Giugno 2012

© Riproduzione riservata

Giornata mondiale della salute. “Collaborare e sostenere la scienza”. L’appello dell’Oms
Giornata mondiale della salute. “Collaborare e sostenere la scienza”. L’appello dell’Oms

“Collaborare e sostenere la scienza, i due motori trainanti per una salute migliore”. Questo l’appello lanciato dall’Organizzazione Mondiale della in occasione della Giornata Mondiale della Salute 2026.  La campagna “Insieme...

Dipendenza da oppioidi e prevenzione delle overdose. L’Oms verso l’aggiornamento delle linee guida
Dipendenza da oppioidi e prevenzione delle overdose. L’Oms verso l’aggiornamento delle linee guida

La dipendenza da oppioidi rimane una delle principali cause di morbilità e mortalità a livello globale. Si stima che nel 2023 circa 316 milioni di persone in tutto il mondo...

Sacche di plasma inutilizzabili nelle Marche. Cns: “Saranno usate dall’Iss per i test sulla sicurezza delle trasfusioni”
Sacche di plasma inutilizzabili nelle Marche. Cns: “Saranno usate dall’Iss per i test sulla sicurezza delle trasfusioni”

Le sacche di plasma non più utilizzabili per problemi di conservazione dell’Officina trasfusionale dell'ospedale Torrette di Ancona saranno inviate al Centro nazionale per il controllo e la valutazione dei farmaci...

Biotecnologie. Accordo triennale Italia–Stati Uniti: Biotecnopolo di Siena al lavoro su linee guida e progetti strategici
Biotecnologie. Accordo triennale Italia–Stati Uniti: Biotecnopolo di Siena al lavoro su linee guida e progetti strategici

La Fondazione Biotecnopolo di Siena ha partecipato ai lavori della Commissione Mista Italia–Stati Uniti per la cooperazione scientifica. Al centro, le biotecnologie.   È stato firmato un accordo triennale che...