L’allattamento esclusivo è ancora troppo poco adottato nel mondo, Italia compresa. Se l’avvio dell’allattamento nei paesi partecipanti appare in crescita, restano critici i livelli di allattamento esclusivo nei punti nascita e al sesto mese.
La fotografia è frutto di un’indagine presentata il 14 e 15 ottobre nella sede dell’Iss durante il tredicesimo incontro del BFHI Network, la rete internazionale che riunisce i coordinamenti nazionali della Baby-friendly Hospital Initiative (BFHI), l’iniziativa Oms-Unicef per la protezione, promozione e sostegno dell’allattamento nei servizi per la nascita.
I dati dell’indagine 2026 All’indagine della rete hanno risposto 28 Paesid all’Europa, Asia, Nord e Sud America e Oceania: 24 dispongono di un programma BFHI attivo e tre dei quattro restanti stanno lavorando per avviarlo. Le strutture per la nascita accreditate sono 1.209, pari in media a un terzo dei punti nascita nei 22 Paesi che hanno fornito il dato, con ampia variabilità tra Paesi. In queste strutture avviene circa il 41% dei parti.
L’approccio Baby-friendly si sta estendendo oltre l’ospedale: 16 Paesi lo applicano ai servizi sanitari di comunità (erano il 45% nel 2024). Due Paesi su tre segnalano però la necessità di indicazioni operative, risorse e indicatori dedicati. L’avvio dell’allattamento raggiunge in media l’87,8% (65,7% nel 2022). L’allattamento esclusivo dalla nascita alla dimissione negli ospedali riconosciuti e non si ferma invece al 49,1%, il valore medio più basso nei 16 anni di rilevazione, e a sei mesi scende al 22,6%. Nelle strutture Baby-friendly il contatto pelle a pelle immediato, l’avvio precoce e l’allattamento esclusivo alla dimissione risultano più frequenti rispetto alle medie nazionali, con differenze tra 11 e 18 punti percentuali. Si tratta di dati descrittivi, che non consentono inferenze causali. Restano aperte alcune criticità di sistema. Solo nel 25% dei Paesi il programma è gestito direttamente dal governo. Solo il 22% include i Dieci Passi, il Codice Internazionale per la commercializzazione dei sostituti del latte materno e la BFHI nella formazione pre-service delle professioni sanitarie.
La situazione in Italia: Secondo la Sorveglianza Bambine e Bambini 0-2 anni coordinata dall’Iss, nel 2025 l’allattamento esclusivo riguarda il 48,2% dei bambini e delle bambine a 2-3 mesi e il 39,3% a 4-5 mesi, con valori più bassi nel Sud rispetto al Centro-Nord. Rispetto al 2022 la prevalenza a 4-5 mesi è aumentata (39,3% contro 30%). Resta stabile, al 13%, la quota di bambini e bambine che non hanno mai ricevuto latte materno. Le differenze territoriali richiamano la necessità di interventi orientati all’equità. Nel maggio 2026 risultavano riconosciuti in Italia 36 ospedali e 12 comunità Amici delle bambine e dei bambini, oltre a 4 corsi di laurea Amici dell’allattamento. Un passaggio di rilievo è il nuovo Piano nazionale della prevenzione (PNP) 2026-2031, approvato con Intesa Stato-Regioni del 21 maggio 2026. Con il Programma Predefinito 12 il PNP dedica un programma alla promozione della salute nei primi mille giorni e prevede che entro il 2031 ogni Regione attivi almeno un percorso Baby-Friendly, ospedaliero o di comunità, come indicatore di implementazione. In questo quadro si inserisce il Task 6.5 della Joint Action europea PreventNCD, coordinato dall’Iss, che promuove la diffusione e il rafforzamento della Baby-Friendly Community a livello europeo. Il Task sviluppa strumenti operativi e formativi per estendere l’iniziativa ai servizi territoriali, lo stesso ambito che l’indagine internazionale indica come prioritario.
“In Italia – commenta Paolo Rozera, Direttore generale dell’Unicef Italia – l’Unicef porta avanti da molti anni le Baby-Friendly Initiatives (BFI) buone pratiche, basate su prove di efficacia, che proteggono, promuovono e sostengono l’allattamento, offrendo e garantendo al contempo cure e sostegno adeguati alle madri che non allattano. Le Baby-Friendly Initiatives comprendono 36 Ospedali e 12 Comunità riconosciuti Amiche delle bambine e dei bambini e 4 corsi di laurea Amici dell’Allattamento. Inoltre, fanno parte del programma dell’Unicef Italia ‘Insieme per l’allattamento’ oltre 1.050 Baby Pit Stop (BPS), aree allestite per accogliere i genitori che vogliono allattare o accudire il bambino quando si trovano fuori casa. Nel 2025, in Italia, sono nati circa 30mila bambini e bambine in territori con Ospedali riconosciuti dall’Unicef Amici delle Bambine e dei Bambini e sono state raggiunte quasi 20mila famiglie dalle Comunità Amiche; attraverso i percorsi proposti dall’Unicef sono circa 10mila operatori e operatrici con competenze specifiche. Negli ultimi 10 anni, sono quasi 600 le persone laureate nei Corsi di Laurea Amici dell’Allattamento”.
L’evento. All’incontro, organizzato all’Iss con la collaborazione dell’Unicef e della Joint Action europea PreventNCD, partecipano delegazioni di 33 Paesi e rappresentanti delle principali organizzazioni internazionali impegnate nella promozione dell’allattamento. Al centro del confronto la formazione degli operatori sanitari, il monitoraggio delle pratiche e l’estensione dell’iniziativa Baby-Friendly ai servizi territoriali.
“Ospitare questo incontro all’Iss ha un significato particolare in un momento in cui l’Italia, con il nuovo Piano nazionale della prevenzione, ha inserito i percorsi Baby-friendly tra gli obiettivi che ogni Regione è chiamata a raggiungere”, sottolinea Angela Giusti, co-direttrice del Centro Collaboratore Oms dell’Iss. Quasi nove famiglie su dieci avviano l’allattamento, ma molte non riescono a proseguirlo come desiderano. Per questo, osserva Giusti, oltre al sostegno dei servizi sanitari servono condizioni favorevoli nei luoghi di lavoro, nelle politiche per la genitorialità e negli spazi pubblici.