Allenamenti moderati o intensi aumentano consumo ossigeno nei pazienti con insufficienza cardiaca

Allenamenti moderati o intensi aumentano consumo ossigeno nei pazienti con insufficienza cardiaca

Allenamenti moderati o intensi aumentano consumo ossigeno nei pazienti con insufficienza cardiaca
Uno studio clinico randomizzato condotto in Germania indica che i pazienti con insufficienza cardiaca che hanno una frazione di eiezione preservata possono ottenere miglioramenti in termini di massimo consumo di ossigeno con un allenamento a intervalli ad alta intensità (HIIT) o con un’attività fisica continua moderata.

(Reuters Health) – Un gruppo di ricercatori del Center for Sports Cardiology presso lo University Hospital Klinikum rechts der Isar della Technical University of Munich – guidati da Martin Halle– ha assegnato 180 pazienti sedentari con insufficienza cardiaca cronica stabile a seguire un allenamento a intervalli ad alta intensità (HIIT) nella misura di 3 x 38 minuti a settimana, un allenamento continuo moderato (5 x 40 minuti a settimana), mentre il gruppo di controllo ha seguito le normali linee guida sull’attività fisica.
 
L’assegnazione è avvenuta in rapporto di 1:1:1. I partecipanti nei due gruppi di esercizio hanno effettuato allenamenti sotto la supervisione di un tecnico per tre mesi in una clinica, seguiti da nove mesi di workout a casa tramite telemedicina. L’obiettivo primario dello studio era valutare il massimo consumo di ossigeno a tre mesi e i ricercatori hanno fissato una differenza minima clinicamente importante tra i gruppi a 2,5 ml/kg/min.

A tre mesi è stata osservata una differenza statisticamente significativa nel massimo consumo di ossigeno rispetto al basale tra i gruppi HIIT (1,1 ml/kg/min) e allenamento continuo moderato (1,6 ml/kg/min) e tra entrambi i gruppi e il gruppo di controllo, il cui consumo massimo di ossigeno medio si è ridotto (-0,6 ml/kg/min). Tuttavia, nessuno dei confronti si è rivelato significativo a 12 mesi.

“Un HIIT eseguito tre volte a settimana ha avuto la stessa efficacia dell’allenamento continuo moderato cinque volte a settimana”, osserva Martin Halle, autore principale dello studio. “Gli adattamenti metabolici e funzionali indotti durante l’esercizio sono attivati principalmente dall’intensità, e superiore è lo sforzo, maggiori sono gli effetti sul metabolismo delle proteine, sulle miochine, ecc. Ciò ha un senso poiché più si provoca uno squilibrio, più le cellule sono forzate ad adattarsi”.

A tre mesi, 45 soggetti (80,4%) nel gruppo HIIT e 42 soggetti (76,4%) nel gruppo dell’allenamento continuo moderato avevano partecipato ad almeno il 70% delle sessioni di esercizio in clinica. Nel gruppo dell’HIIT, i partecipanti hanno completato una mediana di 2,5 sessioni o 96 minuti di esercizio a settimana nei primi tre mesi presso la clinica, mentre nel gruppo dell’allenamento continuo moderato hanno seguito una mediana di 4,4 sessioni o 176 minuti a settimana.
 
Quando i partecipanti hanno ricevuto il training a casa, la partecipazione mediana si è ridotta a 2,0 sessioni a settimana nel gruppo HIIT e a 3,6 sessioni a settimana nel gruppo dell’allenamento continuo moderato. Nel complesso, 102 pazienti (58%) hanno avuto eventi avversi, di cui 52 (30%) di grado grave. Non è stata rilevata alcuna differenza nei tassi di eventi avversi gravi tra il gruppo HIIT e quello dell’allenamento continuo moderato.

La sindrome coronarica acuta è stato l’evento avverso cardiovascolare più comune, seguito da un peggioramento dell’insufficienza cardiaca e da fibrillazione atriale. Un decesso per cause cardiache si è verificato nel gruppo HIIT, ma non era correlato al training.

Fonte: JAMA

Lisa Rapaport

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Lisa Rapaport

10 Febbraio 2021

© Riproduzione riservata

Life science excellence show. AI in sanità: il rischio non è l’algoritmo che sbaglia, è il sistema che non lo governa
Life science excellence show. AI in sanità: il rischio non è l’algoritmo che sbaglia, è il sistema che non lo governa

È in salute, l’intelligenza artificiale? La domanda – volutamente provocatoria – ha aperto il terzo talk del Festival dell’Innovazione dei Life Science Excellence Awards con un obiettivo chiaro: spostare l’AI...

Life science excellence show. Dati o opinioni? La sanità alla prova della vita reale
Life science excellence show. Dati o opinioni? La sanità alla prova della vita reale

Non è una disputa accademica, né una guerra di religione tra statistica e percezioni. Nel secondo talk del Festival dell’Innovazione dei Life Science Excellence Awards 2025 la domanda “dati o...

Life science excellence show. Cure che reggono nel tempo: chi paga l’innovazione (e con quali regole)
Life science excellence show. Cure che reggono nel tempo: chi paga l’innovazione (e con quali regole)

Il Festival dell’Innovazione dei Life Science Excellence Awards nasce per fare una cosa che, a parole, sembrerebbe facile: far incontrare l’innovazione con le regole che la rendono davvero accessibile. Nella...

Virus sinciziale, la campagna italiana con anticorpo monoclonale riduce drasticamente le ospedalizzazioni dei neonati
Virus sinciziale, la campagna italiana con anticorpo monoclonale riduce drasticamente le ospedalizzazioni dei neonati

A livello globale, le malattie respiratorie sono ancora una sfida aperta. Il Covid-19, e le influenze più in generale, hanno contribuito a rendere le patologie respiratorie (tra cui BPCO, asma,...