L’antibiotico-resistenza continua a rappresentare una minaccia crescente per la salute pubblica europea. Accanto ai batteri già da tempo sotto osservazione, come Klebsiella pneumoniae ed Escherichia coli, emergono altri patogeni resistenti ai carbapenemi, con un numero crescente di casi e focolai segnalati in diversi Paesi europei.
È in questo scenario che si inserisce il nuovo Protocollo dell’Ecdc per uno studio pilota europeo, previsto nel 2027, dedicato al complesso Enterobacter cloacae resistente ai carbapenemi (Crecc). L’obiettivo è ampliare la sorveglianza genomica degli Enterobacterales resistenti ai carbapenemi (Cre), rafforzando la capacità di individuare e monitorare la diffusione di ceppi potenzialmente ad alto rischio.
Una situazione epidemiologica in peggioramento
Secondo quanto evidenziato dall’Ecdc nel terzo aggiornamento della valutazione rapida del rischio sugli Enterobacterales resistenti ai carbapenemi, la situazione epidemiologica nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo continua a peggiorare. Tra gli sviluppi più preoccupanti figurano l’aumento dell’incidenza delle infezioni del sangue causate da Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi, la comparsa di ceppi che combinano caratteristiche di elevata virulenza e resistenza agli antibiotici e l’emergere di nuove specie di Enterobacterales portatrici di geni per la produzione di carbapenemasi, enzimi in grado di inattivare gli antibiotici carbapenemici.
A questi fenomeni si aggiungono la diffusione dei geni di resistenza attraverso plasmidi, elementi genetici che possono trasferirsi tra batteri, e il crescente rilevamento di ceppi ad alto rischio di Escherichia coli portatori di geni della carbapenemasi, con un potenziale rischio di diffusione anche nella comunità.
Enterobacter cloacae, un patogeno emergente sotto osservazione
Le precedenti indagini genomiche europee, tra cui EuSCAPE, l’indagine CCRE del 2019 e CRE25, si sono concentrate principalmente su Klebsiella pneumoniae ed Escherichia coli, tra gli Enterobacterales resistenti ai carbapenemi più frequentemente rilevati. Negli ultimi anni, tuttavia, anche il complesso Enterobacter cloacae resistente ai carbapenemi è emerso a livello globale, mostrando un’associazione con diversi tipi di carbapenemasi. In Europa sono stati descritti potenziali cloni ad alto rischio portatori di geni di resistenza e diversi Paesi hanno segnalato un numero crescente di casi, focolai e fenomeni di diffusione di batteri appartenenti a questo complesso produttori di carbapenemasi.
Un ulteriore elemento di attenzione arriva da una recente indagine della rete europea EURGen-Net, che ha ricostruito un focolaio transfrontaliero di Enterobacter hormaechei ST1344, portatore del gene di resistenza blaNDM-5.
Nel 2027 uno studio pilota europeo
Alla luce di queste evidenze, durante la riunione del 2025 della rete europea di sorveglianza dei geni di resistenza antimicrobica EURGen-Net, i partecipanti hanno individuato nel complesso Enterobacter cloacae resistente ai carbapenemi il gruppo batterico prioritario per sperimentare un ampliamento della sorveglianza genomica europea.
Il protocollo pubblicato dall’Ecdc definisce il quadro dello studio pilota previsto per il 2027, con l’obiettivo di estendere l’attenzione a patogeni emergenti finora meno rappresentati nelle principali indagini europee sui batteri resistenti ai carbapenemi. L’iniziativa si inserisce nel percorso di rafforzamento della sorveglianza dell’antibiotico-resistenza nell’Ue/See, in un contesto caratterizzato dalla crescente circolazione di geni di resistenza, dalla comparsa di nuovi ceppi batterici ad alto rischio e dalla documentata diffusione transfrontaliera di alcuni di essi.
Il Protocollo