Anziani e memoria. Per non perderla bisogna giocare al Pc

Anziani e memoria. Per non perderla bisogna giocare al Pc

Anziani e memoria. Per non perderla bisogna giocare al Pc
Più gli ultrasettantenni usano il computer, meno probabilità hanno di sviluppare i sintomi della demenza incipiente. Addirittura, rispetto a chi oltre a non usare il computer non fa nemmeno sport, il rischio di presentare deterioramento cognitivo lieve è addirittura dimezzato. Uno studio della Mayo Clinic.

Tenere la mente attiva, si dice, mantiene giovani. Se si vuole una prova di quello che potrebbe sembrare niente più di un luogo comune, bisogna leggere l’ultimo studio della Mayo Clinic: fare esercizio fisico in età avanzata fa bene, ma se si affianca a questa attività anche una più mentale, come usare il computer, fa ancora meglio. Lo studio, pubblicato proprio sulla rivista dell’organizzazione di ricerca dal titolo Mayo Clinic Proceedings, dimostrerebbe come l’interazione tra attività fisiche e l’uso del computer, avrebbe ottime ripercussioni sulla memoria degli over70.
 
Per dimostrarlo, gli scienziati statunitensi hanno osservato un campione di 926 persone di età compresa tra i 70 e i 93 anni per un anno, valutando la loro reattività tramite questionari sull’attività fisica e sull’uso della tecnologia: si tratta dei cosiddetti baby boomers, ovvero persone nate tra il 1945 ed il 1964 nei paesi che a seguito della Seconda guerra mondiale videro un grande incremento nelle nascite. “Tra i baby boomers ci sono alte percentuali di persone che invecchiando presentano i sintomi della demenza”, ha spiegato Yonas E. Geda, medico alla Mayo Clinic in Arizona. “Poiché sappiamo che l’uso del computer sta diventando sempre più diffuso anche in questa fascia di età, diventa interessante capire come questo possa influire sull’invecchiamento stesso di queste persone e sulle percentuali di demenza riscontrate”.
Ai partecipanti veniva chiesto quanto erano soliti fare attività fisica moderata, come la camminata veloce, l’escursionismo, l’aerobica, il nuoto, il doppio a tennis, lo yoga, le arti marziali. Allo stesso modo veniva loro chiesto quali attività stimolanti per la mente facevano quotidianamente: tra queste la lettura, l’artigianato, l’uso del computer, il suonare uno strumento o fare attività sociali o artistiche.
Ed è stato proprio dall’analisi di questi dati che è emersa una corrispondenza tra l’uso del computer e la minore probabilità di sviluppare demenza incipiente. Il deterioramento cognitivo lieve è lo stadio intermedio tra la normale perdita di memoria che avviene con l’invecchiamento e la nascita del morbo di Alzheimer. Dei partecipanti allo studio che non usavano il computer e non facevano sport, il 20,1% non aveva problemi cognitivi di alcun tipo, mentre il 37,1% presentava demenza incipiente. Al contrario, di coloro che si esercitavano sia a livello fisico che a livello mentale, erano il 36% a non presentare declino cognitivo e solo il 18,3% ad avere sintomi di deterioramento cognitivo lieve.
I ricercatori spiegano che ancora non è possibile dedurre niente con assoluta certezza da questi dati. “Saranno necessari ulteriori studi per verificare la scoperta”, ha concluso Geda. “Sicuramente questi dati aprono una discussione importante”. A maggior ragione la discussione dovrebbe essere importante in Europa, dato che il 2012 è stato proclamato dall’Oms proprio anno europeo per l’invecchiamento attivo.
 
Laura Berardi

04 Maggio 2012

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