Anziani. Sentire bene allontana la depressione

Anziani. Sentire bene allontana la depressione

Anziani. Sentire bene allontana la depressione
Un piccolo studio americano, pubblicato su JAMA Otolaryngology, suggerisce che per gli adulti più anziani, con grave perdita dell’udito, l’ impianto di un dispositivo cocleare può aiutare ad alleviare i sintomi della depressione. Un gruppo di ricercatori diretti da Frank R. 

(Reuters Health) – Pecedenti ricerche hanno collegato il deficit uditivo al rischio di depressione, che si evidenzia con l’isolamento sociale, la solitudine e la maggiore dipendenza dal consultare un caregiver, una condizione che in ultima analisi, comporta una scarsa qualità di vita, come segnalano i ricercatori.
 
Lo studio osservazionale
Partendo da questi presupposti il team di Frank R. Lin del Center on Aging and Health presso Johns Hopkins Medical Institutions di Baltimora,  ha osservato 113 persone di 50 anni o più, anziani con la perdita dell’udito che avevano ricevuto apparecchi acustici o impianti cocleari tra il 2011 e il 2014. I partecipanti sono stati informati prima di ricevere i dispositivi acustici con questionari adattati per la valutazione della depressione in età geriatrica, sia prima di ricevere il dispositivo che sei mesi e 12 mesi dopo averlo ricevuto. La depressione è stata valutata su una scala da zero a 15, nella quale il punteggio più alto indica la presenza di depressione.

Le evidenze
Si è dapprima evidenziato che i pazienti che avevano ricevuto gli impianti cocleari (e che avevano più gravi perdite uditive prima) avevano punteggi peggiori nella scala di valutazione della depressione al basale, rispetto a quelli ottenuti da chi ha ricevuto un altro dispositivo acustico per il supporto uditivo. Tuttavia entrambi i gruppi hanno mostrato un miglioramento dei punteggi di valutazione della depressione dopo il trattamento, ma solo i miglioramenti nei sintomi depressivi nel gruppo dell’impianto cocleare sono stati significativi. Più precisamente, 6 sei mesi dopo, i punteggi del gruppo destinatario dell’impianto cocleare sono scesi del 31% a un valore medio di 1,8, mentre il gruppo del dispositivo acustico ha segnato un punteggio medio di 1,1, con un calo del 28%. A 12 mesi, i destinatari degli impianti cocleari anno ottenuto ulteriori miglioramenti, pari a un calo del 38% nei sintomi della depressione, rispetto a prima di ricevere l’impianto, mentre nel gruppo dei dispositivi acustici i punteggi della scala di valutazione della depressione, sono regrediti ad un punteggio medio di 1.3, ovvero non significativamente diverso da quello ottenuto all’inizio dello studio. I ricercatori precisano infine che, in particolare, sono stati 8 i destinatari dell’impianto cocleare e 5 tra quelli del dispositivo acustico che al basale mostravano punteggi di valutazione già nella gamma della depressione e aggiungono che la metà dei partecipanti aveva più di 70 anni.

Le conclusioni
I ricercatori stessi sottolineano che la significativa regressione dei sintomi depressivi, osservata nel gruppo che aveva ricevuto l’impianto cocleare, poteva essere spiegata dal fatto questo gruppo ha avuto maggiori possibilità di miglioramento della depressione rispetto al basale. In altre parole, i punteggi di valutazione della depressione nel gruppo che ha ricevuto l’apparecchio acustico, non erano necessariamente così gravi all’inizio, quindi non c’era molto spazio per migliorare.

Va anche ribadito che trattandosi di uno studio osservazionale non è possibile evidenziare un rapporto diretto dell’effetto dell’impianto cocleare sui sintomi depressivi. In ogni caso, come sottolineano in conclusione, poiché molte persone credono che la perdita dell’udito sia una condizione comune dell’invecchiamento, e quindi la sottovalutano, è bene ribadire che la perdita dell’udito può avere effetti significativi e nocivi per la salute in generale e per le funzioni cerebrali, tra cui il deficit cognitivo, la demenza e la depressione.

Fonte: JAMA Otolaryngol 2016

Kathryn Doyle

(Versione italian Quotidiano Sanità/Popular Science) 

Kathryn Doyle

20 Maggio 2016

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