Adolescenti iperconnessi. Sopsi: “Fino al 13% a rischio dipendenza patologica”

Adolescenti iperconnessi. Sopsi: “Fino al 13% a rischio dipendenza patologica”

Adolescenti iperconnessi. Sopsi: “Fino al 13% a rischio dipendenza patologica”
Sono in aumento nei giovani tra i 14 e i 18 anni disturbi quali ansia, depressione, insonnia e difficoltà cognitive a causa delle troppe ore trascorse davanti a smartphone e altri device: più di 6 ore al giorno. L’allarme è stato lanciato in occasione della quarta giornata del 22° Congresso nazionale della Società italiana di psicopatologia che si chiude oggi a Roma. Giovanni Martinotti (Sopsi): “I giovani 3.0 meno creativi ed empatici, indifferenti al dolore altrui”.
 

Il 51% dei ragazzi tra i 15 e i 20 anni ha difficoltà a prendersi una pausa dalle nuove tecnologie tanto da arrivare a controllare in media lo smartphone 75 volte al giorno. Il 7% lo fa fino a 110 volte al giorno, secondo il sondaggio online condotto dall'Associazione Di.Te. (Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, Gap e Cyberbullism) su un campione di 500 persone di età compresa tra i 15 e i 50 anni. Ma a preoccupare psichiatri e neuropsichiatri infantili è un altro dato: fino al 13% degli adolescenti iperconnessi sono a rischio dipendenza patologica.
 
Sono, infatti, in aumento nei giovani tra i 14 e i 18 anni disturbi quali ansia, depressione, insonnia e difficoltà cognitive. Motivo? Le troppe ore trascorse davanti a smartphone e altri device: più di 6 ore al giorno. Like addiction, nomofobia (eccessiva paura di rimane senza il cellulare), vamping (moda degli adolescenti di trascorrere numerose ore notturne sui social media) e challenge o “sfide social”, le nuove patologie da iperconnessione che causano stati di tensione emotiva persistente.
 
È l’allarme lanciato in occasione della quarta giornata del 22° Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicopatologia, che si chiude oggi al Centro Congressi Rome Cavalieri Waldorf Astoria, dedicato al “Progetto Promozione Salute Mentale 20.20. Psicopatologia: connessioni, culture, conflitti”. Obiettivo: esplorare i diversi modi in cui la psicopatologia e la psichiatria entrano nelle complessità e nelle difficoltà del vivere contemporaneo.

“I giovani 3.0 non riescono proprio a staccarsi da cellulari, tablet, pc, playstation e social media – afferma Giovanni Martinotti della Sopsi (Università di Chieti) – e il bisogno di controllare continuamente lo smartphone magari per chattare non li abbandona neppure di notte. Spesso rimangono svegli fino all’alba a parlare e giocare con gli amici, leggere notifiche e messaggi. Questi comportamenti vanno ad influenzare negativamente la qualità del sonno, con conseguenze nocive per l’organismo, soprattutto per lo sviluppo del cervello, ed interferiscono sulle attività quotidiane dei ragazzi. I quali si isolano dal resto del mondo, chiusi nella loro stanza, spesso arrivano a rifiutare la scuola e ogni contatto che non preveda l'uso mediato del mezzo tecnologico. Sono molto più impulsivi, meno creativi, meno empatici e meno capaci di gestire le emozioni all'interno delle relazioni. Hanno grande difficoltà a gestire la noia, orientati a condividere tutto e subito, senza pensare alle conseguenze che ricadranno su di sé né tantomeno sugli altri perché poco sensibili a "condividere", paradossalmente, il dolore altrui”.
 
“Gli adolescenti tra i 14 e i 18 anni – aggiunge Francesca Pacitti (Università dell’Aquila) – trascorrono in media 6,26 ore al giorno davanti ai loro strumenti tecnologici preferiti per studiare, giocare, lavorare e socializzare. Fino al 13% di loro il rischio depressione e ansia è dietro l’angolo. I like e i commenti degli haters poi sono devastanti. Ma il problema non riguarda solo i giovanissimi. In un recente studio condotto nel 2017 su un campione di 300 studenti dell’Università dell’Aquila, nella fascia di età 18-25 anni, è emerso che il 6 per cento ha un rapporto patologico con internet, in particolare i maschi”.
 
Ma i genitori come possono capire se la dipendenza che caratterizza i ragazzi è nella norma o se invece sta diventando patologica? "Ci sono alcuni campanelli d’allarme caratteristici – spiega Pacitti – come l'alterazione del ciclo sonno-veglia, l’isolamento sociale e il mutare di alcuni tratti caratteriali. I genitori quando c'è un'alterazione delle abilità relazionali e sociali devono interrogarsi su cosa sta succedendo ai loro figli e favorire il più possibile il dialogo. Se questo non dovesse bastare, allora è bene rivolgersi a personale esperto. L’obiettivo è favorire un uso intelligente delle tecnologie da parte degli adolescenti, dal punto di vista del tempo e della qualità”.
 
Infine, Bernardino Carpiniello (Università di Cagliari): “La dipendenza da internet, pur non riconosciuta ufficialmente come patologia nei sistemi diagnostici internazionali (DSM e ICD), di fatto costituisce un problema clinico per il quale sono stati sviluppati interventi psicoterapeutici specifici, tra cui le psicoterapie di tipo cognitivo-comportamentale, di gruppo o individuali”.
 

24 Febbraio 2018

© Riproduzione riservata

Tumore del fegato, STRIDE amplia le prospettive terapeutiche
Tumore del fegato, STRIDE amplia le prospettive terapeutiche

Il tumore del fegato rappresenta una sfida clinica e terapeutica complessa perché spesso esordisce “in silenzio”. In questo contesto, il regime immunoterapico STRIDE rappresenta una nuova opzione di trattamento per...

Pandemie. L’Onu adotta la Dichiarazione politica su prevenzione e risposta alle emergenze. Oms: “Ora rispettare gli impegni”
Pandemie. L’Onu adotta la Dichiarazione politica su prevenzione e risposta alle emergenze. Oms: “Ora rispettare gli impegni”

“L’Oms accoglie con favore il forte impegno degli Stati membri dell’Onu a continuare a lavorare insieme sulla prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie. Il mondo ha fatto molta strada dal...

Russia. L’Oms non sa di cosa sia morta la ricercatrice. E accetta la versione di Mosca
Russia. L’Oms non sa di cosa sia morta la ricercatrice. E accetta la versione di Mosca

C'è una frase, nell'aggiornamento pubblicato il 10 ottobre dall'Organizzazione mondiale della sanità, che dovrebbe mettere a disagio chiunque abbia a cuore la credibilità delle istituzioni sanitarie internazionali: "Il 2 ottobre...

Pandemie. Oms, individuare le nuove minacce sanitarie entro 24 ore. Lanciata la strategia globale al 2030
Pandemie. Oms, individuare le nuove minacce sanitarie entro 24 ore. Lanciata la strategia globale al 2030

Individuare e comprendere le nuove minacce sanitarie entro 24 ore dalla loro comparsa, per intervenire tempestivamente ed evitare che i focolai si trasformino in epidemie o pandemie. È l’ambizioso obiettivo...