ASCO 2017. Nuove applicazioni di atezolizumab per il trattamento di un’ampia gamma di tumori

ASCO 2017. Nuove applicazioni di atezolizumab per il trattamento di un’ampia gamma di tumori

ASCO 2017. Nuove applicazioni di atezolizumab per il trattamento di un’ampia gamma di tumori
Al congresso di Chicago l’annuncio di Roche dopo i dati ricavati dagli studi di fase I,II e III. I ricercatori: “Il nostro programma di sviluppo delle immunoterapie antitumorali prevede un approccio onnicomprensivo che mira a ripristinare l’attività del sistema immunitario contro il tumore. I dati ottenuti con una vasta gamma di farmaci e associazioni potrebbero migliorare gli esiti di molti pazienti oncologici”

L’immunoterapia è anche quest’anno uno dei temi principali del 53° Congresso Americano di Oncologia Medica (ASCO) in corso a Chicago. I dati ricavati dagli studi di fase I, II e III, presentati al congresso da Roche sottolineano che atezolizumab (anti PD-L1potrebbe essere associato con successo ad altre immunoterapie, farmaci a bersaglio molecolare e svariate chemioterapie per il trattamento di un’ampia gamma di tumori.
 
“Applicando la nostra ricerca sull’immunoprofilazione tumorale e sul ciclo immunitario del tumore, stiamo accelerando ed espandendo i benefici sostanziali già registrati con atezolizumab a un maggior numero di pazienti oncologici”ha dichiarato Sandra Horning, MD, Chief Medical Officer e Head of Global Product Development.
 
“Il nostro programma di sviluppo delle immunoterapie antitumorali prevede un approccio onnicomprensivo che mira a ripristinare l’attività del sistema immunitario contro il tumore. Al congresso ASCO di quest’anno presenteremo i dati ottenuti con una vasta gamma di farmaci e associazioni, che a nostro parere potrebbero migliorare gli esiti di molti pazienti oncologici”, ha aggiunto.
 
Carcinoma renale
I dati ottenuti in uno studio condotto con atezolizumab più bevacizumab (farmaco anti-angiogenesi) su una particolare forma di carcinoma renale metastatico (mRCC) evidenziano come bevacizumab, oltre ad presentare proprietà immunomodulatorie, incrementi l’infiltrazione (migrazione) dei linfociti T all’interno dei tumori.
 
Lo studio IMmotion150 è uno studio di fase II, internazionale e multicentrico disegnato per valutare l’efficacia e la sicurezza di atezolizumab + bevacizumab, atezolizumab in monoterapia o sunitinib in monoterapia in 305 pazienti affetti da RCC non pretrattato, localmente avanzato o metastatico. I primi dati sull’attività della combinazione di atezolizumab+bevacizumab sono stati già presentati in occasione di un precedente congresso; al congresso ASCO vengono presentati i dati dei pazienti che dopo progressione in corso di terapia con sunitinib o atezolizumab  sono passati alla terapia con la combinazione atezolizumab più bevacizumab (crossover), rispettivamente il 77% e il 75% dei pazienti.
 
Questa associazione terapeutica ha evidenziato un’importante attività clinica nei pazienti che hanno effettuato il crossover. Nello specifico il tasso di risposta globale (ORR) è stato del 26% in tutti i pazienti che hanno effettuato il crossover (28% nei pazienti che hanno effettuato il crossover post-sunitinib; 24% nei pazienti che hanno effettuato il crossover post-atezolizumab), con una sopravvivenza mediana libera da progressione (PFS) pari a 8,8 mesi. Nei pazienti trattati che hanno effettuato il crossover non è stato osservato alcun nuovo segnale di sicurezza.
 
IMmotion150: A Phase II trial in untreated metastatic renal cell carcinoma (mRCC) patients (pts) of atezolizumab (atezo) and bevacizumab (bev) vs and following atezo or sunitinib (sun). Oral abstract 4505 Monday 5 June, 08:00 – 11:00 CDT
 
Carcinoma polmonare
Dallo studio di fase III OAK, i cui dati di sopravvivenza sono già stati presentati precedentemente, è stata presentata un’analisi che ha valutato l’impatto del trattamento con atezolizumab anche dopo progressione radiologica della malattia (PD) nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) avanzato.
Il disegno dello studio permetteva, ai pazienti in trattamento con atezolizumab e in presenza di un beneficio clinico, di proseguire il trattamento anche dopo PD (in base ai criteri di valutazione della risposta nei tumori solidi [RECIST] v1.1) fino alla scomparsa di beneficio clinico secondo il giudizio medico dello sperimentatore.
 
Questi pazienti hanno ottenuto un beneficio clinico prolungato pari a 12,7 mesi di sopravvivenza globale (OS) (intervallo di confidenza [IC] al 95% 9,3–14,9), contro gli 8,8 mesi (6,0 – 12,1) dei soggetti trattati con altre terapie antitumorali dopo PD.
 
In tutti i sottogruppi con diversi livelli di espressione di PD-L1, sono state osservate risposte a livello delle lesioni tumorali bersaglio e stabilizzazione post-PD.
 
Ciò dimostra come atezolizumab sia in grado di fornire beneficio clinico anche dopo progressione radiologica della malattia (PD) e indipendentemente dai livelli di espressione di PD-L1. 
 
Impatto del trattamento con atezolizumab (atezo) dopo progressione della malattia (TBP) nell’NSCLC avanzato: risultati tratti dallo studio randomizzato di fase III OAK. Abstract orale TPS5090, martedì 6 giugno, 09:45 – 12:45 CDT
 
Inoltre, i dati aggiornati di efficacia e sicurezza relativi ai bracci C–E dello studio di fase Ib GP28328, incoraggiano l’uso di atezolizumab in associazione a varie chemioterapie a dimostrazione dell’elevata tollerabilità dell’immunoterapia Roche.
L’endpoint primario dello studio era la sicurezza.
 
Tabella con i dati aggiornati di efficacia e sicurezza relativi ad atezolizumab nei bracci di associazione C–E


 

Arm C
(carboplatin /paclitaxel)
(n=25)

Arm D (carboplatin/pemetrexed)
(n=25)

Arm E
(carboplatin /nab-paclitaxel)
(n=26)

Confirmed response rate

 

 

 

ORR, n (%)

9 (36)

17 (68)

12 (46)

CR, n (%)

0

1 (4)

4 (15)

PR, n (%)

9 (36)

16 (64)

8 (31)

SD, n (%)

12 (48)

4 (16)

9 (35)

PD, n (%)

3 (12)

3 (12)

3 (12)

Median PFS (95% CI), months

7.1 (4.2–8.3)

8.4 (4.7–11.0)

5.7 (4.4–14.8)

Median OS (95% CI), months

12.9 (8.8–21.3)

18.9 (9.9–27.4)

17.0 (12.7–NE)
 

Gli ORR confermati e i dati maturi di OS forniscono ulteriori evidenze dell’esistenza di una sinergia tra l’attività antitumorale di atezolizumab e la chemioterapia.
 
Abstract 9092, Poster Board: #418. Lung Cancer—Non-Small Cell Metastatic Saturday 6 June 2017, 08:00 – 11:30 CDT
 
Fonte: Comunicato stampa

04 Giugno 2017

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