Autismo. Per dieta e terapie sensoriali prove ancora scarse

Autismo. Per dieta e terapie sensoriali prove ancora scarse

Autismo. Per dieta e terapie sensoriali prove ancora scarse
Mancano prove sufficientemente robuste a sostegno delle terapie sensoriali e delle diete utilizzate nei bambini affetti da disturbi dello spettro autistico. È quanto emerge da due recenti revisioni degli studi, condotte negli Stati Uniti e pubblicate da Pediatrics.

(Reuters Health) – Sono poche o scarse le evidenze a sostegno di molte terapie popolari che dovrebbero essere d’aiuto ai bambini affetti da disturbi dello spettro autistico (ASD). Lo sottolineano due nuove revisioni della letteratura scientifica. Una prima revisione ha trovato qualche prova a favore delle terapie rivolte ai problemi sensoriali, che potrebbero fornire almeno qualche beneficio a breve termine, mentre la seconda revisione ha trovato pochissimi elementi a sostegno dell’utilizzo di diete speciali o supplementi nutrizionali nei bambini con disturbo dello spettro autistico.
 
“Le informazioni che abbiamo a disposizione non sono organizzate – dice Catherine Lord, che dirige il Centro per l’autismo e lo sviluppo del cervello New-York Presbyterian a White Plains – Abbiamo bisogno di trovare modalità più efficaci per la raccolta sistematica dei dai sui trattamenti”.

 
La revisione delle terapie sensoriali
“Le persone con autismo possono essere iper-sensibili rispetto a ciò che appare, a ciò che si sente o agli odori – dice Amy Weitlauf, che con i colleghi del Vanderbilt University Medical Center di Nashville ha coordinato la revisione – ma può accadere anche il contrario, ovvero che siano ipo-sensibili». Il team ha esaminato i dati di 24 studi che testavano l’efficacia e la sicurezza delle terapie per i problemi sensoriali da autismo, tra cui 20 studi randomizzati e controllati. Le terapie effettuate sono state suddivise in sei gruppi sulla base di ciò che comprendeva il trattamento: dall’esposizione a sensazioni diverse, come essere toccati o il movimento, all’esposizione a sensazioni ambientali, come la musicoterapia, il massaggio, o ad altri tipologie di approccio. Nel complesso, queste terapie hanno migliorato i punteggi della capacità sensoriali e motorie. In particolare, l’esposizione a terapie ambientali ha migliorato alcuni aspetti cognitivi ,mentre il massaggio ha attenuato la gravità dei sintomi e i problemi sensoriali. In tutti i casi, tuttavia, le evidenze non erano sufficientemente robuste e gli studi limitati a brevi periodi di tempo.

La revisione degli studi sulle diete
Per la seconda revisione, i ricercatori hanno esaminato le diete speciali e i supplementi nutrizionali utilizzati per trattare i sintomi autistici. Sono stati analizzati 19 studi randomizzati controllati che prendevano in esame terapie come l’uso di supplementi di omega-3, alimenti senza glutine o privi di caseina. Sono mancate prove sufficienti a sostegno di una qualunque delle diete o delle terapie; inoltre, i supplementi con omega-3 erano legati a eventi collaterali come infezioni e problemi gastrici.
 
”Anche se non abbiamo prove chiare che documentino la sicurezza e l’efficacia, molte famiglie di bambini con autismo provano diverse diete e integratori alimentari – Zachary Warren, autore senior anche lui della Vanderbilt University Medical Center – C’è spesso la percezione che questi trattamenti saranno ‘sicuri’ e che avranno meno effetti collaterali rispetto ai farmaci convenzionali, ma nei casi in cui i genitori hanno risorse economiche limitate, tali risorse dovrebbero essere spese in terapie dai benefici comprovati. Gli stessi medici dovrebbero stare accanto alle famiglie e supportare questa motivazione fornendo una conoscenza trasparente delle prove e dei danni”. Ci sono comunque progressi nello sviluppo di nuovi trattamenti per l’autismo.
 
“Quello che è importante da ora in avanti è testare questi trattamenti nel modo più rigoroso possibile e fare attenzione a non giungere a conclusioni fino a quando non siano state condotte prove definitive”, commenta in un editoriale Geraldine Dawson, della Duke University School of Medicine di Durham in North Carolina.

 
Fonte: Pediatrics

 
Andrew M. Seaman

 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Andrew M. Seaman

29 Maggio 2017

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