Autismo. “Serve un tangibile cambio di rotta nelle diagnosi entro il quinto anno di vita”. Ecco il manifesto degli esperti

Autismo. “Serve un tangibile cambio di rotta nelle diagnosi entro il quinto anno di vita”. Ecco il manifesto degli esperti

Autismo. “Serve un tangibile cambio di rotta nelle diagnosi entro il quinto anno di vita”. Ecco il manifesto degli esperti
In un “Manifesto per ripensare l’Autismo” neuropsichiatri infantili, pedagogisti e filosofigli chiedono anche un approfondito ripensamento organizzativo dei servizi  dedicati per l’assistenza all’infanzia. “In numerosi casi tra i 12-36 mesi in situazioni di stress evolutivo si può riscontrare un comportamento che richiama le manifestazioni autistiche che non è una sintomatologia definita ma una risposta psico-biologica a seguito di una consistente difficoltà evolutiva"

Come specialisti impegnati da decenni nel campo delle patologie e delle difficoltà evolutive dei minori sentiamo la necessità e l’urgenza di rendere noto alle autorità sanitarie e all’opinione pubblica la pericolosa situazione che regna nel campo della diagnosi e cura del disturbo dello spettro autistico”.

Questo è l’incipit del “Manifesto per ripensare l’Autismo” che vede tra i primi firmatari i neuropsichiatri infantili Michele Zappella, Gianmaria Benedetti, Roberto Carlo Russo, Emidio Tribulato, i pedagogisti Daniele Novara, la psicologa Valeria Mazza e il filosofo Marco Macciò.

“Fermiamoci un secondo e osserviamo la precocità delle diagnosi – chiede il pedagogista Daniele Novara – ogni bambino che presenta delle difficoltà evolutive viene subito segnalato come sospetto autismo e le famiglie ricevono pressioni per iniziare cure specialistiche. Il problema è che questa spirale difficilmente tiene conto del mondo affettivo-relazionale del bambino e dei suoi bisogni più veri e profondi. Non vengono nemmeno prese in considerazione le possibilità che le difficoltà possano essere transitorie se affrontate con opportuni interventi sul bambino stesso e sul suo contesto famigliare”.

Il Manifesto avverte del dilagare di una fobia dell’autismo che spesso porta a sovvertire l’ambiente familiare e talora può giungere a comportamenti estremi da parte di alcuni genitori. Nel testo vengono riportati molti dati, ma uno balza maggiormente all’occhio: le diagnosi di autismo sono aumentate negli ultimi anni di circa duecento volte: dal valore di 5 su 10.000 degli anni ‘90 al valore attuale che negli Usa è di 260/10000 e in Italia di 129/10000

“Dati falsati dai cambiamenti delle modalità diagnostiche che oggi si fondano prevalentemente su test comportamentali che non sono in grado di fare una diagnosi differenziale capace di evidenziare la prevalenza di problematiche comunicative, educative e relazionali in famiglia – precisa il neuropsichiatra infantile Michele Zappella – oggi possono essere svolti interventi in grado di migliorare enormemente la situazione tenendo conto del contesto pedagogico, funzionale e comunicativo dell’ambiente, dei sentimenti, delle emozioni e dei bisogni affettivi dei bambini”.

“In numerosi casi nella fascia 12-36 mesi in situazioni di stress evolutivo – evidenzia il neuropsichiatra Roberto Carlo Russo – si può riscontrare un comportamento che richiama le manifestazioni autistiche che non è una sintomatologia definita ma una risposta psico-biologica a seguito di una consistente difficoltà evolutiva: il bambino si chiude in un comportamento simil-autistico in attesa che l’ambiente possa indirizzarlo verso un percorso evolutivo adeguato al superamento della difficoltà di sviluppo”.

“Se un bambino o una bambina si chiude nei confronti del mondo esterno in età molto precoce, quando ancora la personalità non ha avuto modo di svilupparsi – afferma il neuropsichiatra Emidio Tribulato – possono insorgere situazioni che portano a notevoli ansie, paure, disturbi del comportamento e tanta sofferenza alle quali non è indicato rispondere con diagnosi di autismo ma piuttosto con percorsi che prendano in considerazione tutta la sfera educativa, affettiva e relazionale”.

Il Manifesto si conclude con un appello alle autorità sanitarie, alle associazioni scientifiche e al Ministero della Salute per avviare un lavoro di ripensamento approfondito della situazione e dell’organizzazione dei servizi per l’assistenza all’infanzia.

Firme del Manifesto
Prof. Michele Zappella Neuropsichiatra Infantile
Dr. Gianmaria Benedetti, Neuropsichiatra Infantile
Prof. Roberto Carlo Russo, Pediatra, Neuropsichiatra Infantile
Dr. Emidio Tribulato, Psicologo, Neuropsichiatra Infantile
Dr. Daniele Novara, Pedagogista
Dr.ssa Valeria Mazza, Psicologa
Dr. Marco Macciò, Filosofo

29 Marzo 2024

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