Bambini: se il genitore fuma aumentano le assenze a scuola

Bambini: se il genitore fuma aumentano le assenze a scuola

Bambini: se il genitore fuma aumentano le assenze a scuola
Nei bambini tra i 6 e gli 11 anni, un quarto delle assenze a scuola sono dovute a malattie causate dall’esposizione al fumo passivo. L’allarme lanciato da uno studio pubblicato su Pediatrics.

Per i genitori, ecco un altro motivo per smettere di fumare. I bambini che vivono in case in cui è presente un fumatore fanno più assenze a scuola rispetto a quelli che vivono in case smoking-free. È il risultato di uno studio condotto da ricercatori del Massachusetts General Hospital e pubblicato su Pediatrics che mostra come tra le conseguenze del fumo passivo ci siano maggiori tassi di malattie respiratorie che si traducono in un maggior assenteismo scolastico.
“Nei bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni che vivono con fumatori, tra un quarto e un terzo delle assenze scolastiche è dovuto al fumo respirato in casa”, ha commentato il primo firmatario dello studio Douglas Levy, del Mongan Institute for Health Policy presso il Massachusetts General Hospital.
Lo studio ha coinvolto più di 3.000 bambini. Il 14 per cento di essi viveva con almeno un fumatore – l’8 per cento con uno solo, il 6 per cento con almeno 2. Questo significa che circa 2,6 milioni di bambini americani sono esposti al fumo passivo tra le mura domestiche, sottolineano i ricercatori.
Per i bambini che vivono con un solo fumatore, il team ha registrato un aumento medio di 1,06 giorni di assenza rispetto ai bambini non esposti a fumo passivo. Valore che arriva a 1,54 nei bambini che vivono con più di un fumatore.
Le malattie associate all’esposizione a fumo passivo – in genere infezioni all’orecchio o disturbi polmonari – contribuiscono per il 24 per cento delle assenze per i bambini che vivono con un fumatore e per il 34 per quelli che vivono almeno con due. Inoltre, i ricercatori hanno calcolato i costi associati all’assistenza dei bambini rimasti a casa a causa del fumo: ammontano a circa 227 milioni di dollari in giornate di lavoro perse o in retribuzioni di un eventuale caregiver. E, ha sottolineato Levy, “circa la metà delle persone che fumano in casa prese in considerazione nel nostro studio ha un reddito basso”. Perciò, per quanto la cifra non sia esorbitante, l’impatto sulle tasche delle famiglie potrebbe essere rilevante.
Non solo, “l’impatto sulla salute del vivere con un fumatore è probabilmente molto più ampio di quanto il nostro studio mostri, dal momento che noi abbiamo indagato soltanto tre condizioni associate al fumo passivo mentre sappiamo che ne esistono molte altre”, ha aggiunto il ricercatore. Come se non bastasse, “i livelli di assenza che abbiamo riportato rappresentano dei valori medi e sicuramente ci sono dei bambini che fanno più assenze di quanto riescano a evidenziare i nostri dati”. Dicerto "servono ulteriori studio per capire le conseguenze a lungo termine sulla salute, sullo sviluppo e sull’economia dell’esposizione al fumo passivo”, ha concluso. 

06 Settembre 2011

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