Big Pharma Europa: “Ue trovi presto nuova sede Ema. Dopa la Brexit non può restare a Londra”

Big Pharma Europa: “Ue trovi presto nuova sede Ema. Dopa la Brexit non può restare a Londra”

Big Pharma Europa: “Ue trovi presto nuova sede Ema. Dopa la Brexit non può restare a Londra”
La sede dell’Ema non può restare a Londra. Lo chiede l’Efpia, la Federazione delle aziende farmaceutiche europee. E per farlo ha scritto una lettera dove indica anche le caratteristiche che dovrà avere la città prescelta. Tra i requisiti essenziali: un sistema di trasporti eccellente, un edificio in grado di ospitare il gran numero di meeting e un numero di alloggi sufficiente. La decisione dovrà essere presa entro giugno. LA LETTERA

Dopo la Brexit, le autorità europee devono spostare l'Ema da Londra e devono farlo in fretta. Lo chiedono i capi della ricerca dell'industria farmaceutica e l’Efpia, l'organizzazione delle aziende produttrici di farmaci europee. La stessa organizzazione ha anche indicato le caratteristiche che dovrebbe avere la città prescelta per la nuova sede e, stando ai requisiti annoverati, anche Milano potrà concorrere.
 
“L'Ema – si legge nella lettera aperta sul trasferimento dell'Agenzia europea dei medicinali -. è un regolatore di classe mondiale, le cui raccomandazioni scientifiche costituiscono un elemento fondamentale per fornire ai cittadini dell'UE farmaci efficaci, sicuri e di alta qualità”. Nella Lettera viene poi sottolineata anche l’importanza della “farmacovigilanza che consente di individuare rapidamente le problematiche della sicurezza dei medicinali e la loro analisi, consentendo così un'azione rapida per salvaguardare la salute pubblica”.

“Per più di due decenni – continua ancora la Lettera – gli Stati membri dell'UE hanno beneficiato e si sono affidati al lavoro svolto dall'Ema per l'approvazione di nuove medicine, per la farmacovigilanza e per il monitoraggio della sicurezza. È allarmante pensare che tali attività fondamentali potrebbero trovare degli impedimenti a causa dell'uscita del Regno Unito dall'UE. Per dirla in breve, in caso di ostacoli o interruzioni l'Europa non ha una soluzione di backup”.

Diversi paesi europei hanno avanzato la propria candidatura per ospitare l'Ema. “La deliberazione sul futuro dell'agenzia deve essere presa il più presto possibile, preferibilmente nella riunione del Consiglio Europeo di giugno – prosegue l'Efpia – Un requisito fondamentale della nuova sede deve essere una connettività world class, per gestire le 36 mila visite annuali di esperti. Un sistema di trasporti eccellente, un edificio in grado di ospitare il gran numero di meeting che l'agenzia organizza ogni anno, un numero di alloggi sufficiente, l'accesso a scuole internazionali per lo staff, opportunità di lavoro per i partner sono inoltre probabilmente dei prerequisiti necessari per ogni processo di selezione della sede”.

Ovviamente nelle Lettera si sottolinea anche come durante il trasferimento “occorrerà prevedere adeguati meccanismi di transizione per consentire il proseguimento dell'attività dell'Agenzia”. In altre parole, anche nei giorni in cui l’Ema cambierà sede le attività non dovranno mai essere interrotte. “I decisori di Bruxelles – conclude la Lettera – non dovranno perdere di vista l'obiettivo comune a cui tutti lavoriamo: la protezione e la promozione della salute pubblica".

24 Aprile 2017

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