BPCO: tozorakimab efficace sulle riacutizzazioni nello studio MIRANDA

BPCO: tozorakimab efficace sulle riacutizzazioni nello studio MIRANDA

BPCO: tozorakimab efficace sulle riacutizzazioni nello studio MIRANDA

Risultati positivi per tozorakimab nella BPCO dallo studio di Fase III MIRANDA. L’anticorpo monoclonale ha mostrato una riduzione statisticamente significativa e clinicamente rilevante delle riacutizzazioni moderate e gravi della patologia rispetto al placebo. Il beneficio è stato osservato sia nei non fumatori, sia nella popolazione complessiva, con un profilo di sicurezza favorevole e in linea con gli studi precedenti

Buone notizie per chi soffre di BPCO arrivano dallo studio clinico registrativo di Fase III MIRANDA: tozorakimab ha determinato una riduzione statisticamente significativa e clinicamente rilevante del tasso annualizzato di riacutizzazioni moderate e gravi. Il beneficio è stato osservato sia nella popolazione primaria (ex fumatori), sia nella popolazione globale, che includeva anche fumatori attuali, indipendentemente dalla conta eosinofila e dalla gravità della funzionalità polmonare.

Tozorakimab è un anticorpo monoclonale, potenziale first-in-class, diretto contro IL-33, citochina di cui inibisce selettivamente sia la forma ridotta, sia quella ossidata. Un meccanismo, questo, che punta a ridurre l’infiammazione e a interrompere il ciclo di disfunzione delle secrezioni mucose alla base del peggioramento della malattia.

Lo studio
I pazienti hanno ricevuto 300 mg di tozorakimab o placebo, in aggiunta allo standard di cura, ogni due settimane. Lo studio ha arruolato soggetti con BPCO che continuavano a presentare riacutizzazioni moderate o gravi nonostante la terapia inalatoria. I risultati si aggiungono ai dati positivi degli studi registrativi di Fase III OBERON e TITANIA, che hanno valutato tozorakimab con somministrazione ogni quattro settimane.

“Questi risultati si aggiungono al crescente corpus di prove che indicano come tozorakimab abbia apportato benefici clinici significativi ai pazienti affetti da BPCO che necessitano urgentemente di nuove opzioni terapeutiche – sottolinea Frank Sciurba, Professore di Medicina polmonare e terapia intensiva dell’Università di Pittsburgh, principale investigatore del programma LUNA – Attualmente, circa la metà dei pazienti continua a soffrire di riacutizzazioni anche quando segue le terapie inalatorie standard, il che li espone al rischio di gravi conseguenze per la salute, tra cui il ricovero ospedaliero e il decesso”

“Questi dati dimostrano ulteriormente il notevole potenziale di tozorakimab come farmaco biologico “first-in-class”, dotato di un meccanismo d’azione realmente differenziato, in grado di inibire la segnalazione delle forme ridotte e ossidate di IL-33 per agire sui fattori alla base della BPCO – aggiunge Sharon Barr, Executive Vice President, BioPharmaceuticals R&D, AstraZeneca – Non vediamo l’ora di condividere questi dati con le autorità regolatorie e la comunità scientifica il più presto possibile.”

Tozorakimab è stato generalmente ben tollerato, con un profilo di sicurezza favorevole in linea con gli studi precedenti. I dati saranno presentati alle autorità regolatorie e condivisi con la comunità scientifica in occasione di un prossimo convegno medico.

M.L.

22 Aprile 2026

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