Caldo, SIMEU presenta il Percorso Calore: primo PDTA nazionale dal 118 alla terapia sub-intensiva

Caldo, SIMEU presenta il Percorso Calore: primo PDTA nazionale dal 118 alla terapia sub-intensiva

Caldo, SIMEU presenta il Percorso Calore: primo PDTA nazionale dal 118 alla terapia sub-intensiva

SIMEU ha completato il Position Paper “Percorso Calore”, un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale che definisce per la prima volta a livello nazionale la gestione integrata delle patologie da calore, dal soccorso territoriale del 118 fino alla terapia sub-intensiva. Il documento standardizza riconoscimento, trattamento e presa in carico dei pazienti.

La Società Italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza (SIMEU) ha completato il Position Paper “Percorso Calore”, il primo Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale nazionale dedicato alla gestione integrata delle patologie da calore.

Il documento definisce un modello operativo che parte dal soccorso territoriale del 118 e arriva fino alla terapia sub-intensiva, con l’obiettivo di rendere più omogeneo e tempestivo il riconoscimento e il trattamento dei pazienti colpiti da patologie correlate alle alte temperature.

I contenuti essenziali del documento sono stati anticipati il 2 luglio 2026 al Tavolo interistituzionale dal dottor Mario Guarino, vicepresidente nazionale SIMEU e direttore della Medicina d’Emergenza-Urgenza dell’Ospedale CTO di Napoli.

Guarino: “Il colpo di calore è un’emergenza tempo-dipendente”

Il Position Paper nasce dalla necessità di strutturare una risposta clinico-organizzativa a un fenomeno in crescita. Secondo i dati richiamati da SIMEU, negli ultimi vent’anni la mortalità correlata al calore nelle persone con più di 65 anni è aumentata del 54%.

In assenza di trattamento tempestivo, la mortalità del colpo di calore classico può raggiungere l’80%, mentre quella del colpo di calore da sforzo arriva al 33%.

“Il colpo di calore è un’emergenza tempo-dipendente, esattamente come l’infarto o l’ictus, ma non ha ancora una rete che lo tratti come tale”, dichiara Guarino. “L’obiettivo terapeutico è portare la temperatura centrale sotto i 39 gradi entro trenta minuti dal riconoscimento. Questo significa che il raffreddamento va iniziato sul posto, prima del trasporto, non al momento dell’arrivo in Pronto soccorso”.

I quattro pilastri del Percorso Calore

Il “Percorso Calore” si articola su quattro linee operative. La prima riguarda il triage dedicato e il fast-track, con criteri clinici ed epidemiologici per identificare precocemente i pazienti a rischio fin dal primo accesso: anziani, fragili, persone con patologie croniche e lavoratori esposti.

La seconda linea prevede protocolli clinico-assistenziali standardizzati per la gestione immediata del colpo di calore, della disidratazione severa e dello scompenso di patologie preesistenti.

Il terzo pilastro è l’integrazione tra rete ospedaliera e rete territoriale, con flussi informativi e percorsi protetti di dimissione verso assistenza primaria e ADI. Il quarto riguarda la preparazione e rimodulazione delle risorse nei periodi critici, con criteri di attivazione straordinaria degli organici e delle aree di osservazione in concomitanza con i bollettini di allerta meteo-climatica.

Le indicazioni operative: temperatura rettale, raffreddamento precoce e stop agli antipiretici

Il documento definisce standard operativi puntuali. Tra questi, la misurazione della temperatura rettale come unico metodo attendibile per rilevare la temperatura centrale e il raffreddamento attivo precoce, da interrompere a 38,6 gradi per prevenire il fenomeno dell’afterdrop.

Il Position Paper indica inoltre il divieto di utilizzare antipiretici, la necessità di dotazioni specifiche sulle ambulanze nel periodo dal 1° maggio al 30 settembre e la formazione annuale del personale di 118, Pronto soccorso, OBI e semi-intensiva, da completare entro il 30 aprile.

Pazienti anziani e terapie croniche: la riconciliazione farmacologica

Uno spazio specifico del documento è dedicato al paziente anziano e alla revisione della terapia cronica. Per SIMEU, infatti, molti accessi in Pronto Soccorso legati al caldo non riguardano solo il colpo di calore in senso stretto, ma lo scompenso acuto di patologie croniche precipitato dall’esposizione alle alte temperature.

“La maggior parte degli over 65 non arriva in Pronto Soccorso per un colpo di calore in senso stretto, ma per lo scompenso acuto di patologie croniche precipitato dall’esposizione al caldo”, osserva Guarino. “Molti farmaci di uso quotidiano si comportano da moltiplicatori di danno”.

Per questo, sottolinea il vicepresidente SIMEU, la riconciliazione farmacologica all’ingresso e una lettera di dimissione chiara per il medico di famiglia sono parte integrante della cura.

“La riconciliazione farmacologica all’ingresso e una lettera di dimissione che dica con chiarezza al medico di famiglia cosa è stato sospeso e perché sono parte integrante della cura”, aggiunge.

La proposta di SIMEU alle istituzioni

SIMEU ribadisce la propria disponibilità a collaborare con il Ministero della Salute per integrare i contenuti del “Percorso Calore” nelle direttive ministeriali operative per le stagioni estive e per promuoverne la diffusione su scala nazionale.

“Il punto non è la competenza, che nei nostri Pronto Soccorso c’è”, conclude. “Il punto è l’omogeneità. Un paziente con colpo di calore deve trovare lo stesso percorso e gli stessi tempi ovunque si trovi. Il documento è pronto, la disponibilità a lavorarci insieme alle istituzioni anche”.

24 Luglio 2026

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