Cancro. Individuata una disfunzione genetica che cambia la risposta del paziente alla chemioterapia

Cancro. Individuata una disfunzione genetica che cambia la risposta del paziente alla chemioterapia

Cancro. Individuata una disfunzione genetica che cambia la risposta del paziente alla chemioterapia
La scoperta, pubblicata sulla rivista Science, è stata condotta da un team di ricercatori dell’Iss in collaborazione con il Cnr coordinati dal Goustave Roussy Cancer Campus. Si tratta di un gene che codifica per il recettore FPR1 (Formyl Peptide Receptor 1) espresso sulle cellule del sistema immunitario, deputato al riconoscimento del tumore stesso. 

È stata identificata una mutazione genetica che, laddove presente, rende inefficace uno specifico trattamento chemioterapico, a base di antracicline o oxaliplatino, nei pazienti rispettivamente con carcinoma mammario e del colon. Identificare la mutazione è stato possibile grazie all’uso di dispositivi microfluidici costruiti ad hoc nel laboratorio dell’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del Cnr, del gruppo di Luca Businaro.
 
È questa in sintesi la conclusione a cui è giunta un’equipe coordinata da Guido Kroemer del Gustave Roussy Cancer Campus e del Centre de Recherche des Cordeliers di Parigi, che ha visto coinvolto in prima linea un gruppo congiunto di ricercatori Iss-Cnr, in uno studio uscito sulla rivista Science. “L’individuazione di un link genetico predittivo della risposta alle chemioterapie basate su determinati farmaci – afferma Walter Ricciardi, Presidente dell’Iss – può avere una grande importanza per lo sviluppo di nuove terapie in quanto pone le basi per strategie terapeutiche in grado di aggirare il 'difetto' in quei pazienti oncologici che lo presentano”.
 
Si tratta di un gene che codifica per il recettore FPR1 (Formyl Peptide Receptor 1) espresso sulle cellule del sistema immunitario, deputato al riconoscimento del tumore stesso. In seguito al trattamento con chemioterapici in grado di indurre morte cellulare immunogenica (una morte della cellula cancerosa che attivi la risposta immunitaria contro il tumore stesso), il tumore esprime diverse molecole che il sistema immunitario prontamente capta. Una di queste, chiamata Annessina A1, si lega proprio al recettore FPR1 attivando la risposta immunitaria.
 
“I nostri studi – spiega Fabrizio Mattei, capofila tra i ricercatori del Dipartimento di Ematologia, Oncologia e Medicina Molecolare dell’ISS impegnati nell’indagine – hanno evidenziato come in mancanza del recettore FPR1 sulle cellule immunitarie o dell’Annessina A1 sulle cellule carcinomatose trattate con antracicline o oxaliplatino, le cellule immunitarie sono quasi inibite, o comunque meno abili a captare le cellule maligne e quindi meno attive nel migrare verso il tumore. Risultano, in altre parole, incapaci di instaurare interazioni stabili con la cellula tumorale, requisito fondamentale per l’attivazione di una risposta immunitaria efficace”.
 
I ricercatori dell’Iss hanno dimostrato il ruolo dell’interazione FPR1-Annessina A1 mediante un monitoraggio in tempo reale del movimento delle cellule del sistema immunitario verso le cellule tumorali sottoposte a chemioterapia. Gli studi in vivo effettuati nel laboratorio di Kroemer hanno infatti confermato la necessità che il sistema immune abbia il recettore FPR1 funzionale, affinché la chemioterapia sia efficace.

“È importante sottolineare – dichiara Businaro – che la ricostituzione su chip microfluidici di microambienti cellulari complessi ha diversi vantaggi. In primis, permette di simulare sotto al microscopio processi estremamente difficili da osservare all’interno del corpo umano, costituendo, dunque, un nuovo e potente strumento di misura per lo studio sull’interazione tra popolazioni di cellule. In secondo luogo, questo approccio, grazie all’utilizzo di poche cellule provenienti dal donatore, è un passo decisivo per ricostruire in vitro organismi complessi ed apre la strada non solo alla riduzione dell’utilizzo di animali in laboratorio, ma anche alla messa a punto di test diagnostico-predittivi per terapie personalizzate al servizio del paziente”.

04 Novembre 2015

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