Cancro infantile. Oms: sopravvivenza fino al 90% nei Paesi ad alto reddito, nei sistemi sanitari più deboli si ferma intorno al 40%

Cancro infantile. Oms: sopravvivenza fino al 90% nei Paesi ad alto reddito, nei sistemi sanitari più deboli si ferma intorno al 40%

Cancro infantile. Oms: sopravvivenza fino al 90% nei Paesi ad alto reddito, nei sistemi sanitari più deboli si ferma intorno al 40%

Pubblicate per la prima volta stime comparabili a livello nazionale sulla sopravvivenza a cinque anni per la leucemia linfatica di bambini e adolescenti in 194 Paesi. Restano forti disuguaglianze geografiche e legate all’età. Ogni anno circa 400mila bambini e adolescenti sviluppano un tumore. L’obiettivo dell’Oms è portare la sopravvivenza ad almeno il 60% a livello globale entro il 2030.

Per un bambino o un adolescente colpito da tumore le probabilità di sopravvivere continuano a dipendere fortemente dal luogo in cui vive. Nei Paesi ad alto reddito i tassi di sopravvivenza raggiungono l’80-90%, mentre nei contesti caratterizzati da sistemi sanitari più deboli si attestano su livelli nettamente inferiori, più vicini al 40%.

A fotografare queste disuguaglianze sono i nuovi dati dell’Iniziativa globale dell’Oms per la lotta contro il cancro infantile (GICC), che ha reso disponibili attraverso l’Osservatorio globale della salute dell’Organizzazione le prime stime comparabili a livello nazionale sulla sopravvivenza a cinque anni per la leucemia linfatica infantile e adolescenziale in 194 Paesi.

È la prima volta che le stime di sopravvivenza vengono elaborate utilizzando una metodologia comune in tutti gli Stati membri dell’Oms. Una base di riferimento standardizzata che consentirà di monitorare i progressi, confrontare i risultati e individuare le aree nelle quali gli investimenti sono più urgenti. I dati permetteranno inoltre all’Oms e ai governi di verificare i progressi verso l’obiettivo fissato dalla GICC: aumentare la sopravvivenza al cancro infantile ad almeno il 60% a livello globale entro il 2030.

Il quadro emerge dal rapporto “Misurare la sopravvivenza, guidare il cambiamento: promuovere l’equità attraverso l’Iniziativa globale dell’Oms per il cancro infantile”, pubblicato nel maggio 2026, che documenta progressi nella sopravvivenza ma anche il persistere di importanti disuguaglianze geografiche e legate all’età.

Ogni anno circa 400mila bambini e adolescenti sviluppano un tumore

Secondo le stime dell’Oms, ogni anno circa 400mila bambini e adolescenti sviluppano un tumore. E se la maggior parte dei tumori infantili è altamente curabile, le possibilità di sopravvivenza rimangono fortemente condizionate dal Paese di residenza.

Le regioni Oms del Pacifico occidentale e dell’Europa hanno raggiunto alcuni dei livelli stimati di sopravvivenza più elevati. La Regione africana e alcune aree del Mediterraneo orientale continuano invece a confrontarsi con forti disuguaglianze nella tempestività della diagnosi, nell’accesso ai farmaci essenziali e nella disponibilità di cure di alta qualità.

“Il cancro infantile è uno degli indicatori più chiari delle prestazioni di un sistema sanitario – ha affermato Roberta Ortiz, responsabile medica per il cancro infantile presso il Programma oncologico dell’Oms –. Quando i governi investono nella copertura sanitaria universale, che includa la lotta contro il cancro infantile, la sopravvivenza migliora drasticamente”.

L’analisi economica, sottolinea inoltre l’Oms, evidenzia la necessità di investire nella lotta contro i tumori infantili, considerandola un investimento ottimale nell’ambito della prevenzione e del controllo delle malattie non trasmissibili, compreso il cancro.

Per gli adolescenti il divario è ancora più ampio

Il rapporto richiama l’attenzione anche sulla fascia tra i 15 e i 19 anni, nella quale il divario di sopravvivenza risulta più ampio rispetto a quello osservato tra i bambini da 0 a 14 anni. Una differenza che diventa ancora più marcata nei Paesi a basso e medio reddito.

Tra gli ostacoli persistenti figurano i ritardi nella diagnosi, le lacune nel passaggio tra i servizi pediatrici e quelli destinati agli adulti e la scarsità di dati sull’assistenza oncologica agli adolescenti. A questo si aggiunge il fatto che gli adolescenti sono colpiti da tipologie di tumore differenti rispetto ai bambini più piccoli e necessitano quindi di percorsi assistenziali diversi.

Quasi l’80% della popolazione mondiale non è coperta da un registro tumori

La disponibilità dei dati resta uno dei principali punti critici. Quasi l’80% della popolazione mondiale non è infatti coperta da un registro tumori basato sulla popolazione e, in alcune regioni, fino al 43% dei casi di tumore infantile non viene diagnosticato né trattato.

Per rafforzare la registrazione dei tumori e migliorare la qualità dei dati, la Global Initiative for Cancer Registry Development (ChildGICR) e l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Oms hanno formato 125 operatori sanitari in 27 territori.

L’obiettivo: un milione di vite in più salvate entro il 2030

Nel 2025 l’obiettivo globale di raggiungere una sopravvivenza del 60% ai tumori infantili entro il 2030 è stato formalmente inserito nella dichiarazione politica della riunione di alto livello dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili.

Un passaggio che, sottolinea l’Oms, testimonia un impegno politico globale senza precedenti. Attraverso una pianificazione coordinata per il controllo dei tumori infantili, un impegno politico costante e investimenti strategici, conclude l’Organizzazione, l’obiettivo di salvare un milione di vite in più entro il 2030 è a portata di mano.

23 Settembre 2026

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