Coricarsi a orari diversi favorisce obesità, diabete e ipertensione

Coricarsi a orari diversi favorisce obesità, diabete e ipertensione

Coricarsi a orari diversi favorisce obesità, diabete e ipertensione
Non solo poche ore di sonno, ma anche variare ripetutamente l’ora in cui si va a dormire favorisce l’insorgenza della sindrome metabolica. E il rischio aumenta proporzionalmente al ritardo del momento di coricarsi: se questo ritardo è compreso tra i 60 e i 90 minuti, il rischio di sindrome metabolica sale del 27%

(Reuters Health) – La mancanza di sonno è da tempo correlata a un’ampia gamma di cosiddette anomalie metaboliche, tra cui obesità, ipertensione, ipercolesterolemia e diabete. Tuttavia, la maggior parte delle ricerche si è concentrata sull’effetto del numero medio di ore di sonno delle persone e non sulle variazioni orarie della routine del sonno.
 
Lo studio


Tianyi Huang e colleghi, del Brigham and Women’s Hospital e della Harvard Medical School di Boston, hanno invitato 2.003 pazienti ad analizzare a casa il proprio sonno usando dispositivi noti come attigrafi, che valutano i movimenti durante la notte e i cicli sonno-veglia. In media, queste persone dormivano 7,15 ore a notte e andavano a letto attorno alle 23:40. Quasi i due terzi presentavano più di un’ora di variazione nella durata del sonno e il 45% più di un’ora di variazione nell’orario di coricamento.
 
707 partecipanti, il 35%, manifestavano la cosiddetta sindrome metabolica, con aumento del rischio di cardiopatia, ipertensione, iperglicemia, eccesso di grasso attorno al girovita e livelli anormali di colesterolo o trigliceridi. Rispetto alle persone che presentavano meno di un’ora di variazione nella durata del sonno, quelle la cui durata del sonno variava da 60 a 90 minuti avevano il 27% in più delle probabilità di avere la sindrome metabolica.

L’aumento del rischio saliva al 41% nelle persone con una variazione da 90 a 120 minuti nella durata del sonno e raggiungeva il 57% nei soggetti con più di due ore di variazione. Rispetto alle persone con non più di mezz’ora di variazione nell’orario di coricamento notturno, quelle il cui orario variava tra 30 a 60 minuti presentavano un rischio analogo di sindrome metabolica. Tuttavia, il rischio era del 14% più elevato quando gli orari variavano dai 60 ai 90 minuti e il 58% più elevato quando variavano di oltre 90 minuti.
 
“Il motivo per cui una maggiore variabilità ha un effetto negativo sulla salute metabolica potrebbe avere a che fare con i nostri orologi biologici”, osserva Kristin Knutson, ricercatrice presso la Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago, non coinvolta nello studio.“Abbiamo ritmi interni di 24 ore di molti processi che influiscono sul metabolismo e per una funzionalità ottimale questi ritmi dovrebbero essere sincronizzati tra loro e con l’ambiente. Se dormiamo a orari differenti e non per lo stesso numero di ore, i nostri orologi biologici possono avere difficoltà a stare sincronizzati, il che potrebbe comprometterne la funzionalità”.

Fonte: Diabetes Care
 
Lisa Rapaport
 
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)
 

Lisa Rapaport

05 Luglio 2019

© Riproduzione riservata

Una ricerca identifica i punti ciechi nel triage medico dell’intelligenza artificiale
Una ricerca identifica i punti ciechi nel triage medico dell’intelligenza artificiale

ChatGPT Health, uno strumento di intelligenza artificiale (IA) ampiamente utilizzato dai consumatori che fornisce indicazioni sanitarie direttamente al pubblico, compresi consigli su quanto urgentemente cercare assistenza medica, potrebbe non riuscire...

Usa, la Fda lancia nuove linee guida per accelerare l’approvazione di terapie per malattie ultra-rare
Usa, la Fda lancia nuove linee guida per accelerare l’approvazione di terapie per malattie ultra-rare

Con l’obiettivo di accelerare l’approvazione delle terapie individualizzate su pazienti con malattie molto rare, la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha pubblicato una nuova bozza di linee guida per...

L’IA anticipa la diagnosi delle anomalie cerebrali fetali al primo trimestre di gravidanza
L’IA anticipa la diagnosi delle anomalie cerebrali fetali al primo trimestre di gravidanza

Un algoritmo di deep learning in grado di analizzare automaticamente la regione posteriore del cervello fetale nelle ecografie effettuate tra 11 e 14 settimane di gravidanza, individuando con precisione i...

Definizione e classificazione di Otc e Sop. Assosalute-Federchimica: “Linee guida Aifa primo passo verso maggiore chiarezza”
Definizione e classificazione di Otc e Sop. Assosalute-Federchimica: “Linee guida Aifa primo passo verso maggiore chiarezza”

“Un primo passo di un percorso verso l'aggiornamento regolatorio, la modernizzazione e la valorizzazione del settore dell’automedicazione”. Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica, accoglie così l’adozione delle...