Covid. Ginecologi, neonatologi e pediatri: “Senza vaccino possibili gravi rischi anche per le donne in gravidanza e bambini”

Covid. Ginecologi, neonatologi e pediatri: “Senza vaccino possibili gravi rischi anche per le donne in gravidanza e bambini”

Covid. Ginecologi, neonatologi e pediatri: “Senza vaccino possibili gravi rischi anche per le donne in gravidanza e bambini”
Appello al Ministero della Salute affinché “sia promossa il più possibile la vaccinazione delle donne in gravidanza ed in allattamento oltreché dei bambini di età superiore ai 12 anni (e più piccoli quando vaccini dedicati saranno disponibili); si instauri un coordinamento centralizzato, come in altri Paesi Europei, per la vaccinazione di queste categorie al fine di evitare disparità a livello locale e regionale; l’informazione su questi temi sia veicolata in maniera scientificamente valida e con la adeguata competenza specialistica”.

“Il COVID-19 rappresenta un grave problema di sanità pubblica e, da un punto di vista di medicina clinica, una malattia potenzialmente molto grave soprattutto per l’età avanzata ed alcune categorie di persone. Tuttavia, queste caratteristiche non devono e non possono far ignorare le manifestazioni del Covid-19 nelle giovani donne in età fertile ed in età neonatale e pediatrica. Benché chiaramente il problema rappresentato dal Covid-19 sia più grave in altre categorie di soggetti, l’eccessiva diffusione di informazioni spesso non da fonti ufficiali e di fake news, che osserviamo al momento, rischia di generare una percezione sbagliata del rischio e delle conseguenze per donne giovani e bambini”.
 
Lo sottolineano in una nota comune i presidenti di diverse società scientifiche italiane: Società Italiana di Neonatologia, Presidente Prof. Fabio Mosca;
SIP Società Italiana di Pediatria, Presidente Prof.ssa Annamaria Staiano; SIGO Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, Presidente Prof. Antonio Chiàntera; AOGOI Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani, Presidente Dott.ssa Elsa Viora; AGUI Associazione Ginecologi Universitari Italiani, Presidente Prof. Nicola Colacurci; SIMP Società Italiana di Medicina Perinatale, Presidente Prof. Luca Ramenghi; AGITE Associazione Ginecologi Territoriali, Presidente Dott.ssa Valeria Dubini; ESPNIC Società Europea di Rianimazione Pediatrica e Neonatale, Presidente Prof. Daniele De Luca.
 
Nella nota si sottolinea che sono stati effettuati diversi studi di alta qualità in questi mesi che evdenziano come:
– il Covid-19 può avere manifestazioni più gravi nelle donne in gravidanza che al di fuori della gravidanza;
– le gravidanze complicate dal Covid-19 esitano più spesso in un parto prematuro che può mettere seriamente a rischio la vita del piccolo e generare tutte le complicazioni tipiche della prematurità;
– il virus SARS-CoV-2 può trasmettersi, ancorché raramente, dalla madre al feto e causare rari casi di Covid-19 neonatale anche grave;
– il Covid-19 in età pediatrica può avere conseguenze gravi non solo in fase acuta, ma anche a distanza di settimane come la sindrome infiammatoria multi-sistemica (PIMS).
 
Le Società scientifiche affermano poci che: “È necessario comprendere che, con l’aumentare della diffusione della vaccinazione in altre fasce di età, i bambini più piccoli inizino a rappresentare una popolazione proporzionalmente più a rischio poiché suscettibile all’infezione da SARS-CoV-2, al contrario delle persone vaccinate. Non sono ancora a disposizione vaccini specificamente approvati per i bambini di età inferiore a 12 anni, ma gli studi disponibili dimostrano chiaramente come gli anticorpi prodotti nelle madri sottoposte a vaccinazione passino nel sangue fetale attraverso la placenta e poi nel latte materno proteggendo così neonati e lattanti. L’esperienza accumulata in questi mesi di campagna vaccinale, unita ai dati preclinici, mostra chiaramente come i vaccini a mRNA siano assolutamente sicuri sia per le donne in gravidanza, sia per le donne che allattano. In alcuni centri di riferimento nel mondo (come a Parigi, in Israele, in Belgio, in Irlanda, negli USA) la vaccinazione in gravidanza viene offerta di routine. Non esistono controindicazioni diverse dal resto della popolazione alla vaccinazione. Il vaccino non influisce sulla fertilità della donna, né vi è alcun motivo per rimandare una gravidanza”.
 
La nota comune sottolinea poi il fatto che “queste indicazioni sono fornite anche in Italia (vedi ultima Circolare del Ministero del 4 agosto: “La vaccinazione anti-SARS-CoV-2 non è controindicata in gravidanza”), oltre che da molte prestigiose Società scientifiche internazionali”.
 
E infine si ricorda che la stessa “Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo ha ribadito in un documento del 25 giugno 2021 “WHO does not recommend pregnancy testing prior to vaccination. WHO does not recommend delaying pregnancy or terminating pregnancy because of vaccination.”
 
Da qui l'appello finale delle Società scientifiche al Ministero della Salute e a tutte le istituzioni perché:
– sia promossa il più possibile la vaccinazione delle donne in gravidanza ed in allattamento oltreché dei bambini di età superiore ai 12 anni (e più piccoli quando vaccini dedicati saranno disponibili);
– si instauri un coordinamento centralizzato, come in altri Paesi Europei, per la vaccinazione di queste categorie al fine di evitare disparità a livello locale e regionale;
– l’informazione su questi temi sia veicolata in maniera scientificamente valida e con la adeguata competenza specialistica.

01 Settembre 2021

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