“E’ necessario che dentro l’Aifa venga istituita una sezione Anifa. Un settore, cioè, completamente dedicato al comparto dell’automedicazione che merita attenzione e monitoraggio perché va incontro alle esigenze del cittadino, orientandolo verso l’utilizzo responsabile di un prodotto efficace e sicuro, contribuisce al sostegno dell’economia del Paese e fa bene ai bilanci dello Stato perché mettere in pratica un'automedicazione corretta e responsabile contribuisce a ridurre i costi a carico dello sistema sanitario nazionale: 300 milioni di utenti ed oltre 3 miliardi di fatturato rappresentano una realtà che va monitorata e sostenuta”.
E’ questa, in sintesi, la proposta lanciata dal sen. Luigi d’Ambrosio Lettieri, segretario della Commissione Sanità di Palazzo Madama, intervenendo all’incontro organizzato stamane a Roma dall’Anifa (Associazione nazionale italiana Farmaci automedicazione) “Dieci anni di automedicazione: così il 'bollino rosso' ha cambiato la nostra salute”.
“La parola d’ordine è proseguire sulla strada di una continua e tenace azione di sforzo culturale da cui l’Aifa non può chiamarsi fuori”, afferma, “ per garantire un percorso che unisce l’assoluta sicurezza del paziente, alla necessità di fornire risposte efficienti ed efficaci ad oltre 6 milioni di persone che per alcune difficoltà specifiche hanno diritto ad ottenere un accesso completo e più agevole alle informazioni che riguardano l’utilizzo di farmaci senza ricetta. Può rivelarsi utile la realizzazione di una campagna di sensibilizzazione e informazione e l’attuazione di una forte sinergia tra gli attori interessati, tra medici, farmacisti e interlocutori istituzionali”.
“Apprezzo il rigore con cui Anifa e il presidente Brovelli hanno portato avanti la politica di sviluppo del settore anche nel livello interlocutorio con la parte politica”, sottolinea d’Ambrosio Lettieri, “Anche in occasione dell’indagine realizzata dalla Commissione Sanità del Senato sulla contraffazione e la vendita dei farmaci on line, l’Anifa ha assunto sempre un atteggiamento responsabile e costruttivo”.
“Le regole, infatti, soprattutto in un settore delicato come quello farmaceutico, servono a proteggere il cittadino”, prosegue, “Se in Italia gli effetti iatrogeni sono molto lontani da quelli che si registrano in altre parti del mondo, lo si deve alla legislazione attuale che ha saputo appunto proteggere la comunità dagli abusi”.
“In questa ottica, la conferma della connotazione della farmacia come presidio socio assistenziale si rivela confortante sotto il profilo della sicurezza pubblica”, conclude, “un aspetto, quello del welfare della sanità che potrebbe essere gravemente compromesso se le indiscrezioni sui tagli nella spending review trovassero riscontro e che va difeso dalle aggressioni e dagli effetti di una crisi che sta sconvolgendo il sistema. Per fronteggiare crisi e tagli, una delle strade possibili, e a mio parere imprescindibili, sarebbe la sollecitazione di un accordo di filiera intelligente che consenta ad un comparto che sostiene il Pil del Paese ed esporta più di qualsiasi altro settore, con un effetto moltiplicativo nell’indotto, di non soccombere lasciando sul campo oltre 10mila posti di lavoro”.