Dal Giappone dilaga il fungo Candida auris. È allarme rosso negli ospedali europei e Usa. Perché molto contagioso e in alcuni casi mortale

Dal Giappone dilaga il fungo Candida auris. È allarme rosso negli ospedali europei e Usa. Perché molto contagioso e in alcuni casi mortale

Dal Giappone dilaga il fungo Candida auris. È allarme rosso negli ospedali europei e Usa. Perché molto contagioso e in alcuni casi mortale
E’ un nuovo fungo, isolato per la prima volta in Giappone nel 2009, che si sta diffondendo rapidamente in tutto il globo. E’ estremamente contagioso e molto invasivo. Soprattutto nei pazienti fragili e comorbili presenta un’elevata mortalità. Si contrae prevalentemente in ambiente ospedaliero e ci sono già segnalazioni di ceppi resistenti anche agli antifungini di ultima generazione come le echinocandine. Non è facile la sua individuazione con i comuni esami di laboratorio. Gli esperti invitano a vigilare strettamente per contenere eventuali focolai di infezione. 13 casi certi segnalati per ora negli USA e una cinquantina a Londra

L’allerta è autorevole e proviene dai Centers for Disease Control (CDC) americani. Dopo le preoccupazioni planetarie per l’esercito dei ‘superbug’, i batteri resistenti a tutti gli antibiotici, si apre un nuovo fronte di preoccupazione in ambito microbiologico, che questa volta riguarda però i negletti funghi. Il nuovo allarme riguarda infatti la Candida auris, un fungo isolato per la prima volta nel 2009 dall’orecchio di un giapponese, e ‘migrato’ in seguito negli Usa e in Gran Bretagna, dove lo scorso ottobre ne è stata registrata una mini-epidemia.
 
Cinque mesi fa le autorità sanitarie americane avevano diramato un bollettino nel quale si invitano medici e dirigenti ospedalieri a vigilare attentamente sulle infezioni da Candida auris, in quanto resistenti a diversi anti-fungini e spesso fatali. Qualche giorno fa i CDC  hanno riferito di 13 casi individuati negli Stati Uniti. E il super-fungo ha mantenuto le sue minacciose aspettative: tra i primi sette pazienti colpiti, ci sono stati ben 4 decessi. Il 60% delle infezioni registrate al di fuori degli USA hanno condotto a morte i pazienti. Gli esperti americani puntualizzano però che, almeno per quanto riguarda i pazienti americani, quelli arrivati al decesso erano portatori di altre gravi patologie ed erano ricoverati da una media di 18 giorni, quando è stato isolato il fungo. Nei pazienti deceduti il fungo aveva provocato infezioni sistemiche entrando in circolo. Il fungo è stato isolato anche da ulcere e ferite e da infezioni dell’orecchio.
 
I fattori di rischio individuati finora per questa infezione sono: interventi chirurgici recenti, impiego di antibiotici e antimicotici ad ampio spettro, uso di cateteri venosi centrali. Le infezioni da C. auris possono colpire a tutte le età, dal neonato pretermine al grande anziano.
Candida aurispuò essere facilmente ‘scambiata’ negli esami di laboratorio con una presenza più familiare nelle corsie di tutto il mondo, la Candida comune. Ma questo ‘parente’ venuto dal Giappone rappresenta una ‘minaccia emergente – ha affermato Thomas Frieden, direttore dei CDC – e abbiamo dunque il dovere di proteggere i pazienti vulnerabili e tutti gli altri. Dobbiamo agire in modo di comprendere meglio, contenere e arrestare la diffusione di questo fungo resistente ai farmaci”.
 
Dal momento della sua individuazione in Giappone, Candida auris è stata ‘avvistata’ in quattro continenti e isolata in una dozzina di stati. Negli Usa i casi si sono verificati a New York, nell’Illinois, nel Maryland e nel New Jersey, a partire dal 2013. Solo la scorsa estate ne sono stati segnalati 6. La maggior parte dei ceppi risultano resistenti al fluconazolo; uno mostrava resistenza all’amfotericina B e un altro purtroppo anche  alle echinocandine, l’ultima frontiera della guerra ai funghi. In alcune parti del mondo sono stati isolati casi resistenti a tutti e tre gli anti-micotici e questa sta dando non poche preoccupazioni agli esperti.
 
Il super-fungo ha un’altra minaccia intrinseca: la facilità con la quale si diffonde. Il sequenziamento del suo genoma ha portato ad appurare che nelle stanze dove erano ricoverati i pazienti colpiti dall’infezione, il fungo era presente non solo sul materasso, sul comodino e sulla testiera del letto dei pazienti, ma anche su altri arredamenti della stanza e persino sul davanzale. In altre parole sembra che l’infezione si contragga prevalentemente in ambiente ospedaliero, fatto questo che porterebbe ad includere d’ufficio la Candida auris nel famigerato elenco delle infezioni ospedaliere.
 
E’ necessario dunque mettere a punto al più presto dei test di laboratorio ad hoc per Candida auris e naturalmente cercare delle strategie terapeutiche alternative a quelle esistenti, alle quali il fungo è diventato resistente.
Ma nel frattempo le autorità sanitarie americane raccomandano di implementare con rigore le misure degli Standard and Contact Precautions  al fine di prevenire la diffusione delle infezioni in ambiente ospedaliero, attraverso una pulizia accurata della stanza durante il ricovero e dopo la dimissione del paziente con infezione da Candida auris, per mezzo di disinfettanti attivi contro i funghi.
 
Lo scorso ottobre, la rivista Antimicrobial Resistance and Infection Control ha pubblicato la notizia della prima mini-epidemia ospedaliera da Candida auris in un ospedale europeo. E’ toccato ad un centro specializzato in chirurgia cardio-toracica di Londra, dove tra l’aprile 2015 e il luglio 2016 sono stati registrati ben 50 casi dei questa infezione, il 20% con diffusione ematogena. Anche in questo caso, vista la grande contagiosità di questo fungo, gli esperti raccomandano le misure di isolamento da contatto e la pulizia accurata della stanza del paziente con  prodotti a base di cloro e vapori di perossido di idrogeno. Viene raccomandata anche la decontaminazione cutanea con prodotti a base di clorexidina.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

08 Novembre 2016

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