Dalla ricerca di base alla terapia: sinergie tra accademia e impresa. Incontro a Napoli organizzato da Sif e Farmindustria

Dalla ricerca di base alla terapia: sinergie tra accademia e impresa. Incontro a Napoli organizzato da Sif e Farmindustria

Dalla ricerca di base alla terapia: sinergie tra accademia e impresa. Incontro a Napoli organizzato da Sif e Farmindustria
Quali le realtà e le prospettive occupazionali del settore farmaceutico? Cosa fare dopo la laurea? Si parlerà di tutto questo oggi nell'incontro con gli studenti che si svolgerà presso il Dipartimento di Farmacia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, nell’Aula Magna Ludovico Sorrentino. IL PRORGAMMA

Ricerca, innovazione farmaceutica, trasferimento tecnologico, biotecnologie, collaborazione pubblico-privato. E ancora: cosa fare dopo la laurea? Qual è la “cassetta degli attrezzi” giusta per aprire un orizzonte alle nuove generazioni? Di questo si discute oggi a Napoli nel corso dell’incontro con gli studenti – organizzato da Farmindustria e Società Italiana di Farmacologia – che si svolgerà presso il Dipartimento di Farmacia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, nell’Aula Magna Ludovico Sorrentino, dal titolo: “Il farmaco dalla ricerca di base alla terapia: sinergie tra accademia e impresa  realtà e prospettive occupazionali del settore farmaceutico”.
 
Introdurranno i lavori:
 
– Gaetano Manfredi, Rettore dell’Università Federico II, 
– Luigi Califano, Presidente della Scuola Medicina e Chirurgia, 
– Ettore Novellino, Direttore Dipartimento di Farmacia,
– Alessandro Mugelli, Presidente Società italiana di Farmacologia,
– Eugenio Aringhieri, Presidente Gruppo Biotecnologie Farmindustria.
 
Angelo Zampella – Professore di Chimica Organica e Presidente della Commissione Ricerca del Dipartimento di Farmacia – e Roberto Vona – Professore di Economia e Gestione delle Imprese e Presidente del Comitato Spin Off di Ateneo – affronteranno il tema del trasferimento tecnologico tra aziende, centri di ricerca e Università. Un argomento al centro della discussione per creare maggiori sinergie tra queste realtà.
 
Eugenio Aringhieri si occuperà del futuro delle imprese biotech e traccerà le prospettive di sviluppo in un mondo in rapido cambiamento e con un lavoro che richiede sempre più il giusto mix tra competenze e attitudine alla sfida. Mentre Sergio Pistoi, divulgatore scientifico, esplorerà le frontiere della genomica personalizzata, della farmacogenomica e della ricerca genetica. 
E poi intervisterà Chiara Di Malta, ricercatrice del TIGEM (Istituto Telethon di Genetica e Medicina) che, insieme ad altri ricercatori, è riuscita a individuare un meccanismo biologico la cui inibizione porta al blocco della crescita delle cellule tumorali.


 


“Imparare ad imparare. Di questo vorremmo parlare oggi con gli studenti” commenta Eugenio Aringhieri, Presidente Gruppo Biotecnologie Farmindustria. “Perché nell’arco di pochi anni la rivoluzione tecnologica porterà alla comparsa di nuovi profili e alla scomparsa di altri. E non solo. Per far fronte alla velocità dell’innovazione ai giovani è richiesta una mentalità flessibile pronta all’adattamento svelto e alla formazione continua. 
 
Ecco perché incontri come questi sono fondamentali. E lo sono anche per dare uno spaccato di una realtà, quella farmaceutica, dinamica e viva.
Un’industria che in Italia investe 2, 7 miliardi l’anno (1,5 in R&S e 1,2 in produzione), offre occupazione a 64.000 addetti (90% laureati e diplomati), il 42% donne, e produce oltre 30 miliardi di euro l’anno (75% di export). E ha delle vere e proprie specializzazioni. Ad esempio il comparto del farmaco biotech con 209 aziende grandi, medie, piccole e micro attive e 282 medicinali in sviluppo in Italia.

Le nostre imprese hanno dimostrato, in questi anni difficili – afferma Aringhieri – di credere nei giovani, assumendone dal 2014 circa 3.000 ogni anno, la metà del totale dei nuovi occupati. Ma non si accontentano, vogliono continuare a farlo. Suscitando entusiasmo e fiducia nei ragazzi che si avviano al mondo del lavoro anche attraverso le parole di chi lavora sul campo e ha raggiunto risultati importanti, come Chiara Di Malta. 
Abbiamo bisogno di forze giovani, con idee ed energia, perché parlare di industria farmaceutica significa parlare di futuro. E parlare di futuro significa parlare di giovani.” 
 
“Sono molti anni che collaboriamo alla organizzazione di questi incontri con gli studenti per presentare loro il complesso mondo del farmaco e le numerose opportunità lavorative che offre” commenta Alessandro Mugelli, Presidente Sif. “Oggi queste opportunità si sono moltiplicate, ma per coglierle è necessario che gli studenti si attrezzino fin dal percorso universitario. I cambiamenti che stiamo vivendo nel settore del farmaco e della farmacologia preclinica e clinica sono così rapidi che ovviamente non è possibile adeguare con la necessaria rapidità i programmi di insegnamento, caratterizzati nell’Università italiana da un notevole grado di rigidità. Giornate come queste sono pertanto fondamentali, e sono certo che il programma di questa giornata stimolerà l’interesse dei giovani”.

“Oggi la ricerca farmacologica – spiega Gaetano Manfredi, Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II – rappresenta una delle frontiere d’avanguardia dell’innovazione che ha importanti ricadute dal punto di vista della qualità della vita e del benessere sociale. Ma analogamente richiede risorse importanti. Sempre di più per poter essere competitivi è necessaria un’integrazione tra la grande impresa, che ha bisogno delle idee che vengono dalle piccole start up. Quindi l’integrazione tra innovazione d’impresa e grande azienda rappresenta la chiave di volta per creare delle nuove possibilità terapeutiche. In questo incontro si discute di questi temi in cui la Federico II ha grandi competenze e partecipa in maniera molto attiva”.

09 Aprile 2018

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